08 dicembre 2005

Crash

No no, mica il film di Cronenberg con sesso e lamiere, ma quello di Paul Haggis. Haggis ha nel suo curriculum, tra gli altri: il telefilm Love Boat (come sceneggiatore) e Walker Texas Ranger (come creatore, nientepopòdimeno).
Da tali precedenti (se li avesse letti prima di vedere il film) uno si aspetta poco. E invece, esce fuori un gran film sulle razze umane a Los Angeles. Incroci e sovrapposizioni, grande colonna sonora, sembra una bellissima puntata di ER. E dunque non poteva non piacermi.
IMHO, vale assolutamente il prezzo del biglietto, e pure un po' di piu'.

04 dicembre 2005

Agli atti.

Che sia messo agli atti. Io questi Baustelle di cui si fa un gran parlare li ho ascoltati (l'ultimo disco, e uno un po' piu' vecchio), e non mi piacciono. Ho provato lo stesso fastidio che mi ha procurato la lettura di Nonostante Clizia di Pinketts.

Voglia di anni Ottanta

John McEnroe torna a giocare.
Rifanno la DC.
E per finire, oggi sulla metro ho visto la pubblicità di un prodotto della Commodore.

P.S. Io c'ho provato, ma un sito ufficiale della Commodore mica l'ho trovato. Suggerimenti?

03 dicembre 2005

Braccia rubate all'agricoltura - 2

Una casa editrice straniera mi manda i suoi migliori auguri per il natale (il 29 novembre....).
Lo fa - ahime' - con una poesia. Uno dice: beh, prendi una poesia famosa qualsiasi, basta che si allegra; prendi una poesia famosa sulla gioia della conoscenza; prendi una poesia tradizionale che parla di renne e di slitte; prendi qualsiasi cosa, ma per favore non mandarmi una cosa come questa:

We are your trusted publishers
And we are your friends.
We believe that Knowledge is true Blessing
A joy that is without end.


L'effetto è quello di festa aziendale americana, vista nei telefilm tipo Mary Tyler Moore o Alice (con Mel vestito da babbo natale).

Shangai baby

Una carissima amica mi regala questo libro. Più che altro perché quest'estate sono stato in Cina, e a Shangai, a me e a V. non ci è passato neanche per la mente di andarci, andando invece a prendere pioggia in mezzo agli yak delle montagne del Sichuan.
Dunque, libro: giovane scrittrice, abbastanza ricca, che vuole scrivere un romanzo, e ha un fidanzato pittore tossico e impotente, e un amante tedesco. Il risultato è un diario della signorina, tra sesso con il crucco e l'amore per l'altro bello e dannato.
ll cinico riduzionista direbbe che alla fine e' solo una questione di cazzo. Quello che non può scopare finisce male. Lei si trova un altro con cui scopa benissimo e decide di andarlo a trovare in Germania.
Il critico letterario invece avrebbe l'impressione che se Melissa P. fosse stata di Shangai, avrebbe scritto questo libro. Pero' il critico non ha mai letto Melissa P., e quindi scrive di un libro che nonostante sia scritto nel 1999 sembra scritto negli anni Ottanta: solo che invece di Richard o Sally, i protagonisti si chiamano Ni Ke e Tiantian.
IMHO, bah.

Braccia rubate all'agricoltura

Nell'ultima settimana mi capitano sotto mano:

- una mail di un ufficio stampa di una casa editrice che mi invita gentilmente a voler considerare un loro libro per recenzione.

- una quarta di copertina Rizzoli secondo cui Shangai è una città multiraziale.

La seconda è di un libro uscito nel 2001. A quel che ricordo, i wordprocessor già avevano i correttori.
Alla prima, che forse ha scritto direttamente sul client di mail, faccio notare che il nuovo Thunderbird ha una funzione di controllo ortografico molto ben fatta. Visto, che mi scrive con Outlook, la signorina potrebbe anche cambiare client.

29 novembre 2005

La mappa e il territorio

Ho aperto una mappa per questo blog su Frappr.
Cioe', una mappa dove voi lettori (molti meno dei manzoniani 25) potete piantare la bandierina. Ovviamente potete anche inventare, e quindi far finta che leggete il blog da Vanuatu, da Ouagadougou, o da Albuquerque (NM).
Pero' tanto ci son sempre le statistiche di shinystat, quindi se mentite vi sgamo.

Del possibile e del reale

"Credo che la mia candidatura si è dimostrata forte", riporta Repubblica.it.
Saro' pignolo, ma la scomparsa di congiuntivi e condizionali ha del filosofico: la realtà diventa proiezione dei propri desideri e della propria immaginazione. Il linguaggio costruisce un mondo, lo disegna, e cerca di comunicarlo.
La politica, da che mondo è mondo, usa un linguaggio affermativo: lo slogan vuole descrivere la realtà, esprime un futuro certo, una convinzione assoluta. Non vi è incertezza.
La politica più recente fa sempre più leva su questo, Berlusconi è un maestro: esprime certezze, fatti, realizzazioni. Finti, perlopiù. Ma assoluti: Io ho fatto, Io faccio, Io faro'.
Ogni tanto, e' interessante vedere come a qualcuno scappi ancora il germe del dubbio: Io credo che....per poi virare all'indicativo presente, è.
E' solo ignoranza grammaticale, o è il dubbio che saltuariamente fa capolino?

28 novembre 2005

Ragtime

Romanzo, tentativo di mito fondativo degli Stati Uniti d'America, scritto trent'anni fa da E.L. Doctorow. Ne avevo sempre sentito parlare come di un capolavoro, ne hanno tratto un film uscito nel 1981.
Bello, appassionante, ma a tratti artificiale: ci sono paragrafi di descrizione che sembrano essere utili solo a far vedere quanto l'autore abbia studiato nei particolari l'epoca.
Puo' darsi sia solamente questione di nazionalità e cultura. Prima di questa lettura non avevo mai sentito parlare di Stanford White, per esempio.
Sono invece molto interessanti alcuni esperimenti linguistici, come il mancato utilizzo della punteggiatura da discorso diretto che rende spontanee e ritmate le pagine di dialoghi. Il Ragtime è sincopato, si sviluppa anche dall'incrocio tra bianchi e neri, usufruisce dei primi mezzi di riproduzione musicale per avere larga diffusione. Il romanzo impasta il tutto e lo restituisce sotto forma di racconto, ma un racconto che sa di narrazione orale, di un narratore che gesticola mentre parla, di un pubblico che ride e ogni tanto arricchisce di dettagli.
IMHO, un'ottima lettura.

27 novembre 2005

Homevideo

In tutto lo splendore dei 14 pollici TFT del mio portatile, tra una puntata e l'altra di Desperate Housewives (le prime sette puntate della seconda serie, ho visto un po' di film: Fargo, dei Coen; Accattone, di PPP; Lolita, di Kubrik; e ho iniziato Mamma Roma, che stasera finisco.
Non si possono fare recensioni dettagliate. Pero', contrariamente a ciò che mi aspettavo, e' molto più comico Kubrik dei Coen. Su PPP, aspetto di finire Mamma Roma.

come i bimbi al luna park

Ieri al Salon des vignerons independants. Non so quanti espositori, ingresso gratuito, bicchiere incluso. Certo non e' il Forte Prenestino di Critical Wine, ma passare dai Margaux ai Sauternes, o dai Saint Emilion ai Traminer alsaziani, è stata una bella esperienza.

IMHO, lo champagne non dice nulla. I grandi rossi sono effettivamente grandi, e capisci le reputazioni di un vino o dell'altro. Quindi, medaglia d'oro a Margaux e Sauternes, ma poi tante cose di buon livello. Rimane, rispetto all'Italia, un peggior rapporto qualità prezzo. Qui, anche su grandi quantità, per meno di 10 euro c'è poca roba di alto livello. Per avere cose buone devi spendere un sacco di soldi.
Comunque, e' stato molto divertente. Dopo le prime due ore il cazzeggio è diventato l'unica vera guida, sorriso stampato in faccia, francese sempre piu' impastato, si andava alla ricerca di bottiglie che fossero oltre i venti euro di prezzo, oppure i cui proprietari avessero visi simpatici.

Piccoli particolari: il posto non è bello, il padiglione di un centro congressi; nessuno ti offre da mangiare, e se vuoi comprare un sandwich ti costa 7 euro; la chiusura precoce, alle otto.

Gli amici scrivono

Uno scrive un bellissimo post sul nonno.

Un altro, un bellissimo post su donne, anziani e firme giornalistiche.

Mi fa piacere conoscere queste persone.

24 novembre 2005

Varie ed eventuali

Qualche notizia sparsa.

- Ho iniziato la seconda serie di Desperate Housewives. Sempre più soap, sempre più dark.

- Anche negli USA i teo-con si impicciano delle faccende d'aborto: vi sono pressioni indebite sull'FDA per evitare un piu' facile accesso alla pillola del giorno dopo.

- A Rampini, inviato di Repubblica in Cina, filtrano le mail: gli arrivano dopo tre giorni. Tutto ciò dopo che ha pubblicato un articolo sul Tibet.

- la fiat ha lanciato un SUV, nomato "Sedici". Mi viene in mente 42, la risposta alla vita, l'universo e tutto quanto.

