15 febbraio 2006

appunti di prof migrante

Lia mette ordine tra i suoi appunti.
Ed e' un piacere leggerli.

12 febbraio 2006

ieri, una manifestazione

Ieri a Roma c'è stata una manifestazione, NO VAT.
Quando ancora in piazza c'era poca gente, un drappello di polizia ha sequestrato con la forza uno striscione che diceva: "Ratzinger e Ruini pericolosi impiccioni".
Pero' poi dicono che sono gli islamici quelli fondamentalisti e intolleranti.
Tutto ciò nel silenzio mediatico: secondo repubblica.it e secondo corriere.it la manifestazione non c'e' stata, né quella di Roma né quella di Napoli.
Su google news non esce praticamente nulla.
Pero' Repubblica continua a farci sentire cosa ha vomitato Rutelli, ogni alito di Dini e Di Pietro, e il sito di Repubblica ci ammorba con "nudi in palestra", "nudi in chiesa", calendari trash vari ecc ecc.
Nauseante, l'aria. E purtroppo, dopo il 9 aprile sembra che non cambierà poi tanto.

10 febbraio 2006

Automobilismo e barbarie

Si leggono notizie come questa. Ed è ormai chiaro che la specie umana è destinata all'estinzione in breve tempo. Spero che per alcuni l'estinzione sia dolorosa.

09 febbraio 2006

X Generation

Stai perdendo l'aereo? Sei in ritardo dall'estetista? L'orologio gira troppo veloce per te?
Per te, ci vuole un allarme bomba! (via mondo oltro.

p.s. notare soprattutto la ragione dell'insano gesto.

08 febbraio 2006

Ogni cosa è illuminata

"L'anello non è qui per voi, ma voi siete qui per l'anello". Il destinatario di questa frase è ovviamente Elijah Wood.
La memoria, occhi che si aprono e chiudono in funzione del passato. IMHO, un bel film.

07 febbraio 2006

A proposito di credenze religiose

Dio sulle strisce pedonali e sulle pagine dei giornali

V. ed io in bici, lungo la Cristoforo Colombo: strada veloce, quindi sui marciapiedi larghi e deserti. Semaforo verde, scendiamo dallo scivolo per handicappati, io davanti e V. qualche metro dietro. Un'auto arriva dalla strada che attraversiamo e invece di fermarsi dove dovrebbe si piazza a occupare tutte le strisce, e blocca l'accesso allo scivolo sull'altro marciapiede. Io, con la consueta flemma che mi contraddistingue urlo di fronte a questo: "ci sono le strisce, porcoddio!". La signora che stava sul lato del passeggero, tira giu' il finestrino, mentre io mi allontano, e ferma V. "Voi che siete atei non potete capire, ma che vi ha fatto dio?" V. risponde rammentandole come sia lei a dare fastidio, non noi che ci dobbiamo giustificare. E dopo un paio di rapide battute riprendiamo la strada di casa.
Ora, io uso la bestemmia in queste occasioni come promemoria: spero che la prossima volta il tipo in macchina si ricorderà che al semaforo e' inutile e fastidioso fermarsi sulle strisce. Magari ne ha parlato poi a pranzo con la famiglia: "oh, oggi uno m'ha bestemmiato in faccia ar semaforo perche' me so' fermato sulle strisce. Pero' stava in bici quindi doveva proprio da esse' un po' scemo." E magari un giovane nipote gli potrebbe aver risposto: "nonno, sara' stato pure scemo, pero' c'aveva ragione!". Finisco qui con il mio film, per tornare alla realtà, e rispondere ora alla signora: sono agnostico e anticlericale, e proprio per questo so che la bestemmia offende e ne faccio un uso consapevole. Convinto, soprattutto, che se dio esiste si sa difendere da solo, e non ha bisogno di uomini e donne sessualmente repressi vestiti con palandrane nere che ne difendano il buon nome (e comunque se esiste, le mie offese se le merita, tutte). Pero', ripeto, ne faccio uso consapevole.

Mi vengono in mente queste considerazioni mentre chi ha fatto uso consapevolmente provocatorio di una bestemmia (in forma di vignetta) si meraviglia delle conseguenze. Conseguenze estreme, certo, e non condivisibili nelle loro forme violente. Ma insomma, se fai provocazione consapevole, qualcosa ti devi aspettare. Borghezio che sale su un treno pieno di persone che tornano da una manifestazione di movimento, provoca. Le vignette di un giornale provocano. Scatenano reazioni, consone all'ambiente. Se butti un cerino in un prato, non succede nulla; se lo butti in una polveriera, esplode.
Io con i santi e con i fanti ho sempre scherzato. Pero', ogni tanto, soprattutto quando si ha un ruolo pubblico, ci si deve rendere conto dell'opportunità di alcune cose.

Questo ovviamente a margine di tutte le considerazioni relative all'Islam moderato, fondamentalista, ai calci sui denti che si meriterebbero molti di quelli che da una parte e dall'altra rimestano fomentando odio strumentale: giuliano ferrara, oriana fallaci, ad esempio, e i vari estremisti islamici. E' vero che nei nostri paesi ricchi e laici (in quasi tutti, USA esclusi) torture e violenze se ne fanno poco o nulla, però nel nostro civile e laico paese un giudice e' sospeso perche' non vuole l'esclusiva del crocifisso negli edifici pubblici.
Poi dici che uno bestemmia....

06 febbraio 2006

Bologna

Venerdi e sabato all'ombra delle due torri. Molto bene come sempre: ci si sente a casa, anche se sei costretto a farti 130 km di corsa in macchina per raggiungere un aereo - inutilmente - avendo dormito meno di cinque ore e avendo bevuto 5 bottiglie di vino (solo a cena, l'aperitivo non conta) in sei. Ma vedere un neopadre con quella luce negli occhi, fa piacere.

p.s.
Ryanair è ufficialmente il diavolo con cui scendere a patti, come bill gates.

Aeros

Uno spettacolo di danza acrobatica. coinvolgente solo a tratti, eccessivamente "sportivo": poca emozione, stupore per delle cose che non credi possibili.
Pero', trattandosi di un regalo, non doveva piacere a me.

31 gennaio 2006

Do ut des

Ho aspettato qualche giorno, a questi infami la possibilità gliel'ho data per dire qualcosa. E invece niente, silenzio.
Ruini sta sempre a parlare di sesso, spermi, ovuli, di pensieri impuri, di famiglie rovinate, di cellule con la carta d'identità ecc ecc
Poi 'sto schifo di governo di clericofascisti, cialtroni e delinquenti approva la legge sulla legittima difesa, equiparando beni e merci alle persone.
E Ruini? Non ha fiatato. E Ratzinger? Stava parlando di amore e eros (lui che ne sa? in teoria non dovrebbe conoscere neanche l'autoerotismo...).
C'e' connivenza e collaborazione. Questo governo ha l'appoggio del Vaticano, e il Vaticano ha l'appoggio di questo governo. Mani che si lavano e si stringono. Cesare e Dio vanno a cena insieme, e paga Cesare. Tanto alle tonache fare un po' di campagna elettorale non costa nulla.

30 gennaio 2006

Fogne aperte.

Insieme ai ratti, dalle fogne esce anche l'acqua: liscia, gassata, o ferrarelle?

28 gennaio 2006

La Pecora Nera

E' lo spettacolo di Ascanio Celestini. Tutto esaurito all'Ambra Jovinelli. Posti, in seconda balconata, molto defilati. Di Celestini si vedevano bene i capelli.
Spettacolo molto bello, dedicato ai manicomi "elettrici", quelli dove ti facevano l'elettroshock: i manicomi grandi con tanti padiglioni, gli agitati e i tranquilli, le cinghie, la fagotteria.
La realtà e la psicosi si sovrappongono in continuazione nella storia di un ragazzino che in manicomio ci e' stato 35 anni, dai favolosi anni Sessanta, fino alle fragole con l'aceto e allo yogurt con cui fare l'amore. IMHO, uno spettacolo da vedere.

