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03 luglio 2008

Ideologia e Biologia

Da Liberazione di ieri 2.7.08

La bufala del "contadino" Lysenko:
quando l'ideologia dettava la biologia


Nel giro di pochi mesi un altro libro di storia della scienza rimette in ballo la figura di Emilio Sereni e il ruolo del Pci nella politica culturale italiana. Dopo Il caso Pontecorvo di Simone Turchetti (già recensito su queste pagine), è ancora un giovane storico ad affrontare un altro "caso" della scienza italiana. Mentre nel caso Pontecorvo fu un italiano che varcò la cortina di ferro, qui troviamo un percorso inverso: dall'Urss staliniana giunsero in Europa occidentale le idee ‘rivoluzionarie' di un agronomo, destinate a generare dibattiti decennali e ad addurre molti lutti - non solo metaforici, purtroppo - nella comunità dei biologi. È questo viaggio concettuale che viene descritto da Francesco Cassata in Le due scienze. Il caso Lysenko in Italia , da poco uscito per Bollati Boringhieri (pp.291, euro 28).
Trofim Denisovic Lysenko, in base a esperienze pratiche maturate nei campi sovietici, sostenne di aver dimostrato la possibilità di trasformare specie vegetali e animali: non mediante la selezione artificiale sulle mutazioni casuali all'interno di una popolazione, come si è fatto per millenni, ma direzionando il cambiamento verso le caratteristiche volute. Lysenko riproponeva, sotto altro nome, l'eredità dei caratteri acquisiti (lamarckiana), e asseriva quindi di poter produrre nuove varietà di grano e di altre specie di interesse agricolo capaci di sovvertire i normali cicli biologici: per esempio, piante da seminare in primavera e raccogliere in autunno, così da evitare i pericoli delle gelate. Una rivoluzione scientifica, accompagnata da una dura critica nei confronti della genetica nata nei paesi capitalisti, darwiniana e fortemente centrata sulla distinzione tra il germe e il soma, ovvero tra le immutabili particelle ereditarie e le cellule che compongono l'organismo adulto. Lysenko e un ristretto numero di altri scienziati vedevano invece nelle loro teorie l'applicazione dell'aspirazione socialista a cambiare il corso della natura, laddove la scienza capitalista era conservatrice, reazionaria, nella sua metafisica meccanicista che negava la possibilità di un cambiamento rapido e direzionale. L'opposizione al lysenkismo nell'accademia sovietica, che pure era all'avanguardia nella genetica e vantava di gran credito anche all'estero, fu rapidamente stroncata dall'efficiente apparato staliniano. Nikolaj Vavilov, direttore dell'Istituto di Genetica nell'Accademia delle Scienze e principale avversario del nuovo corso della genetica sovietica, rimosso da ogni carica, fu condannato nel 1941 per spionaggio (aveva mantenuto rapporti con i suoi colleghi inglesi) e morì in carcere nel 1943.
In Italia, alcuni biologi interni al Pci si fecero portavoce della nuova istanza scientifica che proveniva dall'Urss. Francesco Cassata ha ricostruito nel dettaglio questo caso di cieca obbedienza ideologica, fortemente caldeggiata dal Partito, che si tradusse in una sconfitta culturale epocale e che ha influenzato quasi 4 decenni di dibattito interni al marxismo e sul rapporto tra ideologia e scienza. Emilio Sereni, la cui fedeltà all'Urss lo portò a più di un errore (ça va sans dire, con il senno di poi), fu sicuramente il più attivo esponente del partito nel predicare il verbo lysenkoista. Con articoli su riviste, convegni, pubblicazioni, Sereni impiegò ogni mezzo di propaganda culturale, mettendo in moto la vasta rete di contatti su cui poteva contare il partito per mettere in crisi il modello scientifico della genetica occidentale. Con lui si mossero in molti, mettendo in luce più che gli aspetti strettamente biologici e sperimentali della scienza sovietica (peraltro estremamente deboli nel caso di Lysenko & co.), il nuovo rapporto che in Urss esisteva tra ricerca e società. La dimensione applicativa era predominante, in contrasto con la scienza di laboratorio che caratterizzava le strutture di ricerca capitaliste. Il "contadino" Lysenko era superiore ai tanti professori in camice bianco che invece di studiare il grano o le patate si affannavano a capire i segreti di un inutile insetto, la drosofila, oggetto della ricerca nel capitalismo decadente.
Furono diversi i biologi che si esposero in favore della biologia sovietica: ricordiamo tra tutti Massimo Aloisi (attivo sostenitore del ruolo del materialismo dialettico nella scienza, ma con numerose riserve sul lysenkoismo e per questo più volte richiamato da Sereni) e Franco Graziosi, protagonisti di molte pagine di questo libro. La lotta fu comunque durissima, e molti furono gli scienziati che pur schierati politicamente con il Pci o comunque a sinistra (citiamo tra gli altri, Giuseppe Montalenti e Adriano Buzzati-Traverso) evidenziarono da subito le falle scientifiche e ideologiche del lysenkoismo. Ciò che crollò, con la fine dello stalinismo, fu dunque non solo un'ipotesi biologica completamente sballata, ma anche l'idea che il materialismo dialettico potesse apportare significativi contributi nel campo della scienza.
L'ottimo lavoro di Cassata, che utilizza una montagna di documenti inediti provenienti da numerosi archivi, non si ferma tuttavia al "caso". Se da un lato mette a fuoco anche il formarsi della genetica come disciplina istituzionale in Italia, dall'altro osserva l'ombra di Lysenko, dura a morire. A ogni tentativo di analizzare in modo critico le influenze socio-politiche sulla scienza, l'ambiente culturale italiano - anche legato al Pci - ha reagito con una difesa della scienza "pura", libera da qualsivoglia legame con la società che la produce, e il nome di Lysenko tuttora emerge per screditare chi "viola" il tempio positivista della scienza, magari facendo solamente notare che la ricerca risponde sempre più a logiche economiche. Ben venga quindi un libro che va alle radici di un tic culturale tipicamente italiano e che fa riflettere sull'incapacità di questo paese di produrre una seria riflessione sul rapporto tra scienza e società. Un'assenza culturale che purtroppo si rispecchia nella mancanza di una vera politica scientifica, che non sia asservita a polemiche da cortile (come nel caso dell'uso delle cellule staminali embrionali) e abbia un orizzonte più ampio dei soli interessi del mercato e della difesa (o più raramente della riforma) dei poteri accademici.

