27 dicembre 2006

La vita agra

Era metà del regalo per mio fratello. Il quale pero' l'aveva già letto, e mi ha caldamente consigliato di leggerlo (gli è rimasto un Philip K. Dick). Detto, fatto. La vita agra di Luciano Bianciardi è il ritratto del precariato metropolitano. Scritto nel 1961-1962, nella nebbia inquinata di Milano. Rispetto all'oggi, mancano internet e metropolitana. Per il resto c'e' tutto. Davvero bello, in tutti i suoi aspetti.

26 dicembre 2006

Tu hai visto la luce?

E' morto il reverendo Cleophus James.
For the day of the Lord cometh as a thief in the night.

25 dicembre 2006

Ad occhi chiusi

Secondo romanzo di Gianrico Carofiglio. Protagonista l'avvocato Guerrieri. Scritto meglio del primo (meno legalese), anche se continuano a fiorire orpelli a mio giudizio inutili intorno alla storia principale. Si legge bene.

24 dicembre 2006

Le Ali della Sfinge

Un Montalbano di Camilleri. Né più, né meno. Basta, e avanza.

Be my enemy

Ultimo Brookmyre a disposizione. Ora me ne manca solo uno, che pero' deve anora uscire in paperback. Qui il protagonista è il giornalista investigativo Jack Parlabane, insieme a un gruppo di persone chiuse in un castello scozzese. Alcune parti decisamente splatter, ma anche molte risate. L'ultima parte si legge tutta d'un fiato, e non molla la presa fino alla fine.

I diritti fanno male?

Un post molto interessante di Against Monopoly su Windows Vista e il sistema di Digital Rights Management: pare che il nuovo sistema operativo sia stato di proposito reso meno potente per consentire un miglior DRM.

23 dicembre 2006

City of Gods

Via Nero, segnalo City of Gods, bella iniziativa dell'intelligence precaria.
D'altra parte, ieri sera i "compagni" del TG3 hanno mandato in onda un vomitevole servizio sui precari del giornalismo, con due interviste a Roma e in Sicilia, facendo credere che la difesa dei precari sia il vero scopo di questo sciopero.
I giornalisti per gran parte si comportano in modo corporativo, e quindi sono da tutti percepiti come "privilegiati". La reazione tipica è: togliamo loro i privilegi. Imho, il ragionamento andrebbe invertito: i giornalisti hanno diritti che altri non hanno, e allora estendiamoli a tutti, 'sti diritti. Studenti, metalmeccanici, autonomi, contadini, ecc ecc.

22 dicembre 2006

E' Natale, intasiamo le reti

Mentre ai giornalisti veri arrivano regali che fanno sbavare la mia parte piu' nerd, a me arrivano soprattutto email di auguri dagli uffici stampa. Il podio delle cose più brutte per il momento è occupato da (dal bronzo all'oro):
- un video di 7 mega e mezzo con storiella idiota su Babbo Natale e i 3 porcellini;
- una mail con un centinaio di indirizzi in chiaro (e a parimerito, la risposta di uno dei destinatari, che non solo ha lasciato gli indirizzi in chiaro facendo reply to all, ma anche ha lasciato sotto la mail precedente, con tutti gli indirizzi riportati anche nel corpo della mail);
...and the winner is...
- una mail sobria, in arial rosso e blu, con frase di Teresa di Calcutta e auguri per il "Santo Natale": a questi lo scontro di civiltà je fa 'na pippa....

Menzione speciale della giuria: una foto della formazione della Fiorentina con maglia bianca e sovrimpressione artigianale (fucsia) del nome dell'azienda: gli auguri sono solo per il 2007, politically correct.

21 dicembre 2006

E' morto Welby.

Visto che sono in sciopero i maggiori siti di notizie, la notizia che Piergiorgio Welby è morto non circola quanto dovrebbe. Come mi dice Leti, il problema fondamentale è di questo non si parlerà più, visto che non ci sarà piu' nessuno a ricordarcelo.
I Radicali faranno il solito uso mediatico della cosa, assolutamente benemerito ma a pelle fastidioso.
Mentre noi rimarremo a chiederci quando potremo eutanasizzare un centro-sinistra con la Binetti e con Rutelli. Pace all'anima loro.

L'utilità delle religioni

Ora che sta per terminare, pare, segnalo la lunga serie di post di Lia Haramlik sul divorzio islamico di cui sta recitando la parte di protagonista. Estremamente istruttivo, soprattutto sull'inutilità e la dannosità delle religioni, quando interpretate come "collante di clan" (cit. dall'ultimo post, come produzioni identitarie a buon mercato. Da far leggere ai teo-con di ogni religione e latitudine.

18 dicembre 2006

Tra i vicoli di Roma

Raccolta di racconti appena uscita per Giulio Perrone Editore, comprata alla fiera una settimana fa. Un po' deludente. I racconti per gran parte non sono scritti male, ma è la Roma dei turisti e dei fuori sede, non è neanche quella dei miei nonni. Una lapide su un muro di Trastevere. Oleografia, molti luoghi comuni, qualche spunto interessante, nonché un attacco neanche troppo velato ai partigiani autori dell'attentato di via Rasella. IMHO, da lasciare sullo scaffale.

