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09 ottobre 2007

Astinenza

Qui si torna a Roma dopo circa una settimana, e la cosa che mi colpisce di più è il bisogno di pizza.

21 settembre 2007

Post inutile

In Svezia neanche lo sapranno, ma qui si vota Dylan, e in second'ordine Roth.

28 agosto 2007

Misteri dell'Ethernet

Vivere in centro a Roma vuol dire anche che i normali spacciatori di pezzi informatici sono ad almeno 15 min di bici. Col caldo che fa, forget it.
Quindi, se serve un cavo ethernet di 3-4m scendi, e fai un giro per negozi, considerando che hai due cavi da 1.80 l'uno che potresti comodamente connettere.
Il primo negozio: devo guardare io perche' la signora non sa neanche di che sto parlando. Vedo il cavo 5m, e costa 7.20. Il connettore non esiste. Bye Bye.
Il secondo negozio: un connettore costa 7 euro, circa 10 il cavo. Bye bye.
Il terzo negozio, una grande cartoleria (chissà perché strapiena di suore di ogni tipo): non ha il connettore, ma ha tre tipi di cavi. Uno da 6m, 8.60 euro; uno da 5m, 8.20; uno da 5m, 2.60.
Qualche economista lì fuori mi spiega perché?

22 luglio 2007

Un altro lunedì

Come lunedì scorso, domani saro' da Giufà per aperitivo di crudi alle 20, e poi alla Sapienza per sproloquiare da un palco. Stavolta si parla di Innovazione Tecnlogica e Regolazione Sociale.

20 luglio 2007

Pagella!

Il candidato ha dimostrato di possedere sicure attitudini alla ricerca storico-scientifica. Finora esse si sono esplicitate prevalentemente nei settori di storia e di filosofia della scienza, nei quali peraltro egli si è formato.


Probabilmente esiste un generatore automatico di giudizi concorsuali. Se non esiste, inventatelo. Magari vi danno un posto da ricercatore.
Comunque, io mi sarei escluso a priori: ho sbagliato completamente il titolo di una delle mie pubblicazioni, e quindi non c'era corrispondenza tra ciò che era scritto sull'elenco e la copia dell'articolo, che era uno delle pochissime pubblicazioni con stretta attinenza al settore disciplinare.

11 luglio 2007

L'altro lato

Dopo il mio concorso, domani una trentina di studenti saranno candidati a superare l'esame con me. Sara' facile, visto che in un paio d'anni forse una persona non ha preso un voto. Peccato che essendo tanti non si potrà fare esami lunghi come al solito, ma ci si limiterà a 15-20 min a testa. Chi esita è perduto, poi ci si rivede a settembre.

Fine corsa

Non c'è stata sovversione dell'ordine costituito: il concorso è andato come doveva andare. Ottimi giudizi su entrambi i candidati, pesa il mio passato disciplinare non abbastanza medico. L'altra concorrente è vincitrice. Auguri per il suo lavoro. Uno dei commissari è l'ospite della prossima tappa del tour 2007: Brescia, prima settimana di settembre. Se ci andassi, sarebbe probabilmente la vacanza più lunga di quest'anno. Ne potrei approfittare per andare a Gardaland. Tornando a casa per una breve pennica, l'Ipod azzecca You can't alwasy get what you want e poi Il bacio sulla bocca. Giusto accompagnamento verso una serata che è stata anche di memorie geografiche recenti, al Pigneto. I sogni durante la notte ne hanno tratto logiche conseguenze. A Roma, è luglio e la notte pedalando verso casa, fa quasi freddo.

10 luglio 2007

Concorso Atto III

E' una formalità o una questione di qualità? L'orale è stata una breve discussione dei miei lavori: niente di più semplice. Per fortuna hanno lasciato stare Ippocrate & co. Ma d'altra parte, perché affaticarsi per mettermi in difficoltà quando non c'e' nulla da decidere? Insomma, l'obiettivo minimo dovrebbe essere raggiunto. Tra Gould, Buzzati, Med02, e pure Galileo. E senza la cravatta. E neanche la giacca.

Concorso Atto II

Tecnologie attuali al servizio della storia della medicina. Un'ora, in cui citare di tutto: HIV, fulani, pubmed, Darwin, il DNA antico, frattaglie varie.
All'una l'orale: manco un pranzo decente....

09 luglio 2007

Buona la prima, ma censuriamo la seconda.

L'origine della medicina razionale. Non supercazzola, ma un po' generico. Tre ore di scritto son poche. Siamo in due. Piu' che altro è divertente, e sembra quasi facile. Domani si conclude tutto. I temi scartati erano da delirio. Forse riesco a pure a finirlo, 'sto concorso. Dipende da ciò che esce domani, per una prova pratica di un'ora.
Pero' domani potrei anche scrivere del fatto che hanno sequestrato il sito www.lucavolonte.eu
Alla faccia della liberta' di espressione, e con tanti saluti dalla Cina.