28 aprile 2008

Antiossidanti

Ben Goldacre ci racconta di una lunga review della Cochrane Collaboration sull'utilità degli integratori antiossidanti (tipo molte vitamine che si comprano nei supermercati) nel modificare in modo positivo la mortalità delle persone.

Overall, the antioxidant supplements did not seem to reduce mortality. A total of 17880 of 136,023 participants (13.1%) randomised to antioxidant supplements and 10136 of 96527 participants (10.5%) randomised to placebo or no intervention died. In the analyses of the trials with low risk of bias, beta-carotene, vitamin A, and vitamin E significantly increased mortality. There were no significant differences between the effects of antioxidant supplements in healthy participants (primary prevention trials) or participants with various diseases (secondary prevention trials). Randomised trials with adequate bias control found no significant effect of vitamin C. In some of our analyses, selenium seems to reduce mortality.

The current evidence does not support the use of antioxidant supplements in the general population or in patients with certain diseases. The combined evidence suggests that additional research on antioxidant supplements is needed. The evidence on vitamin C and selenium was not conclusive. Future trials could focus on vitamin C and selenium and should assess both potential beneficial and harmful effects. Conduct of additional primary and secondary prevention trials on vitamin A, beta-carotene, and vitamin E seems questionable, at least in the dosage range examined.


Pero' sia chiaro: lo studio non parla dell'uso mirato su specifiche malattie, né in pazienti con bisogni specifici, né, soprattutto, degli antiossidanti contenuti in frutta e verdura. La spremuta quando avete il raffreddore, va benissimo :)

p.s.
Se non sapete che cos'è la Cochrane collaboration, sapevatelo, e ringraziateli.