16 dicembre 2006

Brookmyre Reloaded

All Fun and Games Until Somebody Loses an Eye, da tradurre più o meno come "il gioco è bello quando dura poco". Penultimo di Brookmyre. Richiama molto True Lies, il film. Divertente, leggero, meno scozzese e "politico" di altri suoi libri, è estremamente godibile. Porta più o meno verso la conclusione che uno si aspetta, ma lo fa lungo strade verbali complicate e interessanti. Ottimo sotto l'ombrellone.
Meridiano Zero, la casa editrice che lo traduce per noi italiani, ha in preparazione The Sacred Art of Stealing, che forse e' il miglior suo libro letto finora. Nei prossimi giorni, mi aspetta Be My Enemy.

Di ritorno da Trieste

Trieste, sembra che sia una bella città. Ho conosciuto un po' di gente interessante, tra cui Qwerty e un ex-spazzacamino. C'è il mare, che e' sempre un piacere, e giovedi mattina sul mare si vedevano le Dolomiti innevate, bellissime. Molte bici e molto vino.
Ho letto molto, e le ultime ore di viaggio, da Mestre, son state vissute in una sensazione di straniamento: musica dell'ipod, un bel romanzo che uscirà a febbraio in italiano che sposta continuamente registri, personaggi e luoghi, un treno che viaggia nel buio, 4 lingue diverse dei passeggeri intorno, il cellulare che ogni tanto ti dice benvenuto in Slovenia o in Croazia. Rumiz e Capossela erano probabilmente i numi tutelari.
Mi hanno anticipato un invito per giugno da quelle parti, e sembra che un'amica si trasferirà lì a breve. Ci si torna.

La misura del mondo

E' un breve romanzo scientifico-filosofico di Daniel Kehlmann. Parla di Gauss e di Alexander von Humboldt. Mediamente, è noioso. Alcuni dialoghi sono più divertenti. Di scienza c'e' poco, di filosofia pure, ma c'e' lo zeitgeist della fine del Settecento. Vite molto interessanti, raccontate con scenette romanzate e dialoghi brevi. Non vale i 15 euro, secondo me, e non capisco come sia possibile che sia stato acclamato come un capolavoro.

13 dicembre 2006

Trieste e non solo

In partenza verso l'estremo nord-est, destinazione SISSA. Lavoro ma non solo. Il solito problema di quanti libri portarsi, con buona proporzione lavoro/non lavoro. Per ora il Brookmyre che sto leggendo (All is fun and games...) e le bozze di un Instar Libri che uscirà a febbraio: l'ho recuperato alla fiera dei piccoli e medi editori, di cui molti blog hanno parlato in settimana. Tra un califano, un veltroni e un baricco (che ha dato buca), anche cose molto interessanti, dai soliti noti. Qualche faccia nuova, persone che da email diventano carne e ossa, e qualche libro a prezzo molto scontato. Per gli amatori, Eleuthera ha ancora qualche Vonnegut nella prima edizione, quella grigia. Ora lo sta per ristampare Feltrinelli, e quindi quelle son le ultime copie.

12 dicembre 2006

Piazza fontina

Al TG2, stasera, la giornalista che ha fatto il servizio ha detto "tredici dicembre".
Provare per credere: sul sito www.rai.it c'e' il tg2 (forse poi lo tolgono?). Al minuto 11.02, parlando poi degli "sfiduciati" parenti delle vittime.

Pensionato Rai

Biagi torna in Rai. Ok, e' finita la rai berlusconiana, il regime, ecc ecc. Ma ha 86 anni, per dio. Dategli tregua, o volete l'infarto in diretta? Davvero non c'e' nessuno piu' giovane da metterci al posto suo? Perché non Luttazzi? Perché non Ferrazza?
Poi tocca dare ragione a Scalfarotto, perfino a Sofri jr... e non è bello.

11 dicembre 2006

segnalazione

Con colpevole ritardo, e grazie a lui, segnalo questo post di Mucho Maas

Serata a fasi alterne

Prima la buona notizia della morte di Pinochet, ma poi un derby finito malissimo, e un film imbarazzante, In viaggio con Evie.

07 dicembre 2006

Sconsiglio per gli acquisti di natale

Non vi fate ingannare dal prezzo e dal numero di pagine: l'Elogio della Bicicletta di Ivan Illich non vale assolutamente la pena.

04 dicembre 2006

fuori dal mondo

Tre giorni in campagna. La tv c'e' ma l'ho usata solo per i risultati del calcio e un tg. Dunque apprendo solo al ritorno che Pinochet sta più di là che di qua. Con un po' di cattivo gusto, si alzerà un calice. In questi casi si spera che ci sia un aldilà, dove venga punito anche per averci esportato (con l'esilio) gli Inti Illimani.

L'esser fuori dalla città ha anche permesso di evitare le orride truppe berlusconiane. Purtroppo il Tevere è rimasto negli argini, e non son caduti fulmini. Qui una delle cose piu' intelligenti scritte sulla manifestazione.

p.s.
a proposito del cile, si consiglia l'ascolto di questo pezzo.

01 dicembre 2006

informazione di servizio

*Plin plon*
Agli occasionali conoscenti che passano di qua: sto andando in campagna, torno lunedì in giornata. La connessione internet sarà rara e traballante (forse via bluetooth, o internet point. Ergo, contatti tramite cellulare.
*Plin plon*

p.s.
ho portato con me tre western di Sergio Leone. Se sparo a qualcuno durante il weekend, e' perche' non mi torna il conto.

oh.my.god

Luca Volonté dell'UDC dichiara ai media che Oviesse è uno strumento per introdurre il relativismo culturale e sradicare l'identità cristiana e cattolica dall'Italia.
Quando avro' finito di ridere, mando una mail a Volonté, facendogli presente l'esistenza di un comploto pluto-giudeo-massonico contro l'identità cattolica italiana. A questo punto, mi sembra evidente: da Oviesse ormai vendono solo cappucci neri e candelabri a sette braccia. Mica palle colorate e stelle comete....

p.s.
oggi è la giornata mondiale contro l'AIDS. Ma i rapporti tra Stato e Chiesa, sono protetti?