27 gennaio 2006

di fonti e di controlli



Repubblica.it oggi pubblica questa notizia. Falsa (almeno ora: i siti si vedono benissimo).
Una volta il controllo delle fonti richiedeva il consumo di suole (cosi' almeno lo Zucconi scriveva). Oggi solo pochi clic.

Update: alle 15.27, l'articolo è stato modificato.

Update: gia' ieri sera, i due siti in questione erano effettivamente oscurati. Complimenti a Repubblica per la preveggenza.

H2O, con T > 99°F v 310°K

La scienza ogni tanto rivela verità imprevedibili, quelle che cambiano la prospettiva al mondo, ridisegnano la percezione. Non è questo il caso: "The ultimate stress reliever".

26 gennaio 2006

Metallo urlante

Raccolta di quattro racconti lunghi di Valerio Evangelisti. Titoli che sono nomi di band metal: Venom, Pantera, Sepultura, Metallica.
Venom ha Eymerich come protagonista, l'inquisitore. Pantera invece sara' il protagonista di Antracite, che non ho ancora letto. Pantera è forse il racconto piu' bello. Comunque, nel genere del racconto gotico-orrore-metallo, il libro è molto bello. Ci sarebbero molte piu' cose da dire: il Potere vs gli Eretici, la Storia, le Religioni, ecc ecc. Ma non ho il tempo, faccio un altro lavoro.

25 gennaio 2006

Lo scenario Rutelli

Leonardo, in questo post gioca a Civilization. E lo fa bene.

Post segnaposto provvisorio

No, e' che stavo per scrivere qualcosa, poi una mail o altro mi hanno distratto, e mi son dimenticato. Bah, tornerà, forse, se era importante.
Forse era la segnalazione di un articolo interessante di Carlini (via manteblog. O forse (ma si, era questo che il post) copiare e incollare una cosa che ho letto stamattina (in un libro sull'ontologia della proprietà intellettuale: le vie dell'editore sono infinite): Il lonfo, di Fosco Maraini. La trovo assolutamente geniale, e scopro che è giustamente famosa: su google, "lonfo maraini" dà 153 risultati. Ora 154.

Il lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco, e gnagio s'archipatta.
E' frusco il lonfo! E' pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t'arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t'alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.

Boccacio 2006

A me questa storia di Padre Fedele da Cosenza mette gran tristezza. Lui mi metteva tristezza pure prima, frate che mette la tonaca a servizio degli Ultras cosentini. E ora lo scandalo sessuale. In cui sotto i baffi si sorride di uno stupro (o forse piu' d'uno).

24 gennaio 2006

Quel non so che che non ti va di spiegare.

Tra la notizia che le quote rosa parlamentari sono state definitivamente affossate, e la possibilità di difendersi con le armi a casa o in ufficio, vedo il collegamento. Ma sono troppo pigro e anche un po' troppo occupato per metterla per iscritto. Pero' la connessione c'e', eccome se c'e'. Forse il titolo giusto di questo post sarebbe stato "due passi verso la barbarie".

23 gennaio 2006

Match point

Film di Woody Allen, quello di Crimini e Misfatti, non certo quello delle commediole tirate fuori negli ultimi anni.
Di commedia c'e' solo qualcosa nel primo tempo. L'impressione è quella di una tragedia shakespeariana girata da Hitchcock. Che e' un complimento, ma fino a un certo punto. Cioe': non ci insegna nulla sul mondo, pero' il film e' fatto molto bene. L'ultima mezz'ora mette un'ansia da alprazolam.
Bravissima e bellissima Scarlett Johansson, bravi anche tutti gli altri. Visto in italiano, la traduzione e' discretamente pessima: loro "guardano per", sul pianeta terra normalmente le persone "cercano". IMHO.

Coraline

Favola dark di Neil Gaiman, per ragazzi fino ai 12 anni (credo). Anche un po' complicata. Era un regalo di natale. La favola piace. Niente di che, ma se avete un regalo da fare a ragazzi entrati in doppia cifra, e' una buona scelta.

20 gennaio 2006

Campagna elettorale

E' iniziata la campagna elettorale. Vabbeh, non e' iniziata, si e' solo intensificata. E nei prossimi 3 mesi non potra' che andare peggio.
Ora, avendo io gia' deciso chi voglio votare, non esiste una sorta di antispam, o adblock mentale che ti censura questi messaggi indesiderati?
Anche perché c'e' sempre il pericolo che qualche sproloquio di Rutelli mi convinca a non votare.
Per fortuna nei prossimi mesi saro' poco in Italia...

Pericolo giallo(rosso)

Piccoli segnali dal web parlano di nuovi orizzonti.
Il sito dell'A.S. ROMA è disponibile in due lingue: in italiano e in cinese.
Nulla di nuovo, per carità, sappiamo che la Cina è il futuro. Pero' fa un certo effetto, considerando che per il tifo romanista è per tradizione molto limitato geograficamente.
Che poi, se il governo cinese si comprasse la società, probabilmente ne guadagneremmo. I colori poi sono adattissimi. Il giallo e il rosso sono gia' presenti nella bandiera cinese, basterebbe solo qualche modifica estetica. Chissa' i neofascisti che abitano la curva sud come la prenderebbero.
Comunque meglio i cinesi che mcdonald (anche loro hanno i colori adatti): Roma scritto con i celebri due archi gialli fa venire i brividi.

18 gennaio 2006

non si puo' sempre essere seri - II

Una grande barzelletta sulle bionde.

auguri

Una bimbetta Gaia è entrata a far parte delle nostre vite. In alcuni momenti, e' difficile trattenere le lacrime, che pero' vanno a bagnare sorrisi.
Simo', un grande abbraccio.

15 gennaio 2006

La nevicata dell'85

Colaprico e Valpreda per un bel giallo che inizia a Milano, nell'85. L'inverno del 1985, io mi ero appena trasferito a Roma, decenne, e anche i sette colli furono imbiancati per diversi giorni. A Sesto San Giovanni la neve era normale, a Roma si usciva vestiti come se invece dell'ascensore ci fosse una seggiovia.
E' il primo romanzo che leggo di questo binomio umano, e penso che andro' alla ricerca degli altri.

Una proposta seria

Questa.

12 gennaio 2006

non si puo' sempre essere seri

Se ti ammali di aviaria, non possono che portarti al polliclinico.

Le parole sono importanti

Da Repubblica.it si trova oggi la citazione del papa:
Benedetto XVI contro la RU486: "Evitare di introdurre prodotti che nascondano la gravità di scelte contro la vita". Nuovo monito sui Pacs: "Non oscurare valore della famiglia"

Nascondere, oscurare. Loro sì che se ne intendono, e possono dare lezioni.

Allibire

Ciò che sta succedendo lì ha dell'incredibile.

11 gennaio 2006

Le domande che non hanno risposta

Perché Gaia e Fabrizio de Andre', e non Berlusconi?
se c'e' un dio, puo' anche andarsene affanculo. E l'11 gennaio il numero di insulti per lui aumenta, su una quota quotidiana gia' abbastanza alta.
Secondo me un dio non c'e', pero' nel caso ci sia, sa cosa penso di lui.
Insulti preventivi, tanto per mettere in chiaro le cose. Poi se esiste, e ha voglia di spiegarsi (e magari scusarsi), sa dove trovarmi.

le immagini di repubblica

Repubblica.it da mesi ormai usa gallerie per immagini nella sezione in basso a destra della sua homepage. In genere robaccia, webjunk, tipo "nudi in chiesa" o "sesso con il salume". Roba inutile, tanto per giustificare il fatto che non sei su carta ma su web.
Oggi, la galleria è di informatica (non la linko perche' non son capace), e dovrebbe illustrare i nuovi mac con processore Intel. Una rivoluzione, in effetti, che cambia l'interno degli Apple. Quindi mostrare un Imac (tipo qui), oltretutto in risoluzione bassina, che senso ha? Senza neanche il marchietto "intel inside"...