Carlo è vivo e blogga insieme a noi

Non di Marx si tratta, ma di Darwin.

22 aprile 2008

Lettera a Liberazione

Qualche giorno fa ho inviato questa lettera a Liberazione, giornale per cui ogni tanto scrivo, la quale non l'ha pubblicata (forse è uscita sulla free press, ma non la leggo, e non c'e' on line). Quindi intanto la metto qui.

Cara Liberazione,
Nella nuova free press ho notato con una certa sorpresa che viene pubblicato l'oroscopo. Forse il mio è snobismo culturale, ma se si offre l'astrologia come strumento di lettura del presente, non ci si può poi meravigliare dell'incapacità della Sinistra-L'Arcobaleno di attrarre i voti dell'opposizione sociale in questo paese. A quando l'almanacco di Frate Indovino?
La chiesa cattolica è stata sempre considerata degna di attenzione non perché prometteva il regno dei cieli, ma in quanto potere politico. Con l'oroscopo, che ci facciamo? Bilancia rossa la trionferà?

Fiducia

Visto che qui si è un po' morbosetti e masochisti, mi sono andato a leggere questo articolo. Bello, peraltro.
Alla fine, c'è questa frase: "Io voglio dentro di me queste molecole e ho fiducia in questa scienza".
L'autore vuol dire che non vuole l'omeopatia, né la cura Di Bella, né Lourdes. Perché di loro non si fida. Si fida della Scienza.
Scienziati e medici questa cosa non la dimenticano, troppo spesso la sfruttano: la sfruttano perché è per loro più semplice incassare una fiducia che far capire, anche solo in superficie, cosa fanno. E quindi la fiducia - che dovrebbe essere attribuita individualmente, ai medici e agli scienziati - viene automaticamente traslata nella fiducia verso un sistema di produzione scientifica che si nutre di economia, di politica, e alla fine di ricerca.
Ci si dimentica troppo spesso che c'è una base di realtà che non ha bisogno di fiducia: molte cose della scienza occidentale, funzionano, e sappiamo anche perche'. Ma poi c'è altro, dopo, cui la fiducia non va data in bianco, neanche quando le nostre difese emotive sono completamente saltate: ed è tutto il resto che dalla realtà naturale ci giunge in forma di pillola, flebo, spray o anche sondaggio, statistica, o titolo di Nature.
Sfruttare la "fiducia", piuttosto che la comprensione intellettuale, è un vicolo cieco. Se poi il "popolo bue" dà retta a Grillo e Storace e va a suicidarsi da Di Bella (con sperpero di pubblico denaro), o dà ascolto a Veronesi anche quando parla di haute cuisine o di fisica nucleare, non ci si può lamentare.
Sia chiaro, non è colpa di Sannucci, che magari nelle successive pagine del libro ci spiegherà che si è letto manuali su manuali e che il suo medico gli ha fatto lezioni private di biologia e medicina. Ma è sintomatico, come l'oroscopo su Liberazione.

05 marzo 2008

Meta-fisica

Giusto una notarella di sociologia della comunicazione bloggarola, per una tesina triennale di scienze della comunicazione, o per una tesi di master in comunicazione della scienza.
Il caso Carlucci: prima è circolato in corridoi universitari. Poi è arrivato su qualche mailing list di settore. Poi se ne sono occupati blog scientifici (anfibi, galileo, le scienze) e almeno un quotidiano (Liberazione; ovviamente, ne scrisse anche Libero, che ha dato un po' il la alla vicenda. altri ne hanno scritto?), e anche L'Espresso. Piccole tracce anche sul sito del Corriere, tipo nella rubrica di Severgnini, per una lettera dove però il nobel Glashow diventa Glasgow. Poi, in forza dell'inarrivabile comicità della situazione, sta uscendo ora su blog generalisti: tipo il blog di Vic, ripreso da Luca Sofri Wittgenstein e da Leonardo (ma su Piste). Rimbalzerà di nuovo da qualche parte? almen
Ovviamente, questa ricostruzione è assolutamente priva di qualsiasi valore scientifico. Non ho fatto ricerche approfondite: aspetto che qualcuno faccia la tesina.