30 novembre 2006

traduzioni - blog di servizio

Ieri sera, rivedo la prima puntata del telefilm dr.House. Distrattamente, leggendo nel frattempo un librone di Dawkins. L'attenzione pero' viene stuzzicata quando
1- viene citato il filosofo "Ieger" (così viene pronunciato) che dice "non sempre puoi avere quello che vuoi".
2- vengono citati "Tuskeghe e Mengele" (cosi' pronunciati) facendoli passare per medici nazisti.

Per chi avesse visto quel telefilm:

- "Ieger" è in realtà Mick Jagger, e "You can't always get what you want" è una splendida canzone dei Rolling Stones.

- "Tuskeghe" non è un medico nazista, ma Tuskegee (taskaghii), un paese dell'Alabama dove fu condotto uno studio atroce sulla popolazione nera e l'infezione da sifilide: i maschi neri infetti non venivano curati e si guardava cosa succedeva. Ciò avvenne dal 1932 al 1972: dal 1947 era disponibile la penicillina per il trattamento della sifilide, che non venne però somministrata ai pazienti. Lo studio venne interrotto solo perché ci fu una fuga di notizie. E' considerato uno dei punti di svolta nella storia dell'etica medica.

Copyright del cazzo

Dal blog di un avvocato che si occupa di proprietà intellettuale apprendo che un pisello finto può essere coperto da copyright. La storia:
Un tipo produce cazzi finti modellati su modelli famosi. Dà licenza di vendita a uno, che continua a distribuirli anche dopo la fine della licenza. Il produttore fa causa. L'altro si difende, sostenendo che un pisello finto non ha un'intrinseca utilità funzionale, e quindi non può essere coperto da copyright. Secondo il distributore, infatti, i cazzi finti sono oggetti da collezione, da mettere in salotto sul caminetto per farli vedere agli amici, e basta.
Il giudice (una donna, parrebbe) tuttavia prende in mano la confezione e fa notare che c'e' chiaramente scritto: "resistente alla lavastoviglie" e "compatibile con diversi tipi di lubrificanti". Ciò fa quindi pensare a un uso che non sia solo quello espositivo da collezione, ma che sia esplicitamente previsto un uso sessuale. Inoltre, le loro caratteristiche estetiche - per quanto artistiche - sono pensate per essere eccitanti, e dunque non si può separare l'estetica dal suo possibile utilizzo pratico.
A favore del distributore, tuttavia, il giudice ha sottolineato che le leggere differenze (colore e dimensione) rispetto ai modelli originali (i piselli veri, oggetto di imitazione) non erano abbastanza per rendere originali i piselli finti e quindi per proteggerli con il copyright.

via Against Monopoly

29 novembre 2006

Quite ugly one morning

E' il primo romanzo di Brookmyre, che grazie all'usato di amazon mi son procurato per pochi euri. Ne valeva la pena, decisamente. Ritmo serrato, il declino etico-sociale della fine del thatcherismo come bersaglio, trama ben congegnata. E' stato tradotto in italiano con il titolo "un mattino da cani".

Il mondo di Quark

Volete conoscere la misteriosa vita sessuale delle anaconde?
Sapevatelo, su RadioDD con la Selecta #7.
(e alza quel volume...)

28 novembre 2006

internet è per scemi?

E' un interrogativo che si pone Leonardo (vedi post precedente). Non lo so, pero' direi che alcuni lo pensano, e quindi scrivono articoli che dicono:
l'età media delle pazienti è fra i 26 e i 45 anni
oppure
interventi che si fanno in day hospital con una leggera anestesia e durano dalle 4 alle 8 ore.

Discussioni interessanti

Su Macchianera e sul suo blog, Leonardo fa discutere di fumo (e di arrosto) nella scienza. Filippo Facci dimostra di essere un pessimo discussant, per le cose che dice e per come le dice. La discussione in generale dimostra che leggere articoli scientifici non vuol dire automaticamente comprendere l'impresa scientifica (almeno nelle sue linee generali).

Mafe invece parla delle esperienze di una donna che cresce in questa società. E lo fa con magnifico distacco, come se fossero le istruzioni della lavatrice. Serve anche questo: lo schifo della normalità colpisce di più.

E io? Io ho fatto su e giù da Bologna, che era in una nebbia fascinosa che sapeva di castagne e di brodo (che volete, qui a Roma non si dà...), e ascolto De André.

25 novembre 2006

Hybris giornalistica





Rivoluzionari di tutto il mondo, unitevi.

24 novembre 2006

la TV dell'immobilità

La temporanea difficoltà deambulatoria mi ha portato a molta TV. Ho scoperto che Crozza fa una cosa interessante e discretamente comica. E ho scoperto, con colpevole ritardo, My Name is Earl, un telefilm che va in onda su Italia Uno dopo le 23.30.
Sottoproletariato americano, karma da due soldi. Che, tanto per dire, nella puntata andata in onda ieri sera, i due protagonisti attaccano a cantare questa canzoncina (e io con loro):
"Look at what's happened to me/I can't believe it myself..."
Immagino che sia questo sfondo culturale comune che me lo fa piacere. E per questo non possiamo non dirci americani? Altro che radici cristiane dell'occidente...
Poi stamattina una mail mi segnala questo. L'ultima biforcazione che ha portato a quel video, è questa.

p.s.
sto iniziando ad amare Youtube...