- Sto tentando da qualche giorno di seguire le discussioni di Loredana Lipperini sulla letteratura (dicono che faccia bene). Non so, non mi restituisce il piacere di leggere. Non come guardare la carne sanguinolenta dal macellaio, ma piuttosto come studiare endocrinologia per capire il bello del sesso. Legittimo, ma annoia molto più dell'atto che vorrebbe studiare. Non mi ci trovo proprio.

- A rimorchio, citazione da Nanni Svampa: "fare l'amore con un'ostetrica è un po' come leccare un gelataio".

21 novembre 2005

Coca a sinistra

Furio Colombo, ex-direttore dell'Unità, scrive un articolo per difendere la Coca Cola. A parte il fatto che non sono d'accordo con la sua presa di posizione, mi chiedo perché si perda tempo, a sinistra, a dividersi su queste cose. Davvero l'Unità non ha altro modo di riempire le proprie pagine? Davvero ci si deve far prendere in giro dalla destra anche sullo iato coca-chinotto?
Poi, un po' più nel merito.
Possibile che Furio Colombo non capisca il significato simbolico di alcune cose? Possibile che secondo certa sinistra, o si prende il palazzo d'inverno o ci si entra come custode?

17 novembre 2005

Un po' mi vergogno

sono andato a vedere "In her shoes". Il film serve solo a far vedere quanto sono lunghe le gambe di Cameron Diaz. Per la prima metà si prova scarpe in casa della sorella, vestendo una camicia orrenda e degli slip rosa. Visto che serviva un colpo di scena, la seconda metà del film si sposta in Florida, dove fa abbastanza caldo da poter far stare la Diaz in costume da bagno o pantaloncini, senza neanche inventarsi una scusa. La trama è costituita da piccole variazioni su questo tema. IMHO, risparmiate i soldi, che l'inverno s'avvicina (e qui Forecastfox mi dice -2°C...)

T.I.R. - Tipi di Incontro Ricorrente

Oggi puntata di Quark dedicata a un TIR che mi tocca da vicino: la Bibliotecaria Stronza.
Da anni vado in giro per il mondo e uso biblioteche a scopo di studio-lavoro.
In ognuna di queste, esiste la Bibliotecaria Stronza: almeno una c'e', dalle Alpi alle Piramidi. Sospetto esistano dei corsi appositi o dei posti riservati a questa categoria. Va sottolineato da subito che la Bibliotecaria Stronza è solo donna. Sempre. E non è sessismo, forse è solo casualità; però gli uomini che lavorano in biblioteca raramente sono stronzi: possono essere incapaci, un po' ritardati, inutili, ottusi. Ma sono sempre gentili. E mancano loro i due fenotipi comportamentali di base che caratterizzano la Bibliotecaria Stronza. Il primo è il rapporto con il patrimonio librario: assolutamente privato. L'utente è li' solo per toccare e rovinare i suoi gioielli, rubarle attimi di contemplazione ai suoi volumi. Considera la domanda di consultazione alla stregua di uno sconosciuto che le fruga nei cassetti della biancheria. Ed è certa che l'utente voglia fare qualcosa di perverso sulle sue cose, che finirà per rovinarle irrimediabilmente. Dunque, la Bibliotecaria Stronza farà di tutto per ostacolare l'utente: se proprio non può impedire la consultazione, allora tenterà con ogni mezzo di rendere l'esperienza spiacevole, sperando di indurre l'utente a non ripeterla.
Il secondo tratto tipico è la convinzione che se le cose non vengono fatte come dice lei, allora l'istituzione è in pericolo. E quindi non si capacità di come - nonostante lei lavori magari solo per 4 ore a settimana - la biblioteca funzioni egregiamente da anni, se non secoli.
Bibliotecaria Stronza ci si nasce, o ci si diventa? Migliaia di utenti, in ogni parte del mondo, ogni momento, se lo domandano.
La conversazione tipica tra l'utente e la Bibliotecaria Stronza è:
- Ah, vuole proprio l'edizione del 1755?
- Si', sa, è la prima.
- Perche' c'e' questa edizione del 1972...
- Si ma non è la stessa, la paginazione e' diversa, mancano le illustrazioni, e' stata emendata.
- Ah, ma ce l'ha l'autorizzazione per i fondi antichi?
- Si, ma lei lo sa, e' scritto sulla mia tessera, e sono tre anni che mi vede qui.
- Ah, gia'.
- Allora compili questa, e poi l'altra scheda.
- Gia' fatto.
- C'e' solo il cognome, manca il nome.
- Ha ragione, scusi.
- Il nome è necessario.
- Si, mi scusi. Sa, faccio 18 richieste al giorno...ogni tanto...
- Beh, il nome lo deve mettere.
- Ho capito. Mi dia la scheda che lo scrivo.
- Non serve, la conosco. A che posto è?
- A quello scritto sulla scheda.
- E' il tavolo per i fondi speciali?
- Si, sono tre anni che mi ci siedo, la sedia ha la mia impronta glutea, c'ho fatto la muffa.
- Ah, allora mi vedo costretta a passarla, questa richiesta.
- Grazie.

Torni al tuo posto, provi ad accendere la luce: niente. Provi quella vicino, non funziona. La terza, idem.
Torni dalla Bibliotecaria Stronza.

- Scusi, non si possono accendere le luci?
- Ha provato con l'interruttore.
- No, con l'accendino.
- No, stia attento. C'e' l'interruttore sulla base.
- Lo so, il mio polpastrello lo riconosce anche al buio. Ho provato, ma non si e' acceso.
- Ah beh, io non sono l'elettricista.

Giuro che tutto cio' corrisponde alla realtà.
(Dieci minuti dopo la scena della lampada, è venuto su il ragazzo che fa anche il portiere, ha provato ad accendere le lampade. Ha fatto dieci passi, e' andato al quadro generale, ha girato un interruttore, guardandosi intorno sorridente, come dio al Fiat lux).

Per fortuna, esistono anche persone gentili. Oggi, una bibliotecaria, dopo una mia richiesta che non e' andata a buon fine per diversi motivi indipendenti dalla sua volontà, per mezz'ora ha tentato di risolvermi il problema.
Alla fine, sorridente, è venuta con voce sommessa e quasi scusandosi ha detto: "Mi dispiace molto, l'edizione del 1757 non e' disponibile ora. La puo' chiedere domani mattina a questa persona, che le dara' il cd-rom. Intanto le do' quella del 1761, e' un po' diversa, lo so, mi dispiace, pero' intanto le da' un'occhiata. Scusi ancora". E con un sorriso è tornata dietro al bancone.

Il mio piccolo mondo è fatto anche di queste cose, mica solo di letteratura....

14 novembre 2005

Eleanor Rigby

E' l'ultimo romanzo di Douglas Coupland, uscito nel 2004. Come sempre, storie di coincidenze e avvenimenti improbabili. Riesce a vedere un lato interessante delle cose.
Questo è un libro non facile, triste, molto triste dall'inizio alla fine. Ma finisce inaspettatamente con un arcobaleno all'orizzonte. E' durato poco piu' di due giorni (in inglese).
Ora come si va avanti?
Ho finito i romanzi qui, devo andare a scegliere qualcosa. Tra i nuovi, la scelta è tra Bret Easton Ellis o l'autoctono Houellebecq.
Pero' non dispero che un giro per qualche usato trovi altri autori.

13 novembre 2005

A night at the Operà

All'Opera' Bastille, Tristan und Isolde di Richard Wagner. Biglietti a 5 euro per posti attrespolati al fondo della platea. Sorta di rastrelliere per le bici, che pero' sono piu' comodi di quanto sembri. Non si vede lo schermo che passa i sottotitoli, avvertono sul biglietto.
Nel volantino che ti danno all'entrata, capisci bene a cosa stai andando incontro. L'inizio e' alle 18.30, perche' l'opera, da sola dura 5 ore e spicci. 1h e 20 per ogni atto, 45 minuti il primo intervallo, 30 il secondo. In tedesco. Gia' l'opera e' quasi incomprensibile in italiano, figurati in tedesco, senza sottotitoli.
Scenografia assolutamente nulla: nero, parallelepipedo nero, attori in nero, mai piu' di 4 in scena, al massimo una cravatta rosa. Sullo sfondo, un grande schermo che proiettava immagini. Lente. Lente. Lente. Ancora più lente. A un certo punto, per rendere la scena che occupa la prima metà del secondo atto (sesso e passione in grotta tra Tristano e Isotta, che in italiano sembrano cartoni animati), lo schermo mostra una signora che accende, una per una, circa duecento candele, circa una 20 secondi.
Lentezza che d'altra parte serve a conciliare due forme di espressione diverse: e quindi adeguarsi all'opera è complicato. T., uno del nostro gruppetto di italieni, genuino appassionato, ha stampato la sinossi dal web. 5 ore di opera in una paginetta e mezza. Non succede nulla, praticamente.
La musica: boh, ne capisco nulla o poco. Ma non mi ricordo assolutamente nulla. Se non la sensazione che Wagner abbia influenzato molta musica da film del Novecento.
L'Opera' Bastille è veramente bella. Fuori magari non molto, ma dentro si, veramente. Ieri era piena in ogni ordine di posti (e si partiva dai 150 euro).
La cronaca: Fila dalle 16.30 per prendere i biglietti. Attesa, compri acqua, rapido spuntino. Primo atto, capire quali sono le posizioni più comode, cercare di ricordare cio' che hai letto nella sinossi e riadattarlo a ciò che si svolge sulla scena, e riguardarlo interpretato nello schermo, tanto il tempo c'e'. Intervallo, pausa birra in uno dei tanti locali della zona, rientro con qualche minuto di ritardo (tanto sei talmente nascosto che nessuno se ne accorge). Secondo atto in cui succede nulla: 45 minuti di sesso simulato, e un breve duello finale, con Tristan che viene ferito a morte. Terzo atto: abbandonato per manifesta inferiorità, io e P. siamo andati via, cena con altri due italiani in libera uscita. Erano le 22.15, iniziava il terzo atto, che è la lunga agonia di Tristan in attesa poi della morte anche di Isolde, dovuta al crepacuore per la morte dell'amato. In realtà, si erano innamorati nel primo atto, solo perche' si erano calati qualcosa di molto potente. IMHO, bah.