10 gennaio 2006

Mi era passato di mente

Perche' poi nel marasma generale, tra Fazio e Fiorani, tra Tanzi e Consorte, tra Fassino e Bondi, uno le cose se le dimentica. E oggi, per varie associazioni di idee mentre occhiavo Ballaro' davanti a una zuppa, mi è riaffiorata alla mente Telekom Serbia, e la commissione parlamentare che ha indagato su questo scandalo. Banda di cialtroni.
No, questo non e' un paese normale.

Matematica e Fisica

Matematica e fisica sono materie univoche. In un dato momento, una cosa è quella, e nient'altro. Pero' poi nell'uso quotidiano, soprattutto scolastico, ci si mette dentro il linguaggio comune, che invece ha sfumature di significati, doppi sensi, metafore, ecc, che lo rendono ricco, flessibile, e quindi anche più interessante dei linguaggi formali.
Tutto ciò per presentare due immagini che casualmente ho incrociato tra ieri e oggi.
Qui si trova la prima, mentre questa è la seconda.

09 gennaio 2006

07 gennaio 2006

Shutter Island

Romanzo claustrofobico di Dennis Lehane, autore di Mystic River. Un'isola, una tempesta, sogni, ossessioni. Le ultime 40 pagine vanno via velocissime, doppio finale a sorpresa (ma non troppo). Tutto centrato sui meccanismi della mente umana, anche se per esigenze di romanzo le semplificazioni eccessive sono sempre in agguato. IMHO, da viaggio in treno Roma-Milano, a/r.

04 gennaio 2006

Una mostra a Parigi

Martedi' mattina: tutti sanno che a Parigi il martedi' i musei sono chiusi. Tutti, piu' o meno. E uno che a Parigi ci sta da quasi tre mesi dovrebbe saperlo. Invece me ne scordo.
Arriviamo davanti al Grand Palais, alla fine degli Champs Elysees, e "Da paura, non c'e' nessuno in fila!". Superiamo agilmente le transenne che normalmente regolano la fila (in genere, 200 metri, un paio d'ore), e entriamo nel botteghino prefabbricato che fa da biglietteria. Una signora e il custode parlano. "L'exhibition est fermée aujourd'hui, c'est mardì!" La signora è di Marsiglia, e' venuta a trovare la figlia, e non si è ricordata della chiusura settimanale. Anche noi, rimaniamo un po' tristi e delusi.
Il custode però ha l'asso nella manica: arrotonda la giornata, come nei migliori film. Mette la mano in tasca e ci dice: "se volete, vi posso dare degli inviti validi solo per oggi. Costano quanto il biglietto, dieci euro a testa". Sguardi stupiti. Spiegati meglio. "Ecco qui: validi per oggi, due persone, entrate e uscite quanto vi pare, entro le 17.15". Entra un'altra signora: "Sono dell'ambasciata argentina: siamo qui per la visita". Il custode controlla una lista, e fa passare pellicce ingioiellate e completi seri.
Torna la quiete, completiamo il nostro acquisto, e entriamo nel museo, semivuoto. Effettivamente, un gran colpo di fortuna poter vedere con tranquillità questa mostra che da mesi fa il tutto esaurito: "Melancholie: genio e follia in Occidente".
Pero' essere con poca gente e avere tempo fa vedere cose che forse normalmente non vedresti: polvere dappertutto, anche sulle opere esposte; scritte attaccate storte; moquette sollevata su cui inciampare. Passi, la mostra è aperta da diversi mesi e qualcosa si e' rovinato.
I contenuti, invece, sono quelli: e non piacciono. Non si capiscono i criteri di inclusione dei diversi pezzi, manca praticamente del tutto il coté biomedico della questione, i richiami letterari pochi e non contestualizzati. Pittura e scultura sono ovviamente largamente predominanti, ma appunto non si capisce perché ci sono alcune cose.
L'impressione è che qualcuno abbia messo l'idea, e poi nessuno si sia occupato di realizzarla. E quindi una mostra realizzata con la mano sinistra, raffazzonata, con pochi soldi e poco tempo.
il 16 gennaio finisce, e poi la spostano in Germania. IMHO, una sòla.

31 dicembre 2005

The constant gardener

Film tratto dal libro di John Le Carré. Passi due ore, qualche piccolo colpo di scena, ma nulla di memorabile, se non qualche paesaggio.

Un disco dei Platters

La seconda indagine del maresciallo Santovito, dopo Macaronì, che ricordo ora di aver letto soprattutto per occupare il tempo quando non si poteva fare altro.
Comunque, il maresciallo torna al paesello, e si trova di fronte a un caso molto intricato. Il sapore di fieno e funghi, di vino leggero - a temperatura di cantina - e di bosco, riempie le pagine. IMHO, bello.

26 dicembre 2005

Bringing all back home

(perche' mi piace citare dylan....)
Da due mesi e mezzo fuori da casa, fuori da questa citta'. Una citta' che ora percepisco come ai limiti della vivibilita'. Passera', ma intanto sono appunti che si mettono da parte.

Nordest

Il libro di Carlotto e Videtta mette su una trama anche convincente e coinvolgente, anche se ogni tanto diventa televisivo. IMHO, non vale i 15 euro richiesti.

21 dicembre 2005

ad esempio a me piace la radio

Perche' per radio si imparano un sacco di cose. Ad esempio, si da' un senso a un verso di una canzone di Guccini: "ricordo qui con te a santa lucia, al portico dei servi, per natale", da Eskimo. Ecco, ascoltando in streaming Radio Città del Capo, ho appreso che la fiera di santa lucia al portico dei servi, esiste veramente: e fa un jingle pubblicitario, orrendo.

Domani

Si torna a Roma pur se per pochi giorni. Mancano: la bici, il calcetto, fratelli e sorelle, di sangue e non. Per altre mancanze ormai ci siamo abituati, altre ancora non ci abitueremo mai.
Pero' ho trovato la prima occorrenza di "cellule staminali". Essosoddisfazioni.....

17 dicembre 2005

Knots and Crosses

Il primo romanzo che Ian Rankin ha scritto con protagonista l'Ispettore Rebus. Molto bello, suspence e colpi di scena, e qualche domanda non risolta. Insomma, perfetto per un trattamento televisivo in diverse puntate. IMHO, da leggere, possibilmente in inglese che ci sono un po' di giochi di parole ("knots and crosses" è "nodi e croci" ma anche simile a "noughts and crosses", che sarebbe il nostro tris).
C'e' un 'ma'. Sono ormai tanti i romanzi, gialli e non, che ho letto e che oltre al protagonista in carne e ossa hanno una protagonista in piu': la citta'. Ora, giusto cosi'. Marsiglia nel caso di Izzo, Edinburgo nel caso di Rankin, ma anche Bologna per molti Machiavelli e Lucarelli, Los Angeles/Hollywood per molti americani.
Benissimo, l'azione ha una scena, credibile e reale. Pero' l'autore sbrodola sulla citta', su quanto quella citta' sia unica, e abbia un'anima propria, delle caratteristiche particolari. E' vero, ogni citta' ha un'anima sua, diversa dalle altre. Pero' in questi romanzi tutte le citta' hanno le stesse caratteristiche, vengono descritte con le stesse parole. Che palle: leggere per l'ennesima volta che la citta' nasconde molti vicoli dove succedono cose che solo i locali sanno e dove i turisti non andranno mai, e lo spirito di una volta non c'e' piu' anche in quelle zone, e i bar cambiano, e le donne hanno un carattere particolare, e il traffico è sempre ignaro di cio' che succede, c'e' una citta' sommersa sotto quella reale, ecc ecc.
McBain scriveva di Isola (aka NYC) le stesse cose quarant'anni fa.
Quindi, ok lo scenario reale, ma un po' meno di enfasi non guasterebbe.

13 dicembre 2005

e quanno ce vo' ce vo'...