23 novembre 2006

ISS pro

Via Sviluppina, anche i calciatori hanno un cervello (a parte Totti, ma ci piace così).

Vauro legge Mauro

Ieri scrivevo questo post.
Oggi Vauro sul Manifesto pubblica questa vignetta:

22 novembre 2006

Beati

Con Raimo ci conosciamo dai primi anni di università, me lo ricordo nel 1994 prima delle elezioni girare con una spilla del GS sul bavero del cappotto: mossa antiberlusconiana, proprietario (all'epoca) della Standa. Ne ho seguito l'evoluzione di scrittore, mi ha fatto scoprire David Foster Wallace, è l'unica persona che conosco che abbia preso parte alle prime "derive psicogeografiche" lutherblissettiane, abbiam parlato di Coupland e di Coe e di tanti altri.
E' quindi con molto piacere che linko questo pezzo da Liberazione.

...beati i rumeni morti sul colpo scivolando dal tetto alle 14 e 30 del primo giorno di lavoro mentre stavano operando in un capannone da mettere in sicurezza nella frazione dei Quercioli a Massa, che sarebbero rimasti a lavorare nella provincia apuana per circa due anni, per mandare soldi alla famiglia, moglie e tre figli, moglie e figli ancora in attesa dei risultati dell’inchiesta della magistratura.

Gioco all'alba

Il mio primo Schnitzler, regalo di compleanno. Racconto lungo di illusione e vendetta. Un breve capolavoro.

Il caffé del bar

La forzata immobilità impedisce di adempiere al rito pluriquotidiano dell'espresso al bar. Quindi, ci si riduce a discuterne con blogstar del calibro di sir Squonk e herr Herzog.
Da queste parti, si è convinti che il caffé possa essere - e sia al di sotto di certe latitudini - esperienza sincronica, eminemente relazionale, molteplicità orizzontale.

c'e' sempre qualcosa da imparare

Pare che i preservativi fossero utilizzati già qualche millennio prima di Cristo. Ora due millenni dopo Cristo, un papa chiede un dossier sul preservativo. Pare che il foglietto di istruzioni non fosse sufficiente.

20 novembre 2006

Da questa parte del mare

Grande disco di Gian Maria Testa. Dedicato alle migrazioni, porta alla mente il miglior Fossati e in un paio di pezzi almeno, anche l'immenso De André.

19 novembre 2006

Nessuna cortesia all'uscita

Terzo romanzo dell'Alligatore, di Massimo Carlotto. Letto ieri sera tra le undici e le tre: mafia del Brenta e la disgregazione del microcosmo della criminalità organizzata veneta. A tratti moralista, ma offre scorci di realtà dietro gli articoli di giornale. Imho, to be read.

18 novembre 2006

Spese di spedizione

Ho comprato tre libri di brookmyre che mi mancavano (il quarto assente c'è solo in hardback: aspettero'), su amazon.co.uk. Tutti e tre usati, per cifre irrisorie comprese tra 0.54 e 1.67 pounds. Ognuno di essi porta 3.94 pounds di spese di spedizione (per un totale di circa 23 euro), visto che ognuno di essi viene da una libreria diversa. Su Ibs se ne trova uno solo di quelli che cercavo, e solo nuovo: circa 11 euro di libro, più 3 e mezzo di spedizione.

One Fine Day in the Middle of the Night

Altro libro di Christopher Brookmyre, al momento uno dei miei autori preferiti. Tradotto come "Scusate il Disturbo". Elementi tipici: comicità, satira sociale, plot intricato, Scottish scenario. IMHO, da leggere.

La prima volta

Dopo vari incidenti a caviglie, mani e polsi, e' arrivato il momento del ginocchio. Nulla di grave, ma essere costretti all'immobilità la sera prima di un convegno per cui hai lavorato dieci giorni, e dove il tuo nome era a fianco di quello di Evelyn Fox Keller e di Michel Morange, fa schizzare verso l'alto il quoziente bestemmia.

16 novembre 2006

Note concidenze a pedali

In bici per garbatella, tornando a casa alle due di notte. Camionetta della polizia che mi si mette dietro, la strada e' stretta. Sta li' per tutta la durata della canzone, e anche per l'inizio di quella dopo. Lo shuffle mandava, nell'ordine: Police on My back, dei Clash, e Police on my back, nella versione Asian Dub Foundation/Zebda.

15 novembre 2006

Ministro della comunicazione

Ora, qualcuno riesce a spiegarmi perche' Padoa Schioppa e Mussi si debbano parlare con lettere sul corriere della sera, piuttosto che farsi una telefonata?
Il prossimo passo qual è, una tenzone in rima a piazza del popolo? un duello all'alba al gianicolo?
Ma chi gli fa le strategie comunicative a questo governo, Funari?