Concorso Atto I

La commissione è già riunita per un concorso a cui partecipo: non sono né il candidato migliore, né il favorito, né di conseguenza mi sono preparato adeguatamente. Io sono qui per vedere l'effetto che fa - è la prima volta - e perché se mi dice bene, ma molto bene, si accumulano punti. E' già quasi certo chi vincerà, siamo cinque candidati di cui almeno uno non si presenta. E' università italica, d'altra parte, mica si va ai concorsi sperando di vincere. Ci si va sapendo di vincere, o confidando in una sconfitta equa. La mia previsione per oggi è che saremo in due, massimo tre. E aggiungo, scaramanticamente, che difficilmente arriverò fino in fondo. Già oggi potrei alzarmi appena letto il titolo del primo tema. Di provare la supercazzola per iscritto, non mi va, anche se poi magari sarà l'istinto parolaio a prendere il sopravvento: veramente... in questo mondo conciossiacosaquandofosseché il quadro non è tondo....
Il sistema di reclutamente è quello che è, e in teoria potrebbe funzionare bene se le persone che lo gestiscono non fossero quelle che sono. Ora ci sono delle regole abbastanza precise e trasparenti, che ovviamente non rispondono ai criteri di meritocrazia (né per la didattica, né per la ricerca).
Da queste parti, comunque, si appoggia questa proposta per la riforma dei concorsi, ché quella di Mussi sembra destinata solo a peggiorare la situazione.

21 giugno 2007

Urbi et orbi

La prima stesura degli ultimi due capitoli è terminata. Mal di stomaco al momento dell'invio, esaltazione e danze russe ora. Quando farà buio, fuochi d'artificio. E' il primo giorno d'estate.

17 giugno 2007

Basta poco

Il bimbo che scrive questo blog è felice perché ha trovato una copia - ancora incellophanata - della Guida Galattica Per Gli Autostoppisti, prima edizione Italiana Urania. Correva l'anno 1980.
Un'altra copia è presente nella vecchia casa (insieme al resto della serie, se non ricordo male), ma comunque, casa nuova guida nuova.

13 giugno 2007

Umanista secolare

Seguendo Mau e perdendo quei 5 min tra una pausa caffé e l'altra, ho fatto il test sulla mia religione. Sono risultato un "secular humanist", che mi sa che e' quanto di piu' vicino c'e' all'ateismo discretamente razionalista che cerco di praticare.
In seconda posizione c'e' l'unitarianismo universale, seguito dal Buddismo Theravada.
Con mia buona soddisfazione, le ultime posizioni sono occupate nell'ordine (a partire dal basso): Testimoni di Geova, Cattolicesimo, Islamismo, Cristianesimo Ortodosso, Ebrasimo Ortodosso.
Mi vado ora studiare il quarto posto, i Quaccheri liberali: sia mai che ci si perda qualcosa...

07 giugno 2007

Scrivere la parola FINE

Dopo diversi anni, sono in dirittura di arrivo di un libro che sto scrivendo e che si spera sarà pubblicato dopo l'estate. L'ho scritto con due sistemi operativi, in tre nazioni, in almeno cinque case, utilizzando sei istituzioni. E' successo di tutto, da quando l'altro autore mi chiamò un sabato sera del 2003 (forse era ottobre?), a casa. Io ero a cena con G., L. e F., e intorno alle dieci il telefono di casa squillò: "Ciao, ti disturbo?" "Mah, sai son qui a cena con amici?" "Ah, bene, allora, ti dico questa cosa..." e andò avanti come se nulla fosse per circa 20 minuti. Io tornai di là, stupito e orgoglioso della proposta, e se non ricordo male, brindammo.
Ora, manca veramente poco alla fine della prima stesura. E mi sorprendo a cercare di allungare il più possibile questa parte, continuando a cercare altro materiale, articoli, saggi. Come se non volessi uscirne, da questa storia iniziata quasi 4 anni fa e andata avanti (pur con molte interruzioni) finora.
Se poi qualcuno lì fuori ci vuol trovare metafore e rimandi, che faccia pure: non negherò nulla.