Ho appena sentito il presidente del consiglio dire cose gravissime in televisione, di fronte a un giornalista schifoso e schifosamente leccaculo.
Secondo lui, delle elezioni democratiche che danno la maggioranza parlamentare alla sinistra configurano un regime. Questo perché la sinistra gia' governa 77 province e 16 regioni. Tradotto, se alle elezioni non vince lui, allora c'e' un regime. Con buona pace degli elettori delle 77 province e delle 16 regioni.
A silvio, mavvaffanculo! te, di canio e tutti i ratti usciti dalla fogna.
Che ieri era pure 12 dicembre.

12 dicembre 2005

no stop, no spot

Zapping sulla tv francese. Becco i titoli di testa di Nightmare before Christmas. Inizio a vederlo. Finisco di vederlo. Neanche uno spot nel mezzo.

una settimana

E' stata una bella settimana, quella appena finita. Martedi una lunga passeggiata con Auro, poi è arrivata V., e poi una festa alla cité universitaire, nella casa brasiliana. E ancora una sera a cena da un greco con un po' di biologi di tutto il mondo. La mostra di Salgado, bellissima, e il museo di storia naturale con la mostra Parade, e un cielo blu che ci ha accompagnato in una lunga passeggiata, tra mercati e pattinatori. Poi un ristorante basco, piatti pesantissimi ed economici.
Insomma, tante belle cose.
E si inizia a pensare che si torna a casa, e che bisogna sbrigarsi a fare quello che si deve fare.

09 dicembre 2005

Total Khéops

E' il libro di Izzo (Casino Totale) che avevo già letto qualche tempo fa, ma che ho trovato a una bancarella per un euro qui a Paris. E quindi l'ho riletto, conoscendo già un po' la storia. Soprattutto, nell'altra metà del letto si legge la versione italiana. Quindi ieri, esperimento. Visto che tanto il francese non lo capisco perfettamente, e men che mai il marsigliese, lettura con testo a fronte. La lingua scelta per la traduzione non rispecchia l'originale, non rende le stesse sfumature di ritmo. E soprattutto, raramente, chissà perché, salta una frase.
Inutile dire che IMHO, è un gran bel libro.

08 dicembre 2005

Crash

No no, mica il film di Cronenberg con sesso e lamiere, ma quello di Paul Haggis. Haggis ha nel suo curriculum, tra gli altri: il telefilm Love Boat (come sceneggiatore) e Walker Texas Ranger (come creatore, nientepopòdimeno).
Da tali precedenti (se li avesse letti prima di vedere il film) uno si aspetta poco. E invece, esce fuori un gran film sulle razze umane a Los Angeles. Incroci e sovrapposizioni, grande colonna sonora, sembra una bellissima puntata di ER. E dunque non poteva non piacermi.
IMHO, vale assolutamente il prezzo del biglietto, e pure un po' di piu'.

04 dicembre 2005

Agli atti.

Che sia messo agli atti. Io questi Baustelle di cui si fa un gran parlare li ho ascoltati (l'ultimo disco, e uno un po' piu' vecchio), e non mi piacciono. Ho provato lo stesso fastidio che mi ha procurato la lettura di Nonostante Clizia di Pinketts.

Voglia di anni Ottanta

John McEnroe torna a giocare.
Rifanno la DC.
E per finire, oggi sulla metro ho visto la pubblicità di un prodotto della Commodore.

P.S. Io c'ho provato, ma un sito ufficiale della Commodore mica l'ho trovato. Suggerimenti?

03 dicembre 2005

Braccia rubate all'agricoltura - 2

Una casa editrice straniera mi manda i suoi migliori auguri per il natale (il 29 novembre....).
Lo fa - ahime' - con una poesia. Uno dice: beh, prendi una poesia famosa qualsiasi, basta che si allegra; prendi una poesia famosa sulla gioia della conoscenza; prendi una poesia tradizionale che parla di renne e di slitte; prendi qualsiasi cosa, ma per favore non mandarmi una cosa come questa:

We are your trusted publishers
And we are your friends.
We believe that Knowledge is true Blessing
A joy that is without end.


L'effetto è quello di festa aziendale americana, vista nei telefilm tipo Mary Tyler Moore o Alice (con Mel vestito da babbo natale).

Shangai baby

Una carissima amica mi regala questo libro. Più che altro perché quest'estate sono stato in Cina, e a Shangai, a me e a V. non ci è passato neanche per la mente di andarci, andando invece a prendere pioggia in mezzo agli yak delle montagne del Sichuan.
Dunque, libro: giovane scrittrice, abbastanza ricca, che vuole scrivere un romanzo, e ha un fidanzato pittore tossico e impotente, e un amante tedesco. Il risultato è un diario della signorina, tra sesso con il crucco e l'amore per l'altro bello e dannato.
ll cinico riduzionista direbbe che alla fine e' solo una questione di cazzo. Quello che non può scopare finisce male. Lei si trova un altro con cui scopa benissimo e decide di andarlo a trovare in Germania.
Il critico letterario invece avrebbe l'impressione che se Melissa P. fosse stata di Shangai, avrebbe scritto questo libro. Pero' il critico non ha mai letto Melissa P., e quindi scrive di un libro che nonostante sia scritto nel 1999 sembra scritto negli anni Ottanta: solo che invece di Richard o Sally, i protagonisti si chiamano Ni Ke e Tiantian.
IMHO, bah.

Braccia rubate all'agricoltura

Nell'ultima settimana mi capitano sotto mano:

- una mail di un ufficio stampa di una casa editrice che mi invita gentilmente a voler considerare un loro libro per recenzione.

- una quarta di copertina Rizzoli secondo cui Shangai è una città multiraziale.

La seconda è di un libro uscito nel 2001. A quel che ricordo, i wordprocessor già avevano i correttori.
Alla prima, che forse ha scritto direttamente sul client di mail, faccio notare che il nuovo Thunderbird ha una funzione di controllo ortografico molto ben fatta. Visto, che mi scrive con Outlook, la signorina potrebbe anche cambiare client.

29 novembre 2005

La mappa e il territorio

Ho aperto una mappa per questo blog su Frappr.
Cioe', una mappa dove voi lettori (molti meno dei manzoniani 25) potete piantare la bandierina. Ovviamente potete anche inventare, e quindi far finta che leggete il blog da Vanuatu, da Ouagadougou, o da Albuquerque (NM).
Pero' tanto ci son sempre le statistiche di shinystat, quindi se mentite vi sgamo.

Del possibile e del reale

"Credo che la mia candidatura si è dimostrata forte", riporta Repubblica.it.
Saro' pignolo, ma la scomparsa di congiuntivi e condizionali ha del filosofico: la realtà diventa proiezione dei propri desideri e della propria immaginazione. Il linguaggio costruisce un mondo, lo disegna, e cerca di comunicarlo.
La politica, da che mondo è mondo, usa un linguaggio affermativo: lo slogan vuole descrivere la realtà, esprime un futuro certo, una convinzione assoluta. Non vi è incertezza.
La politica più recente fa sempre più leva su questo, Berlusconi è un maestro: esprime certezze, fatti, realizzazioni. Finti, perlopiù. Ma assoluti: Io ho fatto, Io faccio, Io faro'.
Ogni tanto, e' interessante vedere come a qualcuno scappi ancora il germe del dubbio: Io credo che....per poi virare all'indicativo presente, è.
E' solo ignoranza grammaticale, o è il dubbio che saltuariamente fa capolino?

28 novembre 2005

Ragtime

Romanzo, tentativo di mito fondativo degli Stati Uniti d'America, scritto trent'anni fa da E.L. Doctorow. Ne avevo sempre sentito parlare come di un capolavoro, ne hanno tratto un film uscito nel 1981.
Bello, appassionante, ma a tratti artificiale: ci sono paragrafi di descrizione che sembrano essere utili solo a far vedere quanto l'autore abbia studiato nei particolari l'epoca.
Puo' darsi sia solamente questione di nazionalità e cultura. Prima di questa lettura non avevo mai sentito parlare di Stanford White, per esempio.
Sono invece molto interessanti alcuni esperimenti linguistici, come il mancato utilizzo della punteggiatura da discorso diretto che rende spontanee e ritmate le pagine di dialoghi. Il Ragtime è sincopato, si sviluppa anche dall'incrocio tra bianchi e neri, usufruisce dei primi mezzi di riproduzione musicale per avere larga diffusione. Il romanzo impasta il tutto e lo restituisce sotto forma di racconto, ma un racconto che sa di narrazione orale, di un narratore che gesticola mentre parla, di un pubblico che ride e ogni tanto arricchisce di dettagli.
IMHO, un'ottima lettura.