La smorfia dei treni

Si legge sui giornali la notizia che trenitalia sia sull'orlo del fallimento.
Peccato, perche' sui treni che ho preso negli ultimi mesi (su e giu' tra roma e bologna, ma anche roba da pendolari tipo roma-cassino) davvero non avevo recriminazioni da fare, a parte qualche minuto di ritardo. Mi rimane comunque un dubbio: la numerazione dei posti. C'e' un segreto motivo cabalistico che spiega perche' il 31 sia vicino al 33 ma al fianco del 32 ci sia il 38?
36 34 38 32
35 37 33 31

12 novembre 2006

Con le peggiori intenzioni

il fenomeno editoriale italiano del 2005. Inizia anche benino, scritto in maniera accattivante, woody allen e philip roth piu' un cecio della commedia all'italiana, gassman e sordi. Poi sbraca in maniera indecente. le ultime 100 pagine (su trecento) si leggono per dovere pensando "che palle".
Sembra fatto apposta per rivalutare Baricco.

11 novembre 2006

Legna per l'inverno

In questi giorni si va a riempir la legnaia per l'inverno. E non è solo una metafora.
La colonna sonora è varia: Liscia e Piatta di Loy & Altomare, Science Fiction/Double Feature, Billy 1 di Dylan, e quindi Time of your life dei Green Day.

08 novembre 2006

Esordi

Prima lezione di un master, prima amichevole di stagione.

Ottimismo internazionalista

Abbiamo perso il Molise, ma abbiamo conquistato il Montana.

07 novembre 2006

Microfisica del disagio

entrare nella metro e mettersi a leggere un libro dal titolo "Il Fascismo Razionale".

06 novembre 2006

Il Re di Girgenti

Camilleri, affabulazione, storia e narrazione. Mescoli il tutto e viene fuori la rivoluzione di Girgenti (aka Montelusa), dove un viddrano diventa re, legge le stelle, fabbrica acquiloni, e incide le leggi su un albero.

The Departed

Scorsese minore, molto manieristico, con qualche autocitazione. Jack Nicholson regge il film da solo, un paio di sue facce valgono il biglietto. Insomma, in due ore e mezza anche all'ultimo spettacolo non ci si addormenta, però non è certo un capolavoro. Manca anche la capacità di Scorsese di fare dei "quadri" con la macchina da presa. Effettacci splatter, altri effetti di montaggio che non aggiungono molto, storia complicata il giusto, tra talpe e informatori che si cambiano di posto, che nella seconda parte si smoscia un po'. Alla fine, la sufficienza la prende (stiracchiata), non foss'altro per il grande mestiere che c'e' dietro.

04 novembre 2006

Delusioni

Sempre a proposito di credenze:


(da wulffmorgenthaler)

02 novembre 2006

Espatriare il Vaticano

Vediamo se ora - dopo ciò che è successo in Turchia - qualcuno in Italia decide di far presente che la Repubblica non c'entra nulla con quel regno teocratico che occupa un quartiere di Roma.
Tra l'altro, spostare il Vaticano da qualche altra parte (Capraia, Ponza, Polonia, Siberia) sarebbe una grandissima occasione di rilancio dell'economia italiana: i palazzinari romani si fregano le mani solo all'idea....

01 novembre 2006

Ognuno di noi è un dio che si tocca e si vede/2

La discussione su mente e anima continua dalle parti del blog di un professore liceale.

31 ottobre 2006

Ognuno di noi è un dio che si tocca e si vede

La settimana scorsa, per tre giorni, sono stato a Sora per una scuola di storia e filosofia delle scienze della vita. E' il lavoro che faccio, per quanto strano possa sembrare.
L'ultimo giorno si è discusso molto di religione, perche' uno dei relatori (biologo e cattolico fervente) sosteneva la necessità di un dialogo tra scienza e teologia, dialogo reciproco, di cui entrambe si potessero giovare. Giustamente, gli è stato fatto notare che di fronte a frasi che contengono Dio, o concetti ad essi legati, la scienza non ha nulla da fare. Cioe', ne prende atto, ma non gli cambia nulla. Così come al dogma un risultato scientifico gli fa un proverbiale baffo. Dunque, di che dialogo si tratta? Tra sordi? O tra una volontà di dominio (il dogma, universale ed immutabile) incompatibile con l'esercizio di una razionalità dubitativa che non può apprezzare il dogma? E come faccio a parlare con uno che mi dice - e non può cambiare opinione - che lo zigote è una persona/individuo, nonostante non sia capace di specificare di quale delle sei-otto persone che da quello zigote possono uscire stia parlando?

Questioni tra filosofi, ma vive anche nella società. Stamattina ho infatti letto Malvino che scrive una lettera al Foglio per aver pubblicato sabato uno scritto agghiacciante sulle ricerche neurobiologiche sulla coscienza: roba che se potessero questi teo-cons (ma cons leggetelo alla francese) manderebbero al rogo almeno un paio di premi nobel.

Ma d'altra parte c'e' anche chi invita a una visione tomista sulla questione. In realtà, da credente fa una domanda ai suoi correligionari, e cerca di salvare capra e cavoli. Ma la sua risposta, secondo me, non fa che portare argomenti a favore della non necessità di un dio, e la massimo pone la necessità della psicologia).

E per finire, sul Manifesto di oggi Franco Carlini sbeffeggia un po' l'arcivescovo genovese che non è voluto andare al Festival della Scienza, dichiarando (in spregio a millenni di sacri festeggiamenti) che "la fede non ha bisogno di festival.