09 febbraio 2008

Anvedi la Carlucci

La Carlucci si oppone con veemenza alla nomina di Maiani al CNR, affermando testualmente che "confuse particelle elementari di proprietà fisiche diverse", un po' come uno studente all'esame di maturità.
Questo paese ormai è una continua fonte di ilarità e stupore, un vero paese delle meraviglie.
Se ne discute anche qua e qua

28 gennaio 2008

Depressione

Pare che la scienza dietro l'uso di regolatori del livello della serotonina non sia così solida.
Dunque, prozac & co potrebbero essere soprattutto dei prodotti mediatici.
Quindi comunque non li consiglierei al depresso Veltroni, che sta ormai recitando la parte del Rutelli di Guzzanti, che porta l'acqua con le orecchie...

28 novembre 2007

Di Forli' e dello sciopero

Domani vado a Forlì, per questo congresso: se non ci siete mai stati, può essere interessante. Se ci siete già stati, più o meno si diranno sempre le stesse interessanti cose che si son dette gli altri anni. Venerdi', cerchero' di tornare a Roma con lo sciopero dei treni. Prima delle nove dovrei riuscire a prendere un treno per Bologna, poi ho prenotato un treno alle 14.46 per Roma. Il treno sembrerebbe essere garantito, ma porta una scritta preoccupante: "si effettua sulla base della capacità gestionale dell'Azienda". Che vorrà dire?

Felice Smentita

Pare che anche sui giornali italici qualcuno si sia accorto dell'esistenza di Ben Goldacre e della sua critica contro l'omeopatia. A parte le due settimane di ritardo (l'articolo su the Lancet è del 17 novembre - non l'ultimo numero, come scritto sul Corriere), si nota comunque come sia considerato necessario ammorbidire la critica: quelle di Goldacre sono "insinuazioni", l'omeopatia è fatta di "cure dolci". Semplice voglia di equilibrio (imho, piuttosto insensato in questo caso), o (più grave) "non è vero ma ci credo"?

27 novembre 2007

Vulvia, chi era costei?

Se volete aggiornarvi un po' su quello che succede nel mondo scientifico, a Galileo hanno messo su un breve tg scientifico. Sono cari amici da quelle parti, quindi ve lo segnalerei comunque: ma sono anche amici bravi, e quindi non dubito che riescano a fare un buon prodotto.
Lo sfondo, comunque, è molto Vulvia.

18 novembre 2007

Esterofilia

Sarà che forse ho smesso di leggere i quotidiani italiani con una certa attenzione, ma non mi sembra di aver mai letto nulla su Repubblica o sul Corriere che sia lontanamente paragonabile agli articoli di Ben Goldacre. Per esempio, questo pezzo cristallino che smonta l'omeopatia e l'operato degli omeopati.


When I’m feeling generous, I think: homeopathy could have value as placebo, on the NHS even, although there are ethical considerations, and these serious cultural side-effects to be addressed.
But when they’re suing people instead of arguing with them, telling people not to take their medical treatments, killing patients, running conferences on HIV fantasies, undermining the public’s understanding of evidence and, crucially, showing absolutely no sign of ever being able to engage in a sensible conversation about the perfectly simple ethical and cultural problems that their practice faces, I think: these people are just morons. I can’t help that: I’m human.


(applausi)

p.s.
si fa comunque presente che forse c'e' una correlazione tra l'assenza di articoli di questo tipo e il fatto che Corriere e Repubblica, in un modo o nell'altro pubblichino oroscopi (nei loro allegati, per lo meno).

09 novembre 2007

Presidente cercasi

CNR wants you!
Rispondi all'annuncio!

08 novembre 2007

Idee poche, ma confuse

Un articolo di Seed sui creazionisti islamici turchi: gente ricchissima che non avendo un cazzo da fare, né nulla con cui pensare, stampa libroni patinati di favole creazioniste, che regala alle scuole in tutto il mondo.

Evolution is a communist and fascist belief. Ma dimmi te....

Per fortuna esistono gli scoiattoli intelligenti.