11 novembre 2005

Romanzo Praghese

Da molti anni non mi capitava di leggere qualcosa di ambientato a Praga. Forse da quando ho letto Kafka, anni fa.
Quindi, "Il caso dell'Infedele Klara" di Michael Viewegh (Instar Libri) è stato una lettura piacevole. Nomi esotici, luoghi sconosciuti. Il libro in sé, non è un granché. Piccolo trattatello, con molte citazioni letterarie, sulla gelosia. Ma, confida l'amica che me lo ha regalato, il traduttore (Alessandro Catalano) è molto simpatico. Pero' si legge facilmente e piacevolmente , anche se si capisce come va a finire dopo venti pagine, piu' o meno. Il motivo per cui mi è stato regalato, soprattutto, è la Cina, dove si svolge la seconda metà del libro.

07 novembre 2005

Scirocco

Di Girolamo de Michele. Il pensiero corre immediatamente a WuMing e Romanzo Criminale. Storia in forma di romanzo: in particolare, la storia italiana dalla seconda guerra mondiale a oggi, quella delle trame nere, dei servizi, dei fascisti in libera uscita nelle stazioni. Tutto molto bello e interessante. Un amico bolognese parla di "darksideofthemoon" italiano, di utile ripasso. Probabilmente è vero, probabilmente la memoria di tutto ciò che in Italia è successo "dietro" si sta perdendo. Cose da prima repubblica, del passato.
Salvo poi scoprire che alcune persone del presente italiano non sono così lontane da quegli ambienti, e che - come Sbancor scrive in American Nightmare - esiste un gruppo di bravi ragazzi americani che da anni fa affari in giro per il mondo, tra guerre e droga, tra politica e terrorismo.
Pero': il libro è scritto male, secondo me. Personaggi senza sfumature, un'eroina che sa far tutto e conosce tutto, dai vini ai pompini ai tortellini, bella e brava in qualsiasi cosa. Insomma, dal punto di vista letterario il libro è abbastanza irritante, con luoghi comuni di una parte della "sinistra" e del "sud", tra radicale e radical chic.
Pero' tiene bene, il libro, e il groviglio di eventi alla fine toglie il fiato.

Quindi, il mio personale giudizio è ambivalente. Sono convinto che un passaggio redazionale più severo l'avrebbe asciugato e reso meno stereotipato.

06 novembre 2005

Cultura di una ministra

Oggi su Raitre, mezzora di intervista della Annunziata alla Moratti Letizia, ministra. A parte i contenuti agghiaccianti dei discorsi della ministra, a un certo punto l'Annunziata legge due stralci da articoli critici del Sole24Ore e da Repubblica. La Moratti, stizzita: "Perché legge solo articoli negativi? Ce ne sono stati anche positivi".
E' questa l'idea di giornalismo della Moratti (e del suo presidente del consiglio): l'intervistatore deve incensare l'intervistato. La critica, anche leggera, è chiaramente qualcosa che prende alla sprovvista, fuori dal normale.

Parigi brucia - update

Le fiamme si avvicinano.
E non scaldano il cuore.

05 novembre 2005

Parigi brucia

Le banlieues parigine sono in fiamme, e contagiano pian piano anche le altre città francesi. Un sociologo qui parla di onore e reputazione. L'onore è quello che ha fatto scattare la prima rivolta, la reputazione ha fatto espandere la rivolta. La prima offesa - i due ragazzi morti, Sarkozy che parla di feccia - ha toccato l'onore. Poi da banlieue a banlieue: "quante macchine avete bruciato voi stanotte?".
Comunque, niente politica. Zero. Mi sembra che sia la rabbia di una generazione che non si vuole fare il culo come i genitori che li hanno fatti crescere in Francia, ma il cui immaginario è solo quello televisivo. La rivendicazione è poter comprare le scarpe su rue de Rivoli. E la raggiungi con lo spaccio, non con il negozio di frutta da tenere aperto 18 ore al giorno, 7 giorni su 7. Che e' d'altra parte il frutto di anni di gestione sbagliata delle banlieues, in cui hai creati ghetti che hanno sviluppato una cultura interna, di ghetto, in opposizione al resto. Ovvio che anche se gli dai "liberté, egalité, fraternité" ti sputano in faccia, non sanno che farsene, non fa parte del loro mondo di valori. Soprattutto se le poche volte che hai provato a mettere fuori il naso non sei stato né libero, né uguale, né trattato come fratello.
E' questo il fallimento cui la République è andata incontro.

Tu Stato, come reagisci di fronte a un rabbia che non ha rivendicazioni dirette ed immediate? Qui per il momento l'unica risposta è stata la repressione, la militarizzazione con una polizia veramente nazista, odiata e odiosa, arrogante e violenta.

03 novembre 2005

Pluralismo religioso

Che non ci si venga a dire che in Italia non esiste il pluralismo religioso. Il governo toglie l'ICI per gli immobili religiosi (cioe', la chiesa cattolica ne beneficierà un bel po'), e il governo scende in piazza per difendere Israele (che la stessa chiesa cattolica ha cercato attivamente di cancellare dalle pagine della storia, ben piu' dell'Iran).
Pero', tanto per essere un po' pignoli, qui si trova una riflessione interessante: non del tutto condivisibile, ma mette in luce alcuni dei mezzucci utilizzati per creare isterie di massa. E soprattutto, mostra per l'ennesima volta la cialtronaggine di molti giornalisti italiani.

31 ottobre 2005

solo per i romani

Iniziativa interessante.

Potenza del satellite

Qui a Parigi vedo qualche TV internazionale, tra cui anche le tre Rai. Oggi, ore 20.30 e qualche spicciolo, metto su raidue: le info del satellite dicono: "Tom e Jerry". Sul video, dopo un paio di secondi, appare Berlusconi, al fianco di Bush.

29 ottobre 2005

Hey Nostradamus

Il libro è di Douglas Coupland. Molto bello. La condizione umana, cercare risposte di fronte alle ordinarie e straordinarie tragedie della vita.
Dai suoi precedenti libri perde la lucida ironia, in favore di un'umanità spiccata e profonda. Rimane la critica alla società nordamericana, alla ricerca di miracoli a buon mercato e di buoni sentimenti a 5 cent al kg.

25 ottobre 2005

mi dispiace non esser lì

50mila alla manifestazione romana contro la riforma Zecchino-Moratti.

Cosa manca a Parigi - 2

Qui manca il panico per la "grippe aviaire".

Quello che da noi mette in prima pagina la morte di 25 migratori, e in cronaca i migranti.

23 ottobre 2005

Buona domenica. Diario minimo

Alla nuova casa non manca nulla (a parte 50mq...): il giornalaio più vicino ha anche i giornali italiani, anche il corriere dello sport (non che io lo compri...)*. Quindi, stamattina Repubblica e Sole24ore, e Jardin du Luxembourg, ché civilmente qui nei parchi pubblici mettono a disposizione sedie (di metallo, molto comode) da usare come meglio si crede. Risultato: tre ore al sole, e son finito nelle foto di molti turisti (ero in linea con fontana e facciata del Senato).
Poi giu' verso Saint Sulpice, Saint Germain, e la Senna.
Mi muovo verso mete note, per riorientarmi in uno spazio già conosciuto. Per perdermi ci sarà tempo.
Tornando a casa, la randonnée: migliaia di persone che pattinano, tutte insieme. C'e' un gruppo di persone con maglia gialla che fà lo staff, e c'è la police che fa da scorta. Insomma, non è proprio la critical mass, però una certa allegria la mette.
Nella passeggiata, finisco anche di fronte al "Supplì", che era una pizza a taglio abbastanza squallida dietro a Odeon: luogo di ritrovo per italiani, perché trasmettevano le partite del campionato italiano, o della nazionale (e io ero qui nel 2000, c'erano gli europei).
Beh, l'unta pizzeria è divenuta un ristorante color nero e crema, dove una pasta al pesto (pasta al pesto, dico) costa 18 euro.....oggi ho mangiato pesce e ho speso di meno.
Insomma, oggi il derby mi toccherà sentirlo per webradio, a meno che la tv non regali belle sorprese.



*l'ho comprato una sola volta, dopo un derby finito 4-0. Lo conservo, ovviamente.

A me un po' vien da ridere...


Sicuramente sottovaluto il pericolo: l'influenza aviaria non mi toglie il sonno. Anzi, mi vien da ridere a vedere che il più visitato sito dell'Internet italico titola: "A Stoccolma morta un'anatra". RIP.

Update delle 17: l'anatra non aveva l'influenza. Sempre lo stesso sito titola: "Svezia, i test assolvono l'anatra".