Questa la conclusione dell'articolo di Carlini (da domani on line integralmente):

Oggi riemergono le offese mai digerite,Voltaire e Darwin, e si rialzano gli steccati con la modernità in nome di verità che autorità autoreferenziali dichiarano indiscutibili. Non ci si stupirà se di fronte a una tale pretesa così manifestamente irrazionale e irruente, scienziati di vaglia come il filosofo Daniel Dennet e il biologo Richard Dawkins abbiano pubblicato libri infuocati in nome dell'«ateismo» (che in America è termine più tecnico e meno connotato che da noi) per esempio scrivendo: «Io attacco Dio, tutti gli dei, qualsiasi cosa di soprannaturale, dovunque e ogni volta che sia inventata» (La delusione di Dio, di Richard Dawkins).

p.s. Il titolo del post viene da una canzone di Alessio Lega, il quale ha appena pubblicato un ottimo disco, con un titolo molto bello ripreso da uno slogan del maggio francese: Sotto il pave' la spiaggia

30 ottobre 2006

A big boy did it and ran away

Altro romanzo di Christopher Brookmyre. Conserva le caratteristiche di quelli che avevo già letto: fa ridere dall'inizio alla fine, c'è il thrilling di un thriller ben costruito, satira dell'Inghilterra e della middle class inglese. Co-protagonista è la detective Angelique de Xavia (aka Angel X), anche se non è al centro della storia.
E' stato anche tradotto, con il nome Real Life, ed è pieno di riferimenti ai videogames tridimensionali FPS (first-person shooter), tipo Doom. Consigliato, anche se ogni tanto sbrodola un po'.

p.s. Nello scrivere questo post, cerco su Google i miei post precedenti che parlano di Brookmyre: Google non li trova, eppure esistono.

p.p.s. Il sito di Brookmyre è molto semplice. Ma le pagine dedicate ai libri sono divertenti: ci sono anche le recensioni negative, e qualche commentino dell'autore.

25 ottobre 2006

No, grazie.

CdV, 11:32
PAPA: DIO E' DIO DI TUTTI

Sarà pure di tutti, caro Ratzi, però decidi solo te qual è il modo giusto di adorarlo, quali idoli usare e quale sia il modo più giusto di far soffrire le persone - soprattutto le donne (vedi quest'altra notizia, che mi ha rovinato la mattinata).

"Gesu' offre la salvezza a tutti senza distinzione".


Declino gentilmente l'offerta, almeno finché sarò capace di intendere e di volere. E questa volontà di integrazione, l'anelito universalista, che fa di queste religioni uno strumento necessariamente estraneo alle sedi politiche. Non puoi discutere di servizi sociali con qualcuno che pensa di avere non solo ragione, ma anche una verità rivelata ed immutabile (per giunta decisa da uno che non ha famiglia, non ha mai fatto sesso, e che magari quando ha scritto una bolla aveva digerito male i peperoni del giorno prima).

24 ottobre 2006

Parole sante

Dal Manifesto, Alessandro Robecchi scrive cose condivisibili sul match Santanché vs Imam-di-Segrate.

Prima che la faccenda degeneri nel solito delirio teocon dello scontro di civiltà avvolto nella solita paccottiglia tanto di moda, è bene riportare le cose alle loro reali dimensioni. Il dibattito sul velo non è una cosa nuova in Europa, se ne è discusso in Francia per decenni e, oserei dire, a livelli un pochino più alti. Dunque i casi sono due: o la cosa è irrilevante e allora la Santanché va benissimo, oppure si tratta di un ampio dibattito culturale. In questo caso meritiamo tutti qualcosa di meno superficiale o, se volete, di meno isterico. Anche i teorici di un ipotetico scontro di civiltà dovrebbero pensarci: nel caso allo scontro di civiltà ci mandi la Santanché? Vuoi proprio perderlo, allora!
Mi sembra che possa bastare: da un dibattito televisivo piuttosto innocuo e noiosetto, ecco che vien fuori il solito polverone allarmista, dato che alimentare la paura pare l'idea fissa del momento. La nostra solidarietà va dunque a tutti: alla Santanché a cui speriamo nessuno faccia mai del male, e all'imam di Segrate che per un «ignorante» si sente dare del mandante di omicidio. Ultima postilla: a esser realisti c'è pure il caso che dio non esista. E allora pensate a quanto tempo buttato.

23 ottobre 2006

Settimane corte

La scorsa settimana lavorativa si è chiusa il giovedì: alle 21 un aereo mi ha portato a Barcellona. Un matrimonio tradizionale di mantillas e kilt scozzesi in quel di Altafulla, pochi km a nord di Tarragona. La cerimonia in un castello splendido (il castello di Tamarit), dove si scopre che per gli spagnoli cattolici dio è todo poderoso, praticamente il nome di un supereroe (e in Italia, sarebbe diventato immediatamente toro poderoso).
E poi un sacco di roba da mangiare, scozzesi sbronzi e strafatti senza darlo minimamente a vedere, l'unico francese in sala che diventa molesto, spagnoli che ballano al ritmo di musicaccia. E però domenica mattina l'ultimo bagno della stagione, a La Mora.
Barcellona è città che attira. C'e' il mare lì dietro, una città che funziona, dove molti vanno in bici e ci sono pure un po' di piste ciclabili. E poi si mangia bene, e costa poco meno di Roma. Hanno due lingue, che non è male. Esistono quartieri vecchi che stanno diventando nuovi, ma anche quelli non vecchi né nuovi sembrano vivibili.

Insomma, la settimana è stata corta. Anche questa che viene sarà corta: da giovedi ci si muove (bici + treno, si spera) verso Sora, che pare essere diventata l'ombelico filosofico italiano. Dopo circa tre giorni di chiacchiere darwiniane, la domenica si spera di poter fare questa, tempo permettendo.