03 novembre 2007

Approcci diversi

Il New Scientist pubblica una divertente rassegna degli esperimenti scientifici più strani e particolari, titolando "Top 10 bizarre experiments". Repubblica.it (con Luigi Bignami) riprende l'articolo, citando correttamente la fonte (ok, niente link, ma su rep.it ci siamo abituati), ma titola: "Se la scienza diventa crudele. i dieci esperimenti terribili target=_blank".
E' vero che alcuni di questi esperimenti sono abbastanza "terribili" e "crudeli" secondo i nostri standard. Tuttavia, quello che è più interessante è il diverso approccio: per gli inglesi gli esperimenti sono "bizarre" cioè, secondo Garzanti, "bizzarro, strano; eccentrico; grottesco". Nessuna connotazione di crudeltà: ciò che Repubblica vuole sottolineare, invece, è quando la scienza può essere crudele, terribile. Cultura scientifica diversa, e per alcuni versi gli esperimenti citati sono davvero "terribili" e "crudeli". E d'altra parte, mentre da noi i grandi scrittori aspettavano la Provvidenza, di là si scrivevano romanzi sulla scienza e i suoi pericoli.
Però, non può non far pensare al fatto che in Italia esiste una legge che considera una gruppo di quattro cellule alla stregua di una persona, mentre in UK la ricerca sulle cellule staminali embrionali e adulte non viene ostacolata dalle paturnie morali e politiche di un gruppo di fondamentalisti religiosi, cattolici.

p.s. nota tecnica: New Scientist non è una rivista scientifica, come affermato da Bignami, ma una rivista di divulgazione scientifica. Imho, c'è differenza.

29 settembre 2007

Placebo, placebi, pillole inutili

Da Bad Science, un'interessantima storia. Se non vi va di leggerla in inglese, segue riassuntino.
Pazienti con mal di schiena persistente e resistente a ogni trattamento, divisi in tre gruppi. il primo aumentava i normali farmaci. Il secondo agopuntura. Il terzo una finta agopuntura. Risultati: miglioramenti nel 27% del primo gruppo; nel 47% nel secondo; nel 44% del terzo.
Brutalmente, la morale è che infilarti aghi a caso nel corpo è efficace quanto seguire meridiani della saggezza cinese. Un placebo più complesso che una semplice pillola, probabilmente. O forse un po' placebo, un po' qualche meccanismo fisiologico innescato dalle punture.
Ci sono poi considerazioni più interessanti, sulla medicalizzazione della nostra società. Ma li fa direttamente Ben Goldacre, quindi andate a leggere lì, che è molto interessante e vi dà pure i riferimenti precisi.

11 settembre 2007

Master

Nove studenti. La lode al primo ha costretto a dare lode a tutti.
Nove discussioni. Per il futuro ricordarsi il thermos di caffé.
Nove presentazioni ppt. Una sola con keynote, ma ci ha messo buoni dieci minuti a capire come settare monitor/proiettore.

E siamo costretti a sperare che l'anno prossimo siano di più.

Nella commissione, son stato l'unico a discutere con cognizione di causa di House e di Terra! di Benni.

Speriamo che almeno nessuno di loro provi a tradurre "branches" con "branchie", come la ragazza che ha tradotto il testo enciclopedico che sto rivedendo. Anche se in una tesi, rash cutaneo era costantemente scritto rush: Se prendi il farmaco andar di fretta è un effetto collaterale.

03 settembre 2007

Difficile resistere

A maggio prossimo, a New York si terrà un convegno accademico sui Soprano, il telefilm. La lista degli argomenti possibili su cui proporre un talk e' praticamente onnicomprensiva. E' orgnizzato da due università: la Fordham University, dove sono stato per un mese, 12 anni fa, e ho fatto un corso di computer science (per la cronaca, esame passato con A+), imparando tre-comandi-tre di Unix, chattando con il nickname southbronx e navigando con Lynx. Alla Brunel ci lavora un amico musicista.
Come resistere alla tentazione di presentare una proposta? "Psiche, tumori e pallottole: l'epistemologia medica nei Sopranos", oppure "Mafia e XX. Da Livia a Meadow, la genetica femminile nei Sopranos".