21 ottobre 2005

Pignoli?

sara' che le persone di sinistra sono un piu' suscettibili della media, pero' le cose che dice Lia sono condivisibili. Diventa sempre piu' difficile trovare una buona ragione per andare a votare questa gente. Se poi Fassino va pure dalla De Filippi....
Non dico che la sinistra dovrebbe rivendicare una sorta di diversità morale e/o culturale. Anche perchè di questa sinistra sono pochi quelli a poterselo permettere. Pero', dico, almeno evitare di far del male a chi questa diversità tenta di praticarla tutti i giorni...

19 ottobre 2005

Cosa manca a Parigi

Prese elettriche a tre buchi, ed eventuali riduttori.
Carta igienica in carta riciclata.
Confezioni di yogurt superiori ai 125g.

(continua....)

Parigi esotica

Questo me l'ero proprio dimenticato: la strana sensazione che si ha quando vai a pranzo, e sulla tua strada trovi i wallaby.

E di nuovo cambio casa

Svegliarsi dentro una casa che non e’ tua, ma lo sarà per qualche mese a venire. Un cielo che non è il tuo, e lo senti perché pesa, tanto. Rumori diversi, odori diversi. Un vicinato che si mette in moto in modi diversi. Ci metti un po’ a capire dove sei, che devi fare, da che parte uscire dal letto.
E poi qui al nord il sole esce tardi, al mio piano terra ancor di piu’.
Pero’ scendi dal letto e ti ricordi che fuori da quella porta c’è una città che conosci, piena di mangiarane, di baguettes, di croissants beurre, e oggi anche di pioggia leggera.
Bonjour.

17 ottobre 2005

Tempo di saluti

Sto partendo, vado via per qualche tempo. Non molto lontano, ma abbastanza.
Il giro di saluti e’ lungo e complicato, disegna una mappa della città e della mente. Ho salutato anche la campagna, andando due giorni fuori con persone che non frequentavo da tanto tempo, e mi ha fatto piacere ritrovare in dimensione privata.
Soprattutto, c’era un sole meraviglioso, cielo blu come non vedevo da tempo. E dire perché no? perché non provare qualche mese da quelle parti?
Se ne parla tra un po’, ma se ne parla…..
    

Eggers e Bianchi

L'opera struggente di un formidabile genio, di Dave Eggers. Troppo lungo e complesso per essere brevemente commentato. Comunque, non il capolavoro che mi aspettavo da quello che avevo sentito dire. tuttavia, molto leggibile e mai noioso.

La gamba del Felice, di Sergio Bianchi. Rumanzett non  male, stile "vogliamo tutto" di Balestrini nella scrittura. La vita e le trasformazioni di un paese della Brianza, adolescenze inquiete e contadine, cresciute tra il boom e il 68. Il 68 è il punto di arrivo.
Sicuramente, rende più bella la lettura del romanzo il fatto che conosco l’autore, ed è come se ci si trovasse con un bicchiere di vino in mano, a raccontarci storie passate.

13 ottobre 2005

Romanzo Criminale, il film

Romanzo Criminale, il film

Partendo da un libro bellissimo, che parla in seicento pagine di vent’anni di storia italiana, era difficile fare peggio. Cioè, la storia era bella pronta, con i tratti peculiari della romanità e dell’epica romanzesca che De Cataldo ha saputo infilare nel racconto. Il film, dunque, vive su quella che di per sé è una bella storia. Ma poi non va oltre. Anzi, la presenza di Accorsi è spesso disarmante, provoca risate imbarazzate in platea. Gli altri sono però bravissimi, in particolare Rossi Stuart.
Un po’ di anacronismi qua e là, tipo la Porsche 911 troppo moderna, o una Mercedes 190 che nel 1980 fa da taxi di fronte alla stazione di Bologna. E poi la morte del libanese, che si svolge all’alba ma poi quando c’è la polizia è notte con i lampioni accesi.
Manca il Pidocchio, manca la tomba in terra consacrata, e manca la Storia, che invece nel libro si faceva sentire.
Da tagliare, oltre a tutte le scene con Accorsi, le finte animazioni sulla strage di Bologna, e i due minuti finali, finiti lì per caso.
Sono uscito pensando – piuttosto banalmente – che Scorsese avrebbe fatto un capolavoro assoluto. Che Tarantino avrebbe superato Pulp Fiction. Che Caligaris, con Mastrandrea, avrebbe saputo cogliere meglio la Magliana, epitome di una Roma tra baracche e modernità.
Dunque, nonostante l’amaro in bocca, alla fine si becca la sufficienza, e sarà forse l’unico film in cui il remake sarà meglio dell’originale. Spero nei prossimi vent’anni lo facciano.

su Lapo

La migliore cosa che ho letto su quel bischero di Lapo...

12 ottobre 2005

Quattro salti in parlamento

Berlusconi chiede a Rutelli e Mastella di andare di là, con la casa della libertà. Magari….

11 ottobre 2005

occupazioni/preoccupazioni

A Roma, occupano diverse facoltà, ieri fisica e matematica, oggi lettere e forse altre. Speriamo serva, ché questa riforma morattiana è il colpo alla nuca per un'università già duramente messa alla prova.

Le preoccupazioni nascono invece dalle primarie. Personalmente, ritengo che l'unico senso di queste elezioni sia ridurre al silenzio Rutelli e Mastella. Come fare ciò? Rafforzando Prodi o spostando a sinistra votando Bertinotti? O semplicemente decidere che è inutile e non andare a votare? La senza volto - è una candidatura assolutamente inutile, ricerca della visibilità da parte di un movimento incapace di proposte originali.

10 ottobre 2005

viaggi

Bologna è una bella città, soprattutto di domenica con il sole, che scalda i mattoncini antichi e li fa rossi, quasi li abbronzasse. Se piove, i portici sono comodi, ma terribilmente scivolosi.
E sotto i portici è un peccato camminarci quando c'è il sole. Perché togliersi il cielo?

Il viaggio per Bologna, in treno, da Roma, può essere molto bello. Aspetto ogni volta l'uscita dal primo lungo tunnel appenninico, dopo Firenze. Si arriva in un luogo di colline e casette sparse. L'ho visto in inverno: entri nel tunnel che intorno ci sono alberi spogli, e esci che sei nel bianco della neve. Con il sole, è stato uno spettacolo unico, che mi torna in mente ogni volta che ci passo.

Il prossimo viaggio è Parigi. E' pronto l'import-export di parmigiano e paté, a seconda della direzione.

08 ottobre 2005

weekend

si viaggia anche questo weekend: Bologna.

Ieri ho finito Survivor di Palanhiuk. Se scorciava venti pagine non faceva danno. Pero' fino a p.40 è molto bello.

p.s.
la paginazione è al contrario....

06 ottobre 2005

marzullesco (o anche: dell'irrazionale)

No, la vita non è un sogno. Ma i sogni aiutano a vivere meglio. Soprattutto se in qualche modo anticipano belle notizie.
E' quello che mi è successo oggi: un bel sogno, e pochi minuti dopo il risveglio una bellissima notizia.
Certo, poi ho bucato la ruota posteriore della bici. Pero' e' stato un piacere farsi a piedi, spingendo la bici, da Circonvallazione Ostiense fino all'università. E il primo ciclista verso cui mi sono diretto era chiuso, ovviamente. C'era il sole stamattina.

03 ottobre 2005

Irritante

Questa qui è una delle cose più irritanti che mi sia capitato di trovare su internet nel corso degli ultimi mesi. La trovo più fastidiosa anche della ragazza che recitava in Provincia Meccanica.
Perché? Non so, forse perché effettivamente non sono più tra i giovani. Ma soprattutto per un altro motivo: la presunzione di essere al centro del mondo e della storia. Nessuno delle persone che scrivono (ragazzi e ragazze da tutta Italia e anche fuori) ha mai pensato di leggere qualcosa di storia della lingua o anche solo chiedere ai propri genitori, ai propri nonni.
Magari avrebbero scoperto che "zaccagnata" non è proprio così gggiovane, né "baccagliare" (mi' nonna me baccajava 'na cifra quann'ero pischelletto...), né "balotta" (bolognese, il cui uso è almeno ottocentesco).
L'unica cosa consolante è che in quattro anni questi cialtroni dell'Espresso sono riusciti a raccogliere solo ottocento voci, comprese quelle palesemente sballate e usate forse in un giro di quattro persone. E poi pero' non ci trovi "tramato"....

Assenze

Oggi le assenze si sentono molto.

e' lunedi...

Piove a Roma, traffico in tilt anche per l'esercitazione di terrorismo (l'ho beccata anche a Milano: don quijote sarebbe stato più realistico nell'immaginarla...), e un po' di angoscia messa da Survivor di Chuck Palahniuk.


Update delle 15: piove ancora, ma per fortuna è ripreso Patchanka.

01 ottobre 2005

due libri

Il primo è High Fidelity di Hornby. Bello e molto divertente, e per molte cose anche vero.

Il secondo è L'uomo che guardava passare i treni di Simenon. Piccolo capolavoro di noir.

24 settembre 2005

Per chi suona la campana

Inutile dire chi è l'autore. Bellissimo.
La mancanza di futuro di Robert e Maria è terribilmente vicina, lancinante, dolorosa.

L'enigma di Cartesio

Barbera editore, l'autore non lo ricordo e non vale neanche la pena alzarmi e andare a vedere, né cercare il link. Il grado zero dell'interesse, l'unico stimolo è chiedersi chi in Francia pubblica 'ste cose.