19 ottobre 2006

Sorprese

Dalla prima metà degli anni Novanta, sbuca dalle fogne di internet John Zorn alla fermata del 23.

17 ottobre 2006

London Calling

Vedendo un po' delle immagini mandate al TG (ho visto solo raidue, per motivi di tempo) e su repubblica.it, sembra quasi che i giornalisti avessero come modello Londra e gli attentati del 7 luglio scorso. E che in fondo sia loro dispiaciuto che fosse morta solo una ragazza (piu' o meno la mia età e il mio lavoro), che non ci fossero immagini molto truculente e a loro modo efficaci come quelle londinesi (ma questa forse è solo una mia deformazione).
Che poi, ogni giorno ci sono più di tre morti sul lavoro, e qualche decina per incidenti stradali (o anche tutti e due: immagini truculente ed efficaci, le troverebbero, eccome. E sono queste vittime, così come la ragazza della metro di oggi, che spesso meriterebbero i funerali di stato e le medaglie d'oro, non i mercenari italiani in giro per il mondo.

16 ottobre 2006

Zio Bill

Era da tempo che non capitava: passare giornate intere a cercare di far funzionare decentemente un computer partendo da zero installandoci sopra XP.
Tutto quel che è capitato dimostra la mancanza di determinismo nelle macchine. Al momento sto ancora cercando di installare il service pack due. mentre finestre di browser si aprono a tradimento per un virus che appare ineliminabile a meno di usare un filtro di cuore di drago ed estratto di belladonna raccolta sotto l'ultima luna nuova d'inverno.

13 ottobre 2006

rovesciare il mondo, o almeno repubblica.it

al momento sul sito di repubblica.it vi sono le seguenti notizie in colonna centrale, nell'ordine:
-Nobel a Yunus
-Festival del cinema (e la Kidman che parla dello spogliarsi sul set)
-Prodi che si genuflette dal inquisitore BenXVI
-Ordine d'arresto per Chinaglia e altri neofascisti laziali
-L'UDC che improvvisamente si ricorda che Mediaset non e' l'opposizione al governo Prodi.
-L'innalzamento dell'obbligo scolastico aumenterà gli studenti (ma dai!? ndr)
-In Iraq hanno decapitato un prete ortodosso
-I blogger sono creativi e intimisti
-Il voto Onu sulla Corea del Nord slitta a domani
-A Firenze hanno seccato un giovane senegalese per strada
-Saviano è sotto scorta per il suo libro sulla Camorra
-Trovate le foto su cui lavorava la Politkovskaya
-E' morto Gillo Pontecorvo

Nel mio giornale personale, l'ordine sarebbe stato un bel po' diverso, quasi l'opposto.
E magari avrebbe trovato spazio questa notizia.

12 ottobre 2006

La realtà e la letteratura

La cosa più sensata cha abbia letto sulle violenze sessuali a Roma (in attesa di un'analisi che dica che il problema non è di luci e vetrine, ma di cultura di gran parte di noi maschietti).

p.s.
se avete letto cose piu' interessanti, segnalate pure

10 ottobre 2006

Woody Allen strikes back

Scoop è un film di Woody Allen. Non serve dire molto altro, se non che Scarlett Johansonn è quasi perfetta nella parte (ma il doppiaggio forse aiuta).

p.s. Leonardo argomenta meglio, e da queste parti si è d'accordo con quanto dice.

09 ottobre 2006

Il Passato e' una terra straniera

Ancora Gianrico Carofiglio. Rispetto alla lettura precedente, il respiro è più ampio. Noir ma anche una sorta di "romanzo di formazione", discesa verso il buio. Non vi sono le parti tecnico-giuridiche dell'altro, e la lettura va più spedita. Forse qualche sfumatura in più avrebbe reso il tutto meno prevedibile.
Leggere, leggere.

06 ottobre 2006

Risposte ai miei lettori (aka Google)

E' arrivato il momento anche per me: discutere le chiavi di ricerca che alcuni sfortunati navigatori usano su google, venendo dirottati da queste parti.

- "la storia siamo" noi guccini: Guccini non ha mai cantato quella canzone, almeno a mia conoscenza. E' di De Gregori, capito? De gregori, non è difficile.

- amato: un po' generico, non trovi? su, applicati un po' di piu'...

- flavio animatori calabresi dei campeggi: non sono mai stato in campeggio in Calabria, conosco almeno tre Flavio, nessuno e' calabrese, nessuno è animatore di campeggio. Che vuoi da me? (e su una chiave di ricerca come questa, ci sarebbe da scrivere. Secondo me era una tipa che cercava foto e info sull'animatore che per quella settimana aveva scelto lei come passatempo serale. Banale, lo so, ma altamente probabile. Flavio, mi raccomando, niente foto sul web).

- milano mancata capitale: per fortuna.

- ricambi ciao: grazie! grazie, davvero: grazie a te ho scoperto che il Ciao viene ancora prodotto.

- sestola gnocco fritto: ne trovi quanto vuoi, di gnocco fritto a Sestola. Ma non ho consigli da darti. Pero' al Castello di Serravalle (in ValSamoggia, 47 km da Sestola)ancora questo weekend ci sarà la sagra del gnocco fritto, con tentativo di record: il gnocco fritto più lungo del mondo.

Fusi orari

Oggi sciopero dei mezzi pubblici in tutta Italia. Garantite solo le fasce protette per lavoratori e pendolari.
A Milano, nel pomeriggio la fascia protetta è dalle 15 alle 18.
A Roma e A Napoli, è dalle 17 alle 20.
Vuol dire qualcosa?