27 novembre 2005

Homevideo

In tutto lo splendore dei 14 pollici TFT del mio portatile, tra una puntata e l'altra di Desperate Housewives (le prime sette puntate della seconda serie, ho visto un po' di film: Fargo, dei Coen; Accattone, di PPP; Lolita, di Kubrik; e ho iniziato Mamma Roma, che stasera finisco.
Non si possono fare recensioni dettagliate. Pero', contrariamente a ciò che mi aspettavo, e' molto più comico Kubrik dei Coen. Su PPP, aspetto di finire Mamma Roma.

come i bimbi al luna park

Ieri al Salon des vignerons independants. Non so quanti espositori, ingresso gratuito, bicchiere incluso. Certo non e' il Forte Prenestino di Critical Wine, ma passare dai Margaux ai Sauternes, o dai Saint Emilion ai Traminer alsaziani, è stata una bella esperienza.

IMHO, lo champagne non dice nulla. I grandi rossi sono effettivamente grandi, e capisci le reputazioni di un vino o dell'altro. Quindi, medaglia d'oro a Margaux e Sauternes, ma poi tante cose di buon livello. Rimane, rispetto all'Italia, un peggior rapporto qualità prezzo. Qui, anche su grandi quantità, per meno di 10 euro c'è poca roba di alto livello. Per avere cose buone devi spendere un sacco di soldi.
Comunque, e' stato molto divertente. Dopo le prime due ore il cazzeggio è diventato l'unica vera guida, sorriso stampato in faccia, francese sempre piu' impastato, si andava alla ricerca di bottiglie che fossero oltre i venti euro di prezzo, oppure i cui proprietari avessero visi simpatici.

Piccoli particolari: il posto non è bello, il padiglione di un centro congressi; nessuno ti offre da mangiare, e se vuoi comprare un sandwich ti costa 7 euro; la chiusura precoce, alle otto.

Gli amici scrivono

Uno scrive un bellissimo post sul nonno.

Un altro, un bellissimo post su donne, anziani e firme giornalistiche.

Mi fa piacere conoscere queste persone.

24 novembre 2005

Varie ed eventuali

Qualche notizia sparsa.

- Ho iniziato la seconda serie di Desperate Housewives. Sempre più soap, sempre più dark.

- Anche negli USA i teo-con si impicciano delle faccende d'aborto: vi sono pressioni indebite sull'FDA per evitare un piu' facile accesso alla pillola del giorno dopo.

- A Rampini, inviato di Repubblica in Cina, filtrano le mail: gli arrivano dopo tre giorni. Tutto ciò dopo che ha pubblicato un articolo sul Tibet.

- la fiat ha lanciato un SUV, nomato "Sedici". Mi viene in mente 42, la risposta alla vita, l'universo e tutto quanto.

- Sto tentando da qualche giorno di seguire le discussioni di Loredana Lipperini sulla letteratura (dicono che faccia bene). Non so, non mi restituisce il piacere di leggere. Non come guardare la carne sanguinolenta dal macellaio, ma piuttosto come studiare endocrinologia per capire il bello del sesso. Legittimo, ma annoia molto più dell'atto che vorrebbe studiare. Non mi ci trovo proprio.

- A rimorchio, citazione da Nanni Svampa: "fare l'amore con un'ostetrica è un po' come leccare un gelataio".

21 novembre 2005

Coca a sinistra

Furio Colombo, ex-direttore dell'Unità, scrive un articolo per difendere la Coca Cola. A parte il fatto che non sono d'accordo con la sua presa di posizione, mi chiedo perché si perda tempo, a sinistra, a dividersi su queste cose. Davvero l'Unità non ha altro modo di riempire le proprie pagine? Davvero ci si deve far prendere in giro dalla destra anche sullo iato coca-chinotto?
Poi, un po' più nel merito.
Possibile che Furio Colombo non capisca il significato simbolico di alcune cose? Possibile che secondo certa sinistra, o si prende il palazzo d'inverno o ci si entra come custode?

17 novembre 2005

Un po' mi vergogno

sono andato a vedere "In her shoes". Il film serve solo a far vedere quanto sono lunghe le gambe di Cameron Diaz. Per la prima metà si prova scarpe in casa della sorella, vestendo una camicia orrenda e degli slip rosa. Visto che serviva un colpo di scena, la seconda metà del film si sposta in Florida, dove fa abbastanza caldo da poter far stare la Diaz in costume da bagno o pantaloncini, senza neanche inventarsi una scusa. La trama è costituita da piccole variazioni su questo tema. IMHO, risparmiate i soldi, che l'inverno s'avvicina (e qui Forecastfox mi dice -2°C...)

T.I.R. - Tipi di Incontro Ricorrente

Oggi puntata di Quark dedicata a un TIR che mi tocca da vicino: la Bibliotecaria Stronza.
Da anni vado in giro per il mondo e uso biblioteche a scopo di studio-lavoro.
In ognuna di queste, esiste la Bibliotecaria Stronza: almeno una c'e', dalle Alpi alle Piramidi. Sospetto esistano dei corsi appositi o dei posti riservati a questa categoria. Va sottolineato da subito che la Bibliotecaria Stronza è solo donna. Sempre. E non è sessismo, forse è solo casualità; però gli uomini che lavorano in biblioteca raramente sono stronzi: possono essere incapaci, un po' ritardati, inutili, ottusi. Ma sono sempre gentili. E mancano loro i due fenotipi comportamentali di base che caratterizzano la Bibliotecaria Stronza. Il primo è il rapporto con il patrimonio librario: assolutamente privato. L'utente è li' solo per toccare e rovinare i suoi gioielli, rubarle attimi di contemplazione ai suoi volumi. Considera la domanda di consultazione alla stregua di uno sconosciuto che le fruga nei cassetti della biancheria. Ed è certa che l'utente voglia fare qualcosa di perverso sulle sue cose, che finirà per rovinarle irrimediabilmente. Dunque, la Bibliotecaria Stronza farà di tutto per ostacolare l'utente: se proprio non può impedire la consultazione, allora tenterà con ogni mezzo di rendere l'esperienza spiacevole, sperando di indurre l'utente a non ripeterla.
Il secondo tratto tipico è la convinzione che se le cose non vengono fatte come dice lei, allora l'istituzione è in pericolo. E quindi non si capacità di come - nonostante lei lavori magari solo per 4 ore a settimana - la biblioteca funzioni egregiamente da anni, se non secoli.
Bibliotecaria Stronza ci si nasce, o ci si diventa? Migliaia di utenti, in ogni parte del mondo, ogni momento, se lo domandano.
La conversazione tipica tra l'utente e la Bibliotecaria Stronza è:
- Ah, vuole proprio l'edizione del 1755?
- Si', sa, è la prima.
- Perche' c'e' questa edizione del 1972...
- Si ma non è la stessa, la paginazione e' diversa, mancano le illustrazioni, e' stata emendata.
- Ah, ma ce l'ha l'autorizzazione per i fondi antichi?
- Si, ma lei lo sa, e' scritto sulla mia tessera, e sono tre anni che mi vede qui.
- Ah, gia'.
- Allora compili questa, e poi l'altra scheda.
- Gia' fatto.
- C'e' solo il cognome, manca il nome.
- Ha ragione, scusi.
- Il nome è necessario.
- Si, mi scusi. Sa, faccio 18 richieste al giorno...ogni tanto...
- Beh, il nome lo deve mettere.
- Ho capito. Mi dia la scheda che lo scrivo.
- Non serve, la conosco. A che posto è?
- A quello scritto sulla scheda.
- E' il tavolo per i fondi speciali?
- Si, sono tre anni che mi ci siedo, la sedia ha la mia impronta glutea, c'ho fatto la muffa.
- Ah, allora mi vedo costretta a passarla, questa richiesta.
- Grazie.