21 settembre 2005

I numeri sono importanti

A oggi, alle 11.30, il mio computer portatile contiente 105624 files in 3721 directory.

Una sottile linea scura

di Joe R. Lansdale. Ultimo romanzo uscito di Lansdale. Romanzo di formazione, uscire dall'infanzia per entrare nell'età adulta tramite la morte, il sangue, l'orrore. La curiosità per entrare a fondo nella natura umana: conoscere il sesso e poi la malvagità umana, e i diversi mezzi che ognuno di noi usa per sopravvivere in un mondo che sembra essere solo cattivo. Chi la religione, chi l'alcol, chi il potere dei soldi, chi la famiglia.
Meno bello di Tramonto e Polvere, comunque Lansdale scrive bene e mi piace. Manca ancora un po' di spessore, di sfumature. Il bianco e nero è inciso, netto (anzi, quasi tutto è nero), soprattutto per quel che riguarda i personaggi: paradigmatici fino al luogo comune.

21 settembre

E' finalmente autunno: riprendo la bici per l'università. E arrivo alla mia scrivania sorridendo.

UPDATE:
alle sette di sera sta diluviando....

19 settembre 2005

E.R. vs McCarthy

"Good Night and Good Luck" è un film freddino ed essenziale, che non spande troppe emozioni, che lascia molto non detto.
L'unica cosa che limita la fruizione del film, è il continuo riferimento a fatti e persone della storia americana pressoché sconosciuti.

17 settembre 2005

Un nerd, un puro nerd



Pure Nerd

69 % Nerd, 43% Geek, 26% Dork




For The Record:



A Nerd is someone who is passionate about learning/being smart/academia.

A Geek is someone who is passionate about some particular area or subject, often an obscure or difficult one.

A Dork is someone who has difficulty with common social expectations/interactions.



You scored better than half in Nerd, earning you the title of: Pure Nerd.



The times, they are a-changing. It used to be that being exceptionally
smart led to being unpopular, which would ultimately lead to picking up
all of the traits and tendences associated with the "dork." No-longer.
Being smart isn't as socially crippling as it once was, and even more
so as you get older: eventually being a Pure Nerd will likely be
replaced with the following label: Purely Successful.


Congratulations!


THE NERD? GEEK? OR DORK? TEST

15 settembre 2005

Notte Bianca

Sabato a Roma c'è la Notte Bianca: il vero evento, è questo.
Ma poi c'è anche: abusamyplay.
La notte bianca mi ricorda il black out epocale e una notte, un anno fa, vissuta con la gola stretta.
Quest'anno, come ogni notte e come ogni giorno, quella stella ci sarà.

13 settembre 2005

giornataccia

Brutta cosa quando fai qualcosa non all'altezza delle aspettative.
Se poi la sera prendi anche una multa per poco più di un'ora di parcheggio senza aver pagato il ticket...

12 settembre 2005

Questioni della modernità

Esiste un rapporto tra i nomi dei personaggi delle Cosmicomiche di Calvino e dei mobili di Ikea?

Poche parole

Tell me why?
I don't like Mondays.
Tell me why?
I don't like Mondays.
Tell me why?
I don't like Mondays.
I want to shoot
The whole day down.

09 settembre 2005

The experiment

Secondo me, a new orleans dovrebbero lasciar perdere. Abbattere le dighe, spostare
gli abitanti da qualche altra parte (che tanto ne son rimasti pochi, e lasciare che succeda quel che succeda nella città e nell'area inondata.
E' un'occasione fantastica: un modello su grande scala di quello che
potrebbe succedere tra qualche decennio in molte aree di tutto il mondo,
e realizzato quasi gratis.
anzi, mo' scrivo una lettera a Bush.

07 settembre 2005

Post interessante sul sogno americano

Ulisse Sifossifoco da queste parti è una delle letture più apprezzate.

05 settembre 2005

La notte di New Orleans

Quello che sta succedendo a New Orleans sembra uscito da un romanzo di Lansdale. Mi domando quando verranno fuori i racconti di cannibalismo. La morte della civiltà, della società. Ne discutevamo con Zinc ieri: ti rubi un televisore, ma che cazzo ci fai con un televisore li' in mezzo all'acqua? I frutti del capitalismo selvaggio: dimenticarsi delle necessità di base (argini, case, sanità, soccorso) per esasperare la competizione e bisogni inutili. Virtualizzare l'economia, ma l'hardware rimane quello di trent'anni fa. Tutto ciò, senza parlare del luogo dove hanno fatto espandere la città. Google Earth dà modo di vedere bene queste cose: ad esempio il Vesuvio, e la città che lo ingloba: un vulcano che ha eruttato l'ultima volta 60 anni fa, circondato da una città che cresce.
Cuba ha offerto il proprio personale sanitario. Probabilmente sarebbero loro a fare il migliore lavoro: da molto tempo sono abituati a lavorare in condizioni d'emergenza. In parte per colpa degli USA.

01 settembre 2005

Completato il genoma dello scimpanze'











Finalmente capiremo il mistero Buttiglione.

26 agosto 2005

il primo post

Il primo post con il nuovo computer :)

25 agosto 2005

Il grande paese



Si, lo so, dovrei iniziare a scrivere e a raccontare della Cina. Ma come sempre con le grandi narrazioni non mi sento a mio agio. Potrei tentare di mettere insieme microflash, ma il tempo per ora manca.
Pero', vale assolutamente la pena andare in Cina.

L'ennesimo McBain

Letto "Arriva la madama" di Ed McBain, 87° distretto. Come sempre. E' probabilmente il suo secondo romanzo dell'87°. E lui è morto a luglio, quest'anno.

Teocon, la lunga marcia sul valico di Darwin

Liberazione - 25 agosto 2005

Negli ultimi anni, la politica italiana si è rivolta sempre di più verso gli Stati Uniti come fonte di ispirazione. Il neoconservatorismo d’oltreoceano è diventato qui – terra papalina – teoconservatorismo, mettendo l’accento sulla necessità di combattere il multiculturalismo, il relativismo e quant’altro osi mettere in discussione il primato morale della religione cattolica romana. Dal dibattito su una già poco piacevole Costituzione europea, la quale non meritava l’ulteriore sfregio del richiamo clericale, fino al Pera teocratico del meeting di CL, sembra essere diventato necessario aderire ad una religione per essere fino in fondo umani. Derivazione di questo rigurgito divino-americanista è la pressione che si sta progressivamente esercitando sulla cultura scientifica. Il referendum sulla procreazione medicalmente assistita è stato solo l’ultimo episodio di disinformazione illiberale sui temi della ricerca e dell’insegnamento della scienza, cui vanno aggiunti i maldestri tentativi di riforma, da destra e da sinistra, dell’università e degli enti di ricerca nel tentativo di scopiazzare il ‘modello americano’. A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, e negli occhi le immagini poco edificanti di Papa Ratzinger a Colonia e di Pera da Comunione e Liberazione, torna però alla mente uno dei cavalli di battaglia delle religioni (sono tante, non va dimenticato, come le sette new age) cristiane: la critica al darwinismo e all’idea di evoluzione biologica su basi esclusivamente naturali. L’attacco al darwinismo è in realtà qualcosa di poco evidente in Europa, almeno fino a pochi anni fa. Al contrario, negli Stati Uniti vi è una grande tradizione di lettura letterale della Bibbia contro Darwin, che ha portato prima negli anni Venti e poi negli anni Ottanta del Novecento a due processi contro chi insegnava l’evoluzionismo alla pari delle altre teorie scientifiche. Al contrario, i creazionisti americani, e ora anche i loro maldestri epigoni italiani, sostengono che la teoria darwiniana dell’evoluzione non è dimostrata, ma rimane solamente un’ipotesi, al pari dell’insegnamento delle Sacre Scritture. Dunque ad entrambe va assegnata pari dignità nell’insegnamento nelle scuole e nelle università. In Italia pochi sono arrivati a sostenere apertamente questo tipo di posizione, poiché il cattolicesimo romano non ha la stessa tradizione di biblismo letterale (tipico invece dei Testimoni di Geova, ad esempio). Tuttavia, due anni fa la commissione che ha riformato i curricula di insegnamento delle scuole primarie e secondarie ha di fatto eliminato Darwin dagli argomenti da affrontare nell’ambito scientifico, un’escissione vista favorevolmente dall’estrema destra che si batte in difesa della tradizione e da molte parti della Chiesa cattolica. Tuttavia, va sottolineato che la critica al darwinismo è ormai andata oltre il creazionismo, posizione che sostiene l’origine molto recente della Terra per mano di un dio che ha creato il pianeta e i suoi abitanti in un unico momento. Gli avversari di Darwin sostengono oggi soprattutto quella che viene detta “teoria del progetto intelligente” (intelligent design): l’idea che l’evoluzione sia effettivamente avvenuta, ma che sia stata ‘guidata’ da una mano invisibile di origine divina, che ha quindi dato forma a un processo teleologico il cui punto di arrivo è l’uomo, la sua coscienza e la sua anima. È in questa prospettiva che va letta anche la parziale apertura, salutata come epocale, di Papa Giovanni Paolo II, che nel 1996 dichiarò che l’evoluzione è più di una semplice ipotesi. Ma il “santo subito” escludeva appunto l’anima e la coscienza dal processo naturale dell’evoluzione, e introduceva una finalità, proprio quella che Darwin, con gran merito, aveva definitivamente cancellato dalle scienze biologiche.
L’argomento dell’intelligent design non è certo nuovo, è anzi una delle principali critiche affrontate da Darwin nel 1859 nell’Origine delle Specie: davvero un meccanismo semplice e ripetitivo come la selezione naturale (cioè, il maggior numero di discendenti lasciato dagli individui dotati di caratteri vantaggiosi) è capace di produrre strutture enormemente complesse e meccanismi fini come l’occhio umano e la sua abilità di riconoscimento delle forme? Questo è il quesito posto dal “progetto intelligente”, che risponde al senso di meraviglia suscitato dall’enorme e diversa complessità esibita dalla natura. Tuttavia, come ormai decenni di studi hanno dimostrato, la natura vivente non porta il marchio di fabbrica di un ingegnere divino, quanto piuttosto – usando la felice metafora del Nobel François Jacob – è il frutto del lavoro di un bricoleur, il cui carattere è proprio l’imperfezione. La biologia evolutiva ha reso chiaro che gli adattamenti non sono mai perfetti, ottimali, come se fossero progettati a tavolino: piuttosto hanno sempre qualche difetto dovuto al fatto che l’evoluzione può solo riutilizzare, con leggere modifiche non intenzionali, ciò che è già presente. Così noi umani soffriamo spesso di un mal di schiena dovuto al fatto che la colonna vertebrale non è del tutto adatta all’andatura eretta, perché è ancora fondamentalmente simile a quella degli altri primati. È stato soprattutto Stephen Jay Gould, paleontologo, evoluzionista e grandissimo divulgatore, a richiamare l’attenzione su questi aspetti, mettendo in luce che l’evoluzione si porta dietro un carico di storia incarnato dalle strutture e dai vincoli preesistenti che non si possono più eliminare. Questi vincoli “architettonici”, esistenti ad ogni livello degli organismi, dai geni in su, limitano effettivamente l’azione della selezione naturale. Darwin stesso l’aveva capito, e infatti solo successivamente l’evoluzionismo si è concentrato esclusivamente sul meccanismo selettivo. Il dibattito interno alla comunità evoluzionista è stato però anche sfruttato dagli avversari di Darwin, che ne hanno approfittato per sostenere che non c’è accordo sull’evoluzione. Accusa che dimostra solo la mancanza di comprensione dei processi di crescita della conoscenza, che però rischia di far presa sull’opinione pubblica. Per questo, da anni i sostenitori dell’intelligent design reclamano – fortunatamente senza successo – un dibattito pubblico: vogliono la legittimazione della comunità scientifica, consapevoli che una volta ottenuta questa, avrebbero il potere politico ed economico per imporsi nell’ambito accademico. Da lì, partirebbe una nuova campagna volta a disinnescare il potenziale filosofico antireligioso della teoria darwiniana, la quale ha eliminato ogni fondamento naturale alle credenze in un essere divino. Dal 1859 in poi, nessuno ha più potuto appoggiarsi alla natura per sostenere l’esistenza di un dio. Dal valico di Darwin passa dunque la lunga marcia che le forze della restaurazione stanno compiendo, sotto le insegne dell’integralismo religioso, puntando a inglobare ogni forma di pensiero – dalla politica alla scienza – e facendo della religione un rifugio identitario del quale facciamo volentieri a meno.

