22 aprile 2008

Fiducia

Visto che qui si è un po' morbosetti e masochisti, mi sono andato a leggere questo articolo. Bello, peraltro.
Alla fine, c'è questa frase: "Io voglio dentro di me queste molecole e ho fiducia in questa scienza".
L'autore vuol dire che non vuole l'omeopatia, né la cura Di Bella, né Lourdes. Perché di loro non si fida. Si fida della Scienza.
Scienziati e medici questa cosa non la dimenticano, troppo spesso la sfruttano: la sfruttano perché è per loro più semplice incassare una fiducia che far capire, anche solo in superficie, cosa fanno. E quindi la fiducia - che dovrebbe essere attribuita individualmente, ai medici e agli scienziati - viene automaticamente traslata nella fiducia verso un sistema di produzione scientifica che si nutre di economia, di politica, e alla fine di ricerca.
Ci si dimentica troppo spesso che c'è una base di realtà che non ha bisogno di fiducia: molte cose della scienza occidentale, funzionano, e sappiamo anche perche'. Ma poi c'è altro, dopo, cui la fiducia non va data in bianco, neanche quando le nostre difese emotive sono completamente saltate: ed è tutto il resto che dalla realtà naturale ci giunge in forma di pillola, flebo, spray o anche sondaggio, statistica, o titolo di Nature.
Sfruttare la "fiducia", piuttosto che la comprensione intellettuale, è un vicolo cieco. Se poi il "popolo bue" dà retta a Grillo e Storace e va a suicidarsi da Di Bella (con sperpero di pubblico denaro), o dà ascolto a Veronesi anche quando parla di haute cuisine o di fisica nucleare, non ci si può lamentare.
Sia chiaro, non è colpa di Sannucci, che magari nelle successive pagine del libro ci spiegherà che si è letto manuali su manuali e che il suo medico gli ha fatto lezioni private di biologia e medicina. Ma è sintomatico, come l'oroscopo su Liberazione.

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