Torni al tuo posto, provi ad accendere la luce: niente. Provi quella vicino, non funziona. La terza, idem.
Torni dalla Bibliotecaria Stronza.

- Scusi, non si possono accendere le luci?
- Ha provato con l'interruttore.
- No, con l'accendino.
- No, stia attento. C'e' l'interruttore sulla base.
- Lo so, il mio polpastrello lo riconosce anche al buio. Ho provato, ma non si e' acceso.
- Ah beh, io non sono l'elettricista.

Giuro che tutto cio' corrisponde alla realtà.
(Dieci minuti dopo la scena della lampada, è venuto su il ragazzo che fa anche il portiere, ha provato ad accendere le lampade. Ha fatto dieci passi, e' andato al quadro generale, ha girato un interruttore, guardandosi intorno sorridente, come dio al Fiat lux).

Per fortuna, esistono anche persone gentili. Oggi, una bibliotecaria, dopo una mia richiesta che non e' andata a buon fine per diversi motivi indipendenti dalla sua volontà, per mezz'ora ha tentato di risolvermi il problema.
Alla fine, sorridente, è venuta con voce sommessa e quasi scusandosi ha detto: "Mi dispiace molto, l'edizione del 1757 non e' disponibile ora. La puo' chiedere domani mattina a questa persona, che le dara' il cd-rom. Intanto le do' quella del 1761, e' un po' diversa, lo so, mi dispiace, pero' intanto le da' un'occhiata. Scusi ancora". E con un sorriso è tornata dietro al bancone.

Il mio piccolo mondo è fatto anche di queste cose, mica solo di letteratura....

14 novembre 2005

Eleanor Rigby

E' l'ultimo romanzo di Douglas Coupland, uscito nel 2004. Come sempre, storie di coincidenze e avvenimenti improbabili. Riesce a vedere un lato interessante delle cose.
Questo è un libro non facile, triste, molto triste dall'inizio alla fine. Ma finisce inaspettatamente con un arcobaleno all'orizzonte. E' durato poco piu' di due giorni (in inglese).
Ora come si va avanti?
Ho finito i romanzi qui, devo andare a scegliere qualcosa. Tra i nuovi, la scelta è tra Bret Easton Ellis o l'autoctono Houellebecq.
Pero' non dispero che un giro per qualche usato trovi altri autori.

13 novembre 2005

A night at the Operà

All'Opera' Bastille, Tristan und Isolde di Richard Wagner. Biglietti a 5 euro per posti attrespolati al fondo della platea. Sorta di rastrelliere per le bici, che pero' sono piu' comodi di quanto sembri. Non si vede lo schermo che passa i sottotitoli, avvertono sul biglietto.
Nel volantino che ti danno all'entrata, capisci bene a cosa stai andando incontro. L'inizio e' alle 18.30, perche' l'opera, da sola dura 5 ore e spicci. 1h e 20 per ogni atto, 45 minuti il primo intervallo, 30 il secondo. In tedesco. Gia' l'opera e' quasi incomprensibile in italiano, figurati in tedesco, senza sottotitoli.
Scenografia assolutamente nulla: nero, parallelepipedo nero, attori in nero, mai piu' di 4 in scena, al massimo una cravatta rosa. Sullo sfondo, un grande schermo che proiettava immagini. Lente. Lente. Lente. Ancora più lente. A un certo punto, per rendere la scena che occupa la prima metà del secondo atto (sesso e passione in grotta tra Tristano e Isotta, che in italiano sembrano cartoni animati), lo schermo mostra una signora che accende, una per una, circa duecento candele, circa una 20 secondi.
Lentezza che d'altra parte serve a conciliare due forme di espressione diverse: e quindi adeguarsi all'opera è complicato. T., uno del nostro gruppetto di italieni, genuino appassionato, ha stampato la sinossi dal web. 5 ore di opera in una paginetta e mezza. Non succede nulla, praticamente.
La musica: boh, ne capisco nulla o poco. Ma non mi ricordo assolutamente nulla. Se non la sensazione che Wagner abbia influenzato molta musica da film del Novecento.
L'Opera' Bastille è veramente bella. Fuori magari non molto, ma dentro si, veramente. Ieri era piena in ogni ordine di posti (e si partiva dai 150 euro).
La cronaca: Fila dalle 16.30 per prendere i biglietti. Attesa, compri acqua, rapido spuntino. Primo atto, capire quali sono le posizioni più comode, cercare di ricordare cio' che hai letto nella sinossi e riadattarlo a ciò che si svolge sulla scena, e riguardarlo interpretato nello schermo, tanto il tempo c'e'. Intervallo, pausa birra in uno dei tanti locali della zona, rientro con qualche minuto di ritardo (tanto sei talmente nascosto che nessuno se ne accorge). Secondo atto in cui succede nulla: 45 minuti di sesso simulato, e un breve duello finale, con Tristan che viene ferito a morte. Terzo atto: abbandonato per manifesta inferiorità, io e P. siamo andati via, cena con altri due italiani in libera uscita. Erano le 22.15, iniziava il terzo atto, che è la lunga agonia di Tristan in attesa poi della morte anche di Isolde, dovuta al crepacuore per la morte dell'amato. In realtà, si erano innamorati nel primo atto, solo perche' si erano calati qualcosa di molto potente. IMHO, bah.

11 novembre 2005

Romanzo Praghese

Da molti anni non mi capitava di leggere qualcosa di ambientato a Praga. Forse da quando ho letto Kafka, anni fa.
Quindi, "Il caso dell'Infedele Klara" di Michael Viewegh (Instar Libri) è stato una lettura piacevole. Nomi esotici, luoghi sconosciuti. Il libro in sé, non è un granché. Piccolo trattatello, con molte citazioni letterarie, sulla gelosia. Ma, confida l'amica che me lo ha regalato, il traduttore (Alessandro Catalano) è molto simpatico. Pero' si legge facilmente e piacevolmente , anche se si capisce come va a finire dopo venti pagine, piu' o meno. Il motivo per cui mi è stato regalato, soprattutto, è la Cina, dove si svolge la seconda metà del libro.

07 novembre 2005

Scirocco

Di Girolamo de Michele. Il pensiero corre immediatamente a WuMing e Romanzo Criminale. Storia in forma di romanzo: in particolare, la storia italiana dalla seconda guerra mondiale a oggi, quella delle trame nere, dei servizi, dei fascisti in libera uscita nelle stazioni. Tutto molto bello e interessante. Un amico bolognese parla di "darksideofthemoon" italiano, di utile ripasso. Probabilmente è vero, probabilmente la memoria di tutto ciò che in Italia è successo "dietro" si sta perdendo. Cose da prima repubblica, del passato.
Salvo poi scoprire che alcune persone del presente italiano non sono così lontane da quegli ambienti, e che - come Sbancor scrive in American Nightmare - esiste un gruppo di bravi ragazzi americani che da anni fa affari in giro per il mondo, tra guerre e droga, tra politica e terrorismo.
Pero': il libro è scritto male, secondo me. Personaggi senza sfumature, un'eroina che sa far tutto e conosce tutto, dai vini ai pompini ai tortellini, bella e brava in qualsiasi cosa. Insomma, dal punto di vista letterario il libro è abbastanza irritante, con luoghi comuni di una parte della "sinistra" e del "sud", tra radicale e radical chic.
Pero' tiene bene, il libro, e il groviglio di eventi alla fine toglie il fiato.

Quindi, il mio personale giudizio è ambivalente. Sono convinto che un passaggio redazionale più severo l'avrebbe asciugato e reso meno stereotipato.