13 agosto 2005

La piena dello Yangtze

Siamo a Zhongdian, detta anche Shangri-la. Abbiamo tre giorni per aspettare che i compagni cinesi domino socialisticamente la natura e riaprano la strada verso Lijiang, permettendoci di tornare a Pechino e quindi in Europa. Per fortuna Zhongdian non e' brutta come altre citta' che abbiamo visto, e quanto meno non e' una pozza di fango.

Il Tamburo di Latta e' finito, ed e' molto bello. Il nano Oskar come specchio di un'umanita' egocentrica e immatura incapace di guardare al di la' del proprio naso. Il suono del tamburo e' il respiro della storia, l'eredita' ancestrale che ci portiamo dietro e con la quale dobbiamo fare i conti: storie di guerre e fallimenti personali/individuali/sociali. Iniziato ora Hemingway: e niente e' piu' appropriato. La campana che Oskar non sentiva mai, concentrato su se stesso, suona sempre per tutti. E il tamburo, pur se personale, fa da eco.

31 luglio 2005

cina

visti i panda, ora sono vicino al tibet, nel Sichuan per la precisione. tutto bene, V. sta bene anch'ella (ed e' piu' bella dei panda, che pure sono bellissimi).
Da domani si fa sul serio con la montagna. Oggi solo una passeggiata intorno ai 4000m (me la sto tirando, ma e' vero).

luna di Carta di Camilleri (l'ultimo montalbano), e' molto bello. Il tamburo di latta mi sa che durera' piu' della cina.

20 luglio 2005

si, ormai i terroristi stanno vincendo

Stanno vincendo perché 50 morti a Londra meritano paginate per settimane, e un'autobomba che a Baghdad fa più di cento morti prende mezza pagina un giorno e poi scompare.

Stanno vincendo anche perché esistono giornalisti che sono veramente braccia rubate all'agricoltura: qui un esempio di come un attentato possa far scrivere sul piu' importante quotidiano italiano una serie di cazzate, di idiozie e non sense che neanche Biagio Antonacci. Quindi stanno vincendo. E stanno vincendo perché Orina Fallaci scrive e il ministero della giustizia mette in home page il di lei nauseabondo parto intellettuale, un incubo di menzogne dette con la bava alla bocca. io, a lei, auguro solo sofferenza.

Update: un giornalista di Libero sta conducendo un'inchiesta su un centro di ricerca di Trieste, uno di piu' importanti al mondo, perche' nei corsi e nei seminari di ricerca, anche quelli che trattano di nucleare, ammetteva individui provenienti da Iran e altri paesi "fuorilegge". Tra le diverse stronzate che scrive, una delle piu' belle e': "i potenti supercomputer da mille megabyte". Cioe', il mio Ipod shuffle?
Il buon senso è ormai un optional.

19 luglio 2005

Film danese


Ho visto "Non desiderare la donna d'altri". Piccole considerazioni, considerando che comunque il film m'è piaciuto:
1- i danesi stanno come delle pigne.

2- il titolo è il parto di un commercialista che pensa che mettere titoli di questo tipo possa attirare gli spettatori di Vanzina che hanno trovato la sala piena il 25 dicembre. Certo se poi viene distribuito al Nuovo Sacher e basta, il trucchetto riesce solo a far irritare gli spettatori.

3- cresce sempre di più il mio astio nei confronti delle arene estive: ieri le superga di quello della fila dietro si facevano sentire, nelle scene di monti dell'Afganistan ti domandavi da dove venivano i gabbiani e ti rispondevi che venivano dal Tevere, l'auto di Michael faceva rumore di ferraglia proprio come il 3 che va verso Stazione Trastevere. In più faceva caldo e le sedie erano scomode (ma giustamente V. faceva notare che il film era molto più scomodo). E il prezzo è di 6 euro, per poter respirare il fumo delle sigarette dei vicini o eventualmente fumartene una. Voglio aria condizionata, poltrone comode, audio decente.

p.s.
Qui una recensione del film, fantastica perché lo spettatore se n'è andato disgustato in quello che sembra essere il punto di arrivo del film, ma che in realtà è solo il punto di svolta: dopo c'è ancora molto....vatte a fida' dell'americani....

13 luglio 2005

Un viaggio inizia molto prima di uscire di casa.

Guardi in giro e vedi la valle del salto della tigre, le vertebre del drago, il lago di latte, il tempio dell'uomo selvaggio. Piu' un numero imprecisato di luoghi che non ricordi il nome per piu' di cinque minuti, e dove vorresti camminare e vedere palmo a palmo piante pietre e animali. E tra dieci giorni si parte.
Uh, mi tremano le gambe.

12 luglio 2005

L'extension du domaine de la lutte

Di Michel Houellebecq. Cinico, nichilista, depresso. Alcuni spunti molto interessanti, ma in generale lascia un cattivo sapore. Probabilmente lo scopo era quello.

08 luglio 2005

viaggi e complotti

Ieri, poco prima dell'atterraggio a London Luton, il capitano annuncia che il tempo e' piovoso, fanno 14 gradi, e che ci sono state un po' di esplosioni nel centro di Londra. Dunque che metro e bus sono paralizzati e quindi chi deve andare a Londra avra' qualche problema.
A parte i soldi spesi per un taxi da Luton a Heatrow, io tutto ok. Da segnalare la confusione degli addetti della National Express, la principale compagnia bus inglese, che non sapevano assolutamente nulla, e ancora alle due non sapevano quali linee fossero in servizio: hanno smesso a un certo punto di vendere i biglietti, perche' non li avrebbero potuti rimborsare in alcun caso.

Da segnalare, di piu' interessante, il fatto che da Ciampino ieri mattina sarebbe dovuto partire un aereo Ryanair alle 6.30, diretto a Stansted. Il volo ha fatto 6 ore di ritardo: era annunciato, alle 11, come partente alle 12.30. Chissa' se poi sono partiti.
Il motivo del ritardo e' che praticamente mancava l'aereo. Secondo me, sapevano qualcosa. E hanno evitato che i passeggeri arrivassero a London, in centro, intorno alle nove di mattina.

