Visualizzazione post con etichetta futbol. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta futbol. Mostra tutti i post

25 maggio 2007

Post per soli amici e conoscenti: calciotto.

A sei mesi dall'infortunio che mi ha tenuto lontano dai campi di calciotto, ieri sera un ritorno in grande stile condito da ben due gol. E soprattutto, oggi il ginocchio solo leggermente indolenzito. Son soddisfazioni.

23 maggio 2007

Equidistanza

Oggi non vedro' la finale di Champions che oppone Liverpool e Milan. L'istinto antiberlusconiano mi porterebbe a tifare Liverpool, ma cio' contrasterebbe con il trauma del 1984. Per evitare la schizofrenia, faccio altro. Che poi potrebbe capitare di sentire Berlusconi che dice "Abbiamo sconfitto i rossi", e questo sarebbe il colpo di grazia, per me.

14 maggio 2007

Perché Il Manifesto ogni tanto serve

A me il manifesto sta un po' antipatico, ma soprattutto per vicende personali. Lo compro saltuariamente, e lo leggo più o meno a scrocco. Ciò che meno mi piace, del giornale, è l'insopportabile elitarismo della parte culturale e la poca cura giornalistica con cui viene fatto il giornale.
Però ogni tanto proprio l'elitarismo e il fatto che sostanzialmente non c'è nessuno che sia capace di dire "questo pezzo non lo legge nessuno, riscrivilo o cambia argomento" fa sì che siano pubblicate chicche di valore. In questo caso, ci pregiamo di citare un'intervista uscita domenica, di Andrea Satta (del gruppo Tetes de bois a Gianni Mura. La trovate qui, ma solo da domani per tutti.


La più bella di Brel?
La chanson de vieux amantes
Di Ferrè?
Les anarchistes
Di Brassens?
Pauvre Martin
Just Fontaine?
Uno dei miei incubi, mi fece tre goal. Si facevano amichevoli Francia-Resto del mondo al Tour. Io, resto del mondo, Sandro Ciotti capitano mi disse: «marcalo tu quello là», ma era il capocannoniere dei mondiali del '58, e me lo dissero dopo.

05 aprile 2007

Roma, quella giallorossa

Ieri grazie a lui sono andato allo stadio a vedere Roma-Manchester. Bella partita, qualche rimpianto da parte nostra ma alla fine benissimo così. Totti secondo me maluccio, ma è notorio che per quanto mi sforzi, io di calcio non c'ho mai capito nulla.
Altre considerazioni.
Nel settore dove sedevo, distinti sud lato montemario, c'era un po' di tutto. Molte donne, e anche molte donne con i capelli bianchi. Due di queste tra primo e secondo tempo hanno tirato fuori due contenitori d'alluminio con torta di mele già tagliata: ne hanno offerto a tutti i loro vicini, me compreso. La torta era molto buona, per la cronaca. Chissà se l'hanno perquisite all'entrata: io sono entrato tranquillo, avrei potuto portare di tutto.
A fianco a me, da un lato sedeva il barone, personaggio calmo e tranquillo, pochi cori, mani sempre ferme. Ma ogni tanto qualche bestemmia lunga e arzigogolata, soprattutto nei confronti dei giocatori della Roma, e insulti verso i tifosi del Manchester. Dall'altro lato, un ragazzo di 20-23 anni, che non è stato zitto un attimo, insultando tutti, romanisti, arbitri, tifosi della roma, tifosi del manchester, papa, madonna, trinità tutta. L'unico per cui non ha avuto parole di astio, ovviamente, il capitano, Totti. Per lui sempre un incoraggiamento, anche quando sbagliava cose elementari. Il massimo del rimprovero nei suoi confronti è stato: "Ah france', ma che c'hai stasera, che c'e'?", con lo stesso tono con cui mia nonna poteva dire a me: "Ah piccole', ma che c'hai stasera, perché nun magni? che c'hai? dillo a nonna tua".
Io inoltre non sono abituato allo stadio: ci vado molto raramente. Ieri i brividi erano tanti, e Roma Roma Roma in coro è spaventosa. Pero' ci sono altre cose spaventose, che fanno riflettere sul comportamento di massa. Prima dell'inizio, in quella che mi dicono essere una tradizione recente, si canta l'inno nazionale, Fratelli d'Italia. Io penso di non averlo mai cantato dall'età di 16 anni. Pero' ieri, preso alla sprovvista, arrivato trafelato perché in ritardo, ed emozionato dallo spettacolo dell'Olimpico, ho iniziato a cantarlo anch'io: due frasi prima di accorgermi di che cazzo stavo facendo, e di azzittirmi sperando che nessun conoscente mi avesse visto.