06 novembre 2005

Cultura di una ministra

Oggi su Raitre, mezzora di intervista della Annunziata alla Moratti Letizia, ministra. A parte i contenuti agghiaccianti dei discorsi della ministra, a un certo punto l'Annunziata legge due stralci da articoli critici del Sole24Ore e da Repubblica. La Moratti, stizzita: "Perché legge solo articoli negativi? Ce ne sono stati anche positivi".
E' questa l'idea di giornalismo della Moratti (e del suo presidente del consiglio): l'intervistatore deve incensare l'intervistato. La critica, anche leggera, è chiaramente qualcosa che prende alla sprovvista, fuori dal normale.

Parigi brucia - update

Le fiamme si avvicinano.
E non scaldano il cuore.

05 novembre 2005

Parigi brucia

Le banlieues parigine sono in fiamme, e contagiano pian piano anche le altre città francesi. Un sociologo qui parla di onore e reputazione. L'onore è quello che ha fatto scattare la prima rivolta, la reputazione ha fatto espandere la rivolta. La prima offesa - i due ragazzi morti, Sarkozy che parla di feccia - ha toccato l'onore. Poi da banlieue a banlieue: "quante macchine avete bruciato voi stanotte?".
Comunque, niente politica. Zero. Mi sembra che sia la rabbia di una generazione che non si vuole fare il culo come i genitori che li hanno fatti crescere in Francia, ma il cui immaginario è solo quello televisivo. La rivendicazione è poter comprare le scarpe su rue de Rivoli. E la raggiungi con lo spaccio, non con il negozio di frutta da tenere aperto 18 ore al giorno, 7 giorni su 7. Che e' d'altra parte il frutto di anni di gestione sbagliata delle banlieues, in cui hai creati ghetti che hanno sviluppato una cultura interna, di ghetto, in opposizione al resto. Ovvio che anche se gli dai "liberté, egalité, fraternité" ti sputano in faccia, non sanno che farsene, non fa parte del loro mondo di valori. Soprattutto se le poche volte che hai provato a mettere fuori il naso non sei stato né libero, né uguale, né trattato come fratello.
E' questo il fallimento cui la République è andata incontro.

Tu Stato, come reagisci di fronte a un rabbia che non ha rivendicazioni dirette ed immediate? Qui per il momento l'unica risposta è stata la repressione, la militarizzazione con una polizia veramente nazista, odiata e odiosa, arrogante e violenta.

03 novembre 2005

Pluralismo religioso

Che non ci si venga a dire che in Italia non esiste il pluralismo religioso. Il governo toglie l'ICI per gli immobili religiosi (cioe', la chiesa cattolica ne beneficierà un bel po'), e il governo scende in piazza per difendere Israele (che la stessa chiesa cattolica ha cercato attivamente di cancellare dalle pagine della storia, ben piu' dell'Iran).
Pero', tanto per essere un po' pignoli, qui si trova una riflessione interessante: non del tutto condivisibile, ma mette in luce alcuni dei mezzucci utilizzati per creare isterie di massa. E soprattutto, mostra per l'ennesima volta la cialtronaggine di molti giornalisti italiani.

31 ottobre 2005

solo per i romani

Iniziativa interessante.

Potenza del satellite

Qui a Parigi vedo qualche TV internazionale, tra cui anche le tre Rai. Oggi, ore 20.30 e qualche spicciolo, metto su raidue: le info del satellite dicono: "Tom e Jerry". Sul video, dopo un paio di secondi, appare Berlusconi, al fianco di Bush.

29 ottobre 2005

Hey Nostradamus

Il libro è di Douglas Coupland. Molto bello. La condizione umana, cercare risposte di fronte alle ordinarie e straordinarie tragedie della vita.
Dai suoi precedenti libri perde la lucida ironia, in favore di un'umanità spiccata e profonda. Rimane la critica alla società nordamericana, alla ricerca di miracoli a buon mercato e di buoni sentimenti a 5 cent al kg.

25 ottobre 2005

mi dispiace non esser lì

50mila alla manifestazione romana contro la riforma Zecchino-Moratti.

Cosa manca a Parigi - 2

Qui manca il panico per la "grippe aviaire".

Quello che da noi mette in prima pagina la morte di 25 migratori, e in cronaca i migranti.

23 ottobre 2005

Buona domenica. Diario minimo

Alla nuova casa non manca nulla (a parte 50mq...): il giornalaio più vicino ha anche i giornali italiani, anche il corriere dello sport (non che io lo compri...)*. Quindi, stamattina Repubblica e Sole24ore, e Jardin du Luxembourg, ché civilmente qui nei parchi pubblici mettono a disposizione sedie (di metallo, molto comode) da usare come meglio si crede. Risultato: tre ore al sole, e son finito nelle foto di molti turisti (ero in linea con fontana e facciata del Senato).
Poi giu' verso Saint Sulpice, Saint Germain, e la Senna.
Mi muovo verso mete note, per riorientarmi in uno spazio già conosciuto. Per perdermi ci sarà tempo.
Tornando a casa, la randonnée: migliaia di persone che pattinano, tutte insieme. C'e' un gruppo di persone con maglia gialla che fà lo staff, e c'è la police che fa da scorta. Insomma, non è proprio la critical mass, però una certa allegria la mette.
Nella passeggiata, finisco anche di fronte al "Supplì", che era una pizza a taglio abbastanza squallida dietro a Odeon: luogo di ritrovo per italiani, perché trasmettevano le partite del campionato italiano, o della nazionale (e io ero qui nel 2000, c'erano gli europei).
Beh, l'unta pizzeria è divenuta un ristorante color nero e crema, dove una pasta al pesto (pasta al pesto, dico) costa 18 euro.....oggi ho mangiato pesce e ho speso di meno.
Insomma, oggi il derby mi toccherà sentirlo per webradio, a meno che la tv non regali belle sorprese.



*l'ho comprato una sola volta, dopo un derby finito 4-0. Lo conservo, ovviamente.

A me un po' vien da ridere...


Sicuramente sottovaluto il pericolo: l'influenza aviaria non mi toglie il sonno. Anzi, mi vien da ridere a vedere che il più visitato sito dell'Internet italico titola: "A Stoccolma morta un'anatra". RIP.

Update delle 17: l'anatra non aveva l'influenza. Sempre lo stesso sito titola: "Svezia, i test assolvono l'anatra".

21 ottobre 2005

Pignoli?

sara' che le persone di sinistra sono un piu' suscettibili della media, pero' le cose che dice Lia sono condivisibili. Diventa sempre piu' difficile trovare una buona ragione per andare a votare questa gente. Se poi Fassino va pure dalla De Filippi....
Non dico che la sinistra dovrebbe rivendicare una sorta di diversità morale e/o culturale. Anche perchè di questa sinistra sono pochi quelli a poterselo permettere. Pero', dico, almeno evitare di far del male a chi questa diversità tenta di praticarla tutti i giorni...

19 ottobre 2005

Cosa manca a Parigi

Prese elettriche a tre buchi, ed eventuali riduttori.
Carta igienica in carta riciclata.
Confezioni di yogurt superiori ai 125g.

(continua....)

Parigi esotica

Questo me l'ero proprio dimenticato: la strana sensazione che si ha quando vai a pranzo, e sulla tua strada trovi i wallaby.

E di nuovo cambio casa

Svegliarsi dentro una casa che non e’ tua, ma lo sarà per qualche mese a venire. Un cielo che non è il tuo, e lo senti perché pesa, tanto. Rumori diversi, odori diversi. Un vicinato che si mette in moto in modi diversi. Ci metti un po’ a capire dove sei, che devi fare, da che parte uscire dal letto.
E poi qui al nord il sole esce tardi, al mio piano terra ancor di piu’.
Pero’ scendi dal letto e ti ricordi che fuori da quella porta c’è una città che conosci, piena di mangiarane, di baguettes, di croissants beurre, e oggi anche di pioggia leggera.
Bonjour.