05 luglio 2005

Immagini, fake, e prese per il culo




Repubblica (web e cartacea) e Corriere.it (il cartaceo non lo leggo) danno begli esempi di giornalismo, e fanno ampi servizi sul grande fuoco d'artificio della NASA per il 4 luglio, una lavatrice sparata su una cometa.
I servizi web sono corredati da splendidi album di foto. Repubblica.it usa alcune foto più di una volta, magari solo con un po' di zoom: a che pro? boh.
Sia Repubblica che Corriere usano poi le immagini digitali preparate dalla NASA per illustrare la missione: si vedono quindi belle immagini colorate, con luci cosmiche che ci riportano a Spielberg, Lucas, e Kubrick.
Oggi Repubblica cartacea ne usa una anche per la prima pagina.
Ormai è caduta del tutto la distinzione reale/virtuale? Per parlare di Hitler useranno Bruno Ganz o, ancora meglio, Adenoid Hinkel?

11/9





Ieri era 4 luglio. Per festeggiare, alla NASA hanno fatto le cose in grande, mandando a sbattere una cosa grossa come una lavatrice contro una cometa (grande invece come mezza Manhattan, ci informano).
Io invece, negli ultimi giorni ho letto/visto una grande opera: "In the shadow of no towers" di Art Spiegelman. Un ebreo newyorkese alle prese con gli attentati dell'11 settembre. Paranoie, soprattutto, caos paranoico espresso in tavole di grande formato senza griglie predefinite, a colori. Il topo perseguitato di Maus torna di quando in quando. L'incubo non è Osama, ma coloro che lo usano, e che spingono New York, e l'America, verso una follia di petrolio. E l'ebreo cosmopolita si ritrova legato a una città.
Il tutto reso con una forza abbacinante, che ogni tanto ti costringe a distogliere lo sguardo.
Probabilmente la cosa a maggior impatto emotivo che abbia finora visto/letto sull'11 settembre.

03 luglio 2005

country of blind

E' un bel giallo di Christopher Brookmyre, il suo secondo. In Italia è pubblicato da MeridianoZero. Sarebbe bello andare a vedere come è stato tradotto, perché ci sono parti scritte in scozzese: sarà stato girato in napoletano? Ed è molto incentrato sulla scozzesità. Il protagonista è un giornalista investigativo (lo è anche del suo primo romanzo), che svela complotti. Per quanto un po' stereotipato il protagonista (sembra Bruce Willis di Die Hard), meglio gli altri personaggi, più divertenti, un po' sfigati, tra Trainspotting e Ken Loach.

Per continuare la serie in lingua straniera, iniziato "Extension du domain de la lutte" di Michel Houellebecq. Cinico e tagliente già dalle prime righe.

01 luglio 2005

A Fregene

- Cara com'e' il mare?
- Sciapo.

28 giugno 2005

appunti

problemi della settimana:

  • far ripartire un pc che sembra non aver piu' punta voglia di lavorare (come non essere d'accordo?)
  • andare al consolato cinese (e dicono che lì faccia ancora più caldo che qui)
  • ridurre un testo da 50 a 15 cartelle (la sega elettrica è pronta)
  • ritirare un pacco alla posta (ma perché li consegnano di sabato? c'e' una strategia?)
  • varie ed eventuali (tra cui sopravvivere al caldo, leggere un paio di libri e scriverne, andare a sentire Ardicor alla festa dell'unità, giocare a calcetto con la Sor-ca, consumare mezzo chilo di tortellini prima che vadano a male ecc ecc.)
E domani qui a Roma è festa. L'ho scoperto da poco.

27 giugno 2005

Della testa e delle gambe

Domenica scorsa, salita al gran sasso con la bici. La neve vicino agli ultimi tornanti da un tocco di epos, sembrano i tapponi dolomitici del Giro. Noi di epico avevamo poco: forse solo le bestemmie lanciate verso il basso, con il naso puntato verso le ginocchia. Ancora una volta, si dimostra che conta la testa: dopo 30 km di salita arrivi agli ultimi tornanti durissimi. Metti giu' la testa, e riprendi a spingere. Non sai neanche dove vuoi arrivare, pero' prima o poi arriverai. il piacere è la pedalata in più, il tornante in più, il chilometro in più. Certo se poi arrivi in cima a Campo Imperatore e puoi guardare un bel panorama, è più bello.

22 giugno 2005

Inquietante

Ciò che è successo a Autistici/Inventati è decisamente inquietante e fa poco sperare nella libertà personale, messa sotto attacco dallo stato con ogni mezzo: morale, tecnologico, politico.
Di seguito il comunicato di Autistici (il testo completo si trova qui.

=========================================
ARUBA-POSTALE 1 / PRIVACY 0
Comunicazione urgente Autistici/Inventati
=========================================

22/06/2005

Il 15 giugno 2004 agenti della postale su ordine della Procura di
Bologna si sono presentati presso il provider Aruba, dove e'
ospitato uno dei server della nostra associazione.
Senza avvisarci Aruba ha spento la macchina e ha consentito agli
agenti di copiare quello che volevano. Il provider, alle nostre
telefonate per domandare il motivo del down, ha risposto parlando
di un guasto tecnico alla presa elettrica dell'armadio.

Da quel momento, come si evince dagli atti, da pochi giorni a
nostra disposizione, hanno proceduto alle intercettazioni
sistematiche della webmail della casella

croceneraanarchica@inventati.org

Potenzialmente pero' hanno potuto intercettare e riportare in chiaro
tutte le altre comunicazioni che transitano dalla macchina e
realisticamente e' quello che stanno ancora facendo.
[...]
QUESTA NON E' UNA QUESTIONE PRIVATA, ANCHE SE E' UNA QUESTIONE DI
PRIVACY.

LEGGI e DIFFONDI questa MAIL
AGISCI e ORGANIZZATI

autistici.org / inventati.org

17 giugno 2005

Petrolio in Paradiso

Nuovo romanzo di Sabina Morandi, Ponte alle Grazie 2005.
Mescola molte cose: resistenza india, giornalismo e controinformazione, ecologia, ecc.
La storia prende ed è interessante, molte anche le informazioni contenute prese direttamente dalla realtà. I personaggi un po' tutti tagliati con l'accetta, questa è l'unica vera pecca.

16 giugno 2005

flame sul referendum

qui una serie di considerazioni sparse sul referendum sulla legge 40. Ovviamente, la comunità che le ha prodotte è quella di LASER.

dell'adolescenza, dei cambiamenti

Allora, Giovanni Lindo Ferretti negli anni Ottanta scriveva tante belle cose. Anche
negli anni Novanta. Si va dagli urli di Emilia Paranoica,
all'anticipazione contenuta in Allah è grande e Gheddafi è il suo
profeta. Le suggestioni di depressione caspica. Cantava qualcosa che è
stato zeitgeist. Anni di riflusso eroinico e anerotico. Anni in cui il
bisogno di religione poteva essere riempito solo davanti alle false
quinte del Patto di varsavia, quello della stabilità e dei piani
quinquennali. Anni di medicinali dai nomi diventati simbolo della calma
artificiale e spaventosa, che avrei poi conosciuto in altre forme,
purtroppo: toradol, tavor, valium.
Anni da cui usciva anche Supercar, per noi più piccoli. Ora sono anni
cantati dagli Offlaga Disco Pax , che dai primi CCCP
discendono darwinianamente.
Poi abbiamo intercettato i CCCP e ci son piaciuti: avevo piu' o meno
14-15 anni, fine anni Ottanta. E ancora ci piacciono, quei pezzi.
Per questo Giovanni Lindo Ferretti - di cui già da tempo si diceva che
era completamente rincoglionito - merita almeno un pensiero cattivo.
Qui la lettera che ha scritto al Foglio di Ferrara due giorni prima del referendum.

13 giugno 2005

In Spagna, in Spagna

In Spagna avrei Zapatero, potrei tifare Barça, frutta e verdura, ottimo cibo in generale, prezzi contenuti. Qui abbiamo Rutelli e Berlusconi, la Roma è deprimente, i prezzi lievitano come un pandoro. E va a votare il 25% della popolazione.
Il confronto è impietoso.

Il quorum non c'è

Il referendum sta per finire. Quindi ora vado al mare.

pedalare con lentezza

Ieri 85 km in bici, da Magliano de' Marsi fino a Rocca di Cambio, passando anche per Ovindoli e vari altri paeselli. Molto bello. Sull'Altipiano faceva freddo, Gran Sasso e Maiella pieni di neve, piccole vene di neve anche su Velino e Sirente. Insomma un bello spettacolo. Comunque, quattro ore di pedalata.
Settimana prossima si pensa al Gran Sasso. La vera lentezza.

leggere con lentezza

Il lavoro è una brutta bestia, che spesso costringe a leggere con lentezza. Magari semplicemente perché doversi spostare in tanti luoghi della città obbliga a non usare i mezzi pubblici, e quindi toglie tempo alla lettura. O perché lavori fino a notte e non stai sveglio oltre le due pagine.
Aggiungete il fatto che sto leggendo - a casa - "The County of the Blind" di Brookmyre, in originale (mix di scozzese e inglese), prevedo che mi prenderà molto tempo ancora, anche se il libro è molto bello. Invece, negli spostamenti (è più leggero), la lettura è "petrolio in paradiso" di Sabina Morandi. Mi piace per ora, anche se fossi stato il suo editor avrei tentato di asciugare la prosa.