30 maggio 2007

In a Curtis mood

La rabbia non è quella malattia che Pasteur per primo curò alla fine dell'Ottocento. La rabbia è ciò che rimane quando, dopo un po' di tempo, il dolore si posa, torna finalmente ad essere bassa marea. E allora, come fosse una balena spiaggiata, ti ritrovi a fare i conti con una rabbia che pulsa nelle vene e che non sai come calmare.
E allora provi farmaci blandi, il mio amico Xanax durante il giorno e il fratello maggiore EN la notte per dormire. O ti stordisci di fumo pesante, o di alcool. Ma con l'alcool rischi non solo una sbronza nociva, tossica, e quindi di star male prima di dormire, ma rischi anche un sonno breve. E con il fumo, hai paura che smuova paranoie e faccia l'effetto contrario allo stordimento che cercavi.
E scrivi mail nella notte per non mandarle, che rimangono nella cartella “Bozze”. Fai telefonate a amici che sai svegli alle due, e chiami anche chi non dovresti chiamare, vergognandoti per la stupidità. Perdi lucidità perché dormi poco e perché non trovi un gesto che sappia sfogare la tua rabbia assoluta contro un mondo, un destino, una storia.
E vorresti stare bene, ma non ce la fai. Pensi all'evento che ha scatenato tutto, e alla catena che si è portato dietro: tu non c'entri nulla, ti sei trovato lì, hai fatto una grande scelta ma la scelta era più grande di te e non sei riuscito ad andartene. O non hai voluto andartene.
E la rabbia non è l'angoscia, nelle notti in cui stai sveglio. L'angoscia ti manda a dormire per poche ore e poi non ti fa riaddormentare svegliandoti alle tre. La rabbia non ti fa dormire, non ti fa prendere sonno. Ci provi, e non ci riesci, come se uno schizzo di adrenalina seguisse ogni respiro. Chiudi gli occhi, ma non sono sogni quelli, sono lacrime. Di rabbia. Rabbia che non puoi trasformare in nulla, perché con chi te la prendi se un amore muore a 34 anni o un padre a 58? Non puoi far nulla. Fai finta di nulla per un po'. Poi, qualcosa apre un buco. E esce tutto. Per prima, un'ondata terribile, la rabbia, che investe tutto. Se pensi al futuro, lo fai con rabbia per l'impotenza passata, e il futuro si trasforma in paura. Se pensi al passato, oddio. Se pensi al presente, la rabbia ti fa da gabbia.
E così un giorno ti ritrovi che sei allo stadio, pieno di pubblico. Tu lì non porti altro che la bandiera della tua rabbia, e ti senti diverso da tutti gli altri anche se la partita è splendida, divertente, e la tua squadra vince. La rabbia ti fa sentire estraneo anche a questo. La rabbia diventa la tua storia, la tua carta d'identità. Anche negli scontri tra ultras e polizia, la tua rabbia ti porta su altre strade, non la sfoghi colpendo uno stronzo in divisa o con una sciarpa colorata.
E' una rabbia di base, di basso livello come la formattazione di un hard disk: “format /rabbia”. Rabbia è il tuo sistema operativo. Produci tanto in questa fase: compulsivamente, il tuo padrone è contento, vede che le cose le fai e le fai velocemente, bene, preciso, almeno finché riesci a dormire grazie all'EN. Ma c'e' una filigrana in quel che fai. Quella frase che si legge in controluce, non è “mio caro padrone domani ti sparo” ma: “perché?”.
E poi gli amici, le amiche con cui ogni tanto parli. Carolina, che dice “Ehi stellina, aspetta e stai tranquillo, passa”. Fabio che dice “cazzo, quant'e' che non fai sesso?”. Emiliano che in chat scrive “Non puoi farci nulla, e cmq parlane con qualcuno”. Laura che a pranzo sopra l'insalata afferma “quando mi è capitato, ho sbattuto la testa al muro per sette volte sette giorni. Alla seconda luna piena, era passato.” Federico che la butta in politica “certo che t'arrabbi, co' sto cazzo di governo, che c'e' pure da esse contenti?” E per finire, Eleonora che portando a spasso il cane fa uscire un “ma perché tutta sta rabbia? Devi prendertela con te, prima di tutto”.
E ripassi tutto nella testa. Fai passare il tempo e i ricordi e le speranze. Passa il tempo. La rabbia c'è, sempre di meno. Sempre di meno. E il sangue continua a scorrere nelle vene, anche con meno rabbia dentro. Si può vivere senza? È una domanda che fa paura. Ma davanti allo specchio, agli occhi di un amico e di un fratello, sai che non sarà un problema. E ci saranno tanti motivi per rimettere in circolo quella rabbia. Goditi il momento in cui non c'è, e goditi lo schizzo di adrenalina quando torna. Impari anche a sfruttarlo. E ti senti grande, adulto tra gli adulti. Passi dal subire alla gestione. Gli occhi brillano, e nella precarietà della situazione hai trovato il gusto di muoverti per far ballare la nave. Come succede, non si sa. È un lavoro che ti dovrebbero pagare. Dovrebbero insegnarlo a scuola, al liceo e all'università, invece nessuno ti prepara. Ma andrai canticchiando per la strada un motivetto di Curtis Mayfield “Hey, you know we're movin' on up/We're a winner”. Al plurale.

It rained for forty days and forty long nights

Mancano circa quaranta giorni al mio primo concorso. "Rock Steady" è la parola d'ordine.

27 maggio 2007

Segni zodiacali

Notte, torno a casa che son quasi le due, e vicino al primo gradino della scala che mi porta a casa c'e' uno scorpione, 4 cm circa di lunghezza, fermo. Gli lascio cadere sopra un biglietto atac accartocciato per vedere se è vivo. Si muove. Io faccio i gradini a tre a tre per arrivare a casa.

25 maggio 2007

Post per soli amici e conoscenti: calciotto.

A sei mesi dall'infortunio che mi ha tenuto lontano dai campi di calciotto, ieri sera un ritorno in grande stile condito da ben due gol. E soprattutto, oggi il ginocchio solo leggermente indolenzito. Son soddisfazioni.

18 maggio 2007

Trieste

Il blog si traferisce per tre notti e due giorni a Trieste, per questa cosa qui, per mettere alla prova il fegato insieme a un po' di amici e per farsi magari anche un bagno.