17 ottobre 2005

Tempo di saluti

Sto partendo, vado via per qualche tempo. Non molto lontano, ma abbastanza.
Il giro di saluti e’ lungo e complicato, disegna una mappa della città e della mente. Ho salutato anche la campagna, andando due giorni fuori con persone che non frequentavo da tanto tempo, e mi ha fatto piacere ritrovare in dimensione privata.
Soprattutto, c’era un sole meraviglioso, cielo blu come non vedevo da tempo. E dire perché no? perché non provare qualche mese da quelle parti?
Se ne parla tra un po’, ma se ne parla…..
    

Eggers e Bianchi

L'opera struggente di un formidabile genio, di Dave Eggers. Troppo lungo e complesso per essere brevemente commentato. Comunque, non il capolavoro che mi aspettavo da quello che avevo sentito dire. tuttavia, molto leggibile e mai noioso.

La gamba del Felice, di Sergio Bianchi. Rumanzett non  male, stile "vogliamo tutto" di Balestrini nella scrittura. La vita e le trasformazioni di un paese della Brianza, adolescenze inquiete e contadine, cresciute tra il boom e il 68. Il 68 è il punto di arrivo.
Sicuramente, rende più bella la lettura del romanzo il fatto che conosco l’autore, ed è come se ci si trovasse con un bicchiere di vino in mano, a raccontarci storie passate.

13 ottobre 2005

Romanzo Criminale, il film

Romanzo Criminale, il film

Partendo da un libro bellissimo, che parla in seicento pagine di vent’anni di storia italiana, era difficile fare peggio. Cioè, la storia era bella pronta, con i tratti peculiari della romanità e dell’epica romanzesca che De Cataldo ha saputo infilare nel racconto. Il film, dunque, vive su quella che di per sé è una bella storia. Ma poi non va oltre. Anzi, la presenza di Accorsi è spesso disarmante, provoca risate imbarazzate in platea. Gli altri sono però bravissimi, in particolare Rossi Stuart.
Un po’ di anacronismi qua e là, tipo la Porsche 911 troppo moderna, o una Mercedes 190 che nel 1980 fa da taxi di fronte alla stazione di Bologna. E poi la morte del libanese, che si svolge all’alba ma poi quando c’è la polizia è notte con i lampioni accesi.
Manca il Pidocchio, manca la tomba in terra consacrata, e manca la Storia, che invece nel libro si faceva sentire.
Da tagliare, oltre a tutte le scene con Accorsi, le finte animazioni sulla strage di Bologna, e i due minuti finali, finiti lì per caso.
Sono uscito pensando – piuttosto banalmente – che Scorsese avrebbe fatto un capolavoro assoluto. Che Tarantino avrebbe superato Pulp Fiction. Che Caligaris, con Mastrandrea, avrebbe saputo cogliere meglio la Magliana, epitome di una Roma tra baracche e modernità.
Dunque, nonostante l’amaro in bocca, alla fine si becca la sufficienza, e sarà forse l’unico film in cui il remake sarà meglio dell’originale. Spero nei prossimi vent’anni lo facciano.

su Lapo

La migliore cosa che ho letto su quel bischero di Lapo...

12 ottobre 2005

Quattro salti in parlamento

Berlusconi chiede a Rutelli e Mastella di andare di là, con la casa della libertà. Magari….

11 ottobre 2005

occupazioni/preoccupazioni

A Roma, occupano diverse facoltà, ieri fisica e matematica, oggi lettere e forse altre. Speriamo serva, ché questa riforma morattiana è il colpo alla nuca per un'università già duramente messa alla prova.

Le preoccupazioni nascono invece dalle primarie. Personalmente, ritengo che l'unico senso di queste elezioni sia ridurre al silenzio Rutelli e Mastella. Come fare ciò? Rafforzando Prodi o spostando a sinistra votando Bertinotti? O semplicemente decidere che è inutile e non andare a votare? La senza volto - è una candidatura assolutamente inutile, ricerca della visibilità da parte di un movimento incapace di proposte originali.

10 ottobre 2005

viaggi

Bologna è una bella città, soprattutto di domenica con il sole, che scalda i mattoncini antichi e li fa rossi, quasi li abbronzasse. Se piove, i portici sono comodi, ma terribilmente scivolosi.
E sotto i portici è un peccato camminarci quando c'è il sole. Perché togliersi il cielo?

Il viaggio per Bologna, in treno, da Roma, può essere molto bello. Aspetto ogni volta l'uscita dal primo lungo tunnel appenninico, dopo Firenze. Si arriva in un luogo di colline e casette sparse. L'ho visto in inverno: entri nel tunnel che intorno ci sono alberi spogli, e esci che sei nel bianco della neve. Con il sole, è stato uno spettacolo unico, che mi torna in mente ogni volta che ci passo.

Il prossimo viaggio è Parigi. E' pronto l'import-export di parmigiano e paté, a seconda della direzione.

08 ottobre 2005

weekend

si viaggia anche questo weekend: Bologna.

Ieri ho finito Survivor di Palanhiuk. Se scorciava venti pagine non faceva danno. Pero' fino a p.40 è molto bello.

p.s.
la paginazione è al contrario....

06 ottobre 2005

marzullesco (o anche: dell'irrazionale)

No, la vita non è un sogno. Ma i sogni aiutano a vivere meglio. Soprattutto se in qualche modo anticipano belle notizie.
E' quello che mi è successo oggi: un bel sogno, e pochi minuti dopo il risveglio una bellissima notizia.
Certo, poi ho bucato la ruota posteriore della bici. Pero' e' stato un piacere farsi a piedi, spingendo la bici, da Circonvallazione Ostiense fino all'università. E il primo ciclista verso cui mi sono diretto era chiuso, ovviamente. C'era il sole stamattina.

03 ottobre 2005

Irritante

Questa qui è una delle cose più irritanti che mi sia capitato di trovare su internet nel corso degli ultimi mesi. La trovo più fastidiosa anche della ragazza che recitava in Provincia Meccanica.
Perché? Non so, forse perché effettivamente non sono più tra i giovani. Ma soprattutto per un altro motivo: la presunzione di essere al centro del mondo e della storia. Nessuno delle persone che scrivono (ragazzi e ragazze da tutta Italia e anche fuori) ha mai pensato di leggere qualcosa di storia della lingua o anche solo chiedere ai propri genitori, ai propri nonni.
Magari avrebbero scoperto che "zaccagnata" non è proprio così gggiovane, né "baccagliare" (mi' nonna me baccajava 'na cifra quann'ero pischelletto...), né "balotta" (bolognese, il cui uso è almeno ottocentesco).
L'unica cosa consolante è che in quattro anni questi cialtroni dell'Espresso sono riusciti a raccogliere solo ottocento voci, comprese quelle palesemente sballate e usate forse in un giro di quattro persone. E poi pero' non ci trovi "tramato"....

Assenze

Oggi le assenze si sentono molto.

e' lunedi...

Piove a Roma, traffico in tilt anche per l'esercitazione di terrorismo (l'ho beccata anche a Milano: don quijote sarebbe stato più realistico nell'immaginarla...), e un po' di angoscia messa da Survivor di Chuck Palahniuk.


Update delle 15: piove ancora, ma per fortuna è ripreso Patchanka.

01 ottobre 2005

due libri

Il primo è High Fidelity di Hornby. Bello e molto divertente, e per molte cose anche vero.

Il secondo è L'uomo che guardava passare i treni di Simenon. Piccolo capolavoro di noir.

24 settembre 2005

Per chi suona la campana

Inutile dire chi è l'autore. Bellissimo.
La mancanza di futuro di Robert e Maria è terribilmente vicina, lancinante, dolorosa.

L'enigma di Cartesio

Barbera editore, l'autore non lo ricordo e non vale neanche la pena alzarmi e andare a vedere, né cercare il link. Il grado zero dell'interesse, l'unico stimolo è chiedersi chi in Francia pubblica 'ste cose.

21 settembre 2005

I numeri sono importanti

A oggi, alle 11.30, il mio computer portatile contiente 105624 files in 3721 directory.