06 giugno 2005

Sin City

Film di Robert Rodriguez e Frank Miller. Leggersi il fumetto è meglio. Il film coinvolge perché molto movimentato e ha anche belle trovate visive, però ha peso specifico molto basso.
Il commento unanime, mio e di Red, è stato che è perfetto per un telefilm. E d'altra parte il fumetto ha molto in comune con il telefilm, soprattutto nella serialità: che non vuol dire solo serialità di personaggi e storie, ma anche continuità estetica.
Comunque, vederlo ne vale la pena, magari un mercoledi che costa meno.

Buon sangue

E' il nuovo album di Jovanotti aka Lorenzo Cherubini. Non mi è piaciuto. A un primo ascolto l'ho trovato banale e neanche di facile ascolto: poca melodia interessante, testi che vorrebbero girare intorno ai luoghi comuni ma irritano come i luoghi comuni. La parentela è con il più recente Frankie Hi-NRG, ma senza la capacità paroliera di questo. E pure Frankie ogni tanto diventa eccessivamente luogocomunista.

Sensazioni da seguire...

Nelle case non c'è niente di buono,
appena una porta si chiude dietro a un uomo
succede qualcosa di strano, non c'è niente da fare
è fatale
quell'uomo comincia ad ammuffire.
Basta una chiave che chiuda la porta d'ingresso
che non sei già più come prima
che ti senti depresso;
la chiave è tremenda, appena si gira la chiave
siamo dentro a una stanza:
si mangia, si dorme, si beve.

Nelle case non c'è niente di buono,
appena una porta si chiude dietro a un uomo
quell'uomo è pesante e passa di moda sul posto,
comincia a marcire e a puzzare molto presto.
In casa non c'è niente di buono
c'è tutto che puzza di chiuso e di cesso:
si fa il bagno, ci si lava i denti,
ma puzziamo lo stesso.
Amore ti lascio, ti lascio...

C'è solo la strada su cui puoi contare,
la strada è l'unica salvezza;
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire
di esporsi nella strada e nella piazza.
Perché il giudizio universale
non passa per le case,
le case dove noi ci nascondiamo,
bisogna ritornare nella strada,
nella strada per conoscere chi siamo.
C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza;
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire
di esporsi nella strada, nella piazza.
Perché il giudizio universale
non passa per le case,
e gli angeli non danno appuntamenti
e anche nelle case più spaziose
non c'è spazio per verifiche e confronti.

Perché abbiamo esperienze diverse
non può finir male,
perché abbiamo una chiave moderna,
abbiamo una Yale.
Perché è tutto un rapporto diverso
che è molto più avanti...
ma c'è sempre una casa, con altre aspirine e calmanti.
E di nuovo mi trovo a marcire
in un'altra famiglia, la nostra, la mia;
abbracciarla guardando la porta
e la mia poesia.
Amore ti lascio, vado via.

C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza;
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire
di esporsi nella strada, nella piazza.
Perché il giudizio universale
non passa per le case,
in casa non si sentono le trombe,
in casa ti allontani dalla vita,
dalla lotta, dal dolore e dalle bombe.

Perché il giudizio universale
non passa per le case,
le case dove noi ci nascondiamo,
bisogna ritornare nella strada,
nella strada per conoscere chi siamo.

C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza;
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire
di esporsi nella strada, nella piazza.
Perché il giudizio universale
non passa per le case,
in casa non si sentono le trombe,
in casa ti allontani dalla vita,
dalla lotta, dal dolore e dalle bombe.


(Giorgio Gaber)

04 giugno 2005

Lettera a Rutelli

Ho scritto una lettera a Rutelli, utilizzando questo link.

Sono da sempre un elettore di sinistra, che mai voterà per la destra. Se però alle prossime elezioni si dovesse presentare un candidato del partito da Lei guidato, non avrà il mio voto. Oltre alla libertà morale ed etica di questo Paese, lei avrà sulla coscienza anche il mio voto. Le sarei dunque grato se volesse dimettersi dalla guida del partito della Margherita, così da evitarmi un gesto che mi addolorerebbe alquanto.

27 maggio 2005

una mattina di maggio a Roma: commenti



Arrivo con la bici davanti l'ufficio postale di Roma Garbatella. Chiudo il lucchetto a U. Una signora sulla sessantina osserva l'operazione e commenta: "See, chiudela. Che si la chiudi se vede che vale."

Il poliziotto in borghese cui presento la domanda di passaporto ascolta la radio: miracolo, non è marione o tifosi vari, ma una normale radio musicale. Lo speaker dice qualcosa a proposito dei francesi e del no alla costituzione europea. La guardia, che si chiama Yuri, commenta: "Eh, 'sti francesi e la grandeur. C'hanno la grandeur, loro..."

p.s.
la foto qui sopra è garbatella, il palazzo di fronte al commisariato PS. Il commissariato però è messo molto peggio.

23 maggio 2005

Il lamento di Portnoy

In realtà è "The Portnoy's Complaint", di Philip Roth, comprato da Oxfam a Headington, periferia di Oxford. Da tanto lo volevo leggere, e l'ho trovato per il prezzo di qualche monetina. Alexander Portnoy ha 33 anni. Barney Panofsky è invece al testamento. Potrebbero essere la stessa persona? Forse è solo la mia estraneità alla cultura di provenienza, ebrei americani, che me li fa tenere insieme. Comunque, confermo la valutazione di centinaia di persone che ne capiscono più di me: il libro è molto bello. Assolutamente esilarante in molti brani.

Che poi è una lunga seduta psicanalitica, in cui mostra l'uso perverso che si fa delle religioni nel corso dell'educazione, della formazione di una persona. Qui è l'ebraismo - lo stereotipo della famiglia ebrea, ma esistono esempi legati al mondo cattolico e islamico. Non è un libro antisemita. Anzi.
Ed è un libro sul sesso: sesso come modalità di comprensione del mondo, ovviamente partendo da e arrivando all'archetipo della madre. E' la messa in pratica delle linee generali del primo Freud, quello delle perversioni infantili e del sesso come chiave di lettura del mondo.

13 maggio 2005

capolavori e dopolavori

Post interessante su brodoprimordiale. Si parla della mania di gridare al capolavoro appena uno evita gli errori di ortografia e di consecutio.

10 maggio 2005

Cambia tutto

Sono stato a Oxford per un lungo weekend. Il tempo è stato bello. Freddo, ma molto sole. La novità più consistente è che ho mangiato bene in Inghilterra. Piu' che la guerra in Irak, più che la stretta sulle libertà civili, sarà per questo che verrà ricordato Blair: sotto i suoi governi, i ristoranti e i pub inglesi hanno iniziato a cucinare decentemente, gli inglesi a mangiare e a bere meglio. Pero' i prezzi restano altissimi, e la cucina un po' pesante. I vini in particolare: per 15 pound a un pub con i tetti di paglia nella campagna, ti servono una bottiglia di pinot grigio italiano simil-industriale.

Sui pub, un'ulteriore riflessione. Ce ne sono centinaia, a pochi km di distanza, che si chiamano con lo stesso nome (white hart, white horse, etc etc). Che sia una sorta di effetto mcdonald's ante litteram?

09 maggio 2005

Tramonto e polvere

E' l'ultimo romanzo uscito in Italia di Joe Lansdale. La lettura si è rivelata faticosa all'inizio, ma poi avvicente. Penso - è una mia opinione, forse eccessiva - che Lansdale abbia cercato di creare una sorta di mito fondativo della società contemporanea texana. E per farlo non poteva che partire da una ribellione personale e individuale (che non si traduce in politica), e dal petrolio. Siamo negli anni della grande Depressione, e una donna fa fuori il marito e diventa sceriffo del paese. Questo l'inizio. C'entrano poi il razzismo, e alcuni altri elementi tipici di Lansdale: l'ipocrisia della religione istituzionale, la violenza insita in ogni umano. Rispetto alle altre cose lette di Lansdale, fa decisamente un passo avanti nel respiro narrativo.

01 maggio 2005

La Sicilia e i Siciliani

Dopo Camilleri, il classico "Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia. E' qui che si trova la metafora della linea della palma.
Sciascia ha un modo di scrivere che affascina e intriga. Per rendere la sicilianità, invece dell'intenso uso del dialetto che fa Camilleri, usa la costruzione della frase: barocca e arcaica, spesso il verbo alla fine. L'impressione è quella di un tavolo di legno scuro ottocentesco, semplice, con le gambe un po' tondeggianti, che sta in mezzo a una cucina contemporanea di metallo e colori plastici. Rimani stupito ma poi inizi a notare una certa armonia dovuta al confronto. Si porta il passato, un modo di pensare con radici antiche, in un presente che sentiamo più vicini. Ma il passato è lì, ineliminabile. Come i figli dei mafiosi che studiano nei collegi svizzeri e hanno master in business administration. Come ringrazieranno chi li ha fatti studiare sul sangue di altri? Mi piacerebbe saperlo: esiste un senso di colpa, un rinnegamento, una voglia di allontanarsi, un rifiuto?
Dovremmo però forse farlo anche noi, che siamo cresciuti in un mondo divenuto ricco e prospero a spese del restante ottanta per cento del pianeta. Ogni volta che mi capita di salire su un'auto o un motorino, mi viene in mente la domanda: quanti chilometri faccio con un iracheno?