Secondo me è pensato in funzione di qualcuno che da Milano deve tornare a Roma: alle 15 esce da casa/ufficio, alle 15.30 prende un eurostar per roma, arriva alle 20, prende l'ultima metro e arriva a casa. ritardi trenitalia permettendo.

05 ottobre 2006

parole parole parole

Ci son giorni che il lavoro mi lascia tempi brevi e intermittenti per scrivere di altro. E capita che questo non succeda solo a me. Capita poi che uno scambio di mail su un testo di francesco guccini diventi un po' piu' lungo, e che la mia corrispondente ritenga utile - per tutti voi internauti - pubblicarlo. Se questo poi dovesse davvero servire, a voi che ascoltate solo astropop o ironica-elettronica, a farvi ascoltare e/o leggere un paio di pezzi di guccini, allora una minima utilità vi sarà stata.

03 ottobre 2006

NuovoMondo, il film

Scrivo questo post mentre ascolto un'intervista al regista del film, Crialese, su Radio Città del Capo.
Non ho visto il suo precedente, e acclamatissimo, "Respiro". La storia è quella di una famiglia siciliana che decide di emigrare in America, e di una donna ricca americana (Charlotte Gainsbourg) che torna in America, senza storia, insieme agli straccioni siciliani.
Il film ha alcune cose bellissime e funzionano benissimo. Gli attori, e alcune scene di bellezza travolgente (la partenza della nave, le scene di viaggio nell'oceano). Pero' poi il film sembra non finito, la terza parte diventa una serie di scenette simboliche, e quella che il regista ha appena definito apertura del finale, a me è sembrata un'assenza di risoluzione. Un film irrisolto, alla fine.
Poi Crialese in radio ha detto un paio di cose un po' superficiali sul rapporto degli USA con le modalità di gestione dell'immigrazione dell'epoca: ormai gli storici che hanno lavorato sull'argomento sono tanti, e hanno tranquillamente mostrato (e anche molto più duramente del film di Crialese) la brutalità classista e razzista insita nelle procedure selettive di Ellis Island.
Poi, due dettagli tecnici decisamente migliorabili che mi hanno colpito: un fiume di latte fatto male (acqua bianca, densità completamente diversa, colori diversi) e l'assenza di movimento in gran parte delle scene all'aperto sul transatlantico.
Come ho già detto pero', altre cose sono veramente da applauso, per esempio l'uso dell'immaginario simbolico e la grande recitazione degli attori (il muto, per esempio). E quindi, imho, vale la pena vederlo.

02 ottobre 2006

Me lo compri papa'?

Nella finanziaria 2007, pare venga introdotto un divieto alla vendita di alcolici per i minorenni. Che essendo minorenni, non guidano. E non si vanno a schiantare in auto, o non tirano sotto pedoni. A che pro questo divieto? Solito paternalismo all'italiana? Ennesima imitazione dell'america puritana?
Ma tanto questi pensano anche che le canne i gggiovani non se le fanno e che chi si fa una canna finisce all'eroina, senza passare dal via.

Colonna sonora: il catechista che votava Pannella, gli amici del campetto passati dalle Marlboro direttamente all’eroina alla faccia delle droghe leggere (Offlaga Disco Pax, Robespierre)

Springsteen a Bologna

"Mixed feelings" al termine del concerto. Non sono un grande sostenitore di Springsteen: mi piace abbastanza, soprattutto le cose vecchie, e conosco un po' le cose piu' recenti. Questo show riprende piu' o meno solo cose dell'ultimo album con qualche canzone piu' antica rivista in chiave country-folk.
Insomma, diverso da come mi sarei aspettato, ma innegabilmente un concerto divertente dove si salta e si balla. Pero' forse e' proprio questo il limite: divertente, e poco più. Un concerto piacione, teso a far divertire: ci riesce benissimo, ma non emoziona chi non e' gia' disposto per passione antica.
E neanche un bis, dopo due ore e un quarto di ottima musica e una band di 19 persone con grande presenza scenica, vestiti da orchestrina country anni Trenta, con 4 fiati (anche il bassotuba!), banjo, fisarmonica e un sacco di altra roba.
IMHO, sufficienza piena, vale probabilmente il costo del biglietto, ma non entra sotto pelle.

28 settembre 2006

Onorevole Amato, ma che cazzo dici?

Ora, io vi ho votato, anche se senza riporre troppe speranze. Ma quante volte toccherà rimpiangere questo voto?

Oggi per esempio, uno legge i giornali, e trova Giuliano Amato ministro dell'Interno che apre la bocca e parla come Calderoli, e dichiara che i CPT, amene prigioni per stranieri:

Sono essenziali per individuare i criminali e chi porta malattie.

Shortlist

Dalla managing editor delle guide Schmap, mi giunge la notizia che una mia foto oxoniense - miracolo dei tag flickeriani - potrebbe finire sulla corrispondente pubblicazione (solo elettronica: l'Amazzonia ringrazia).
Quindi quando i 25 lettori di questo blog andranno a Oxford, potrebbero essere accompagnati da una mia foto. Tra l'altro, fossi in loro ne sceglierei un'altra, tra le mie...

27 settembre 2006

Selezione naturale

In questo momento, la nuvola di zampirone proveniente dalla stanza della mia collega mi avvolge. E una zanzara tigre mi gira intorno.

26 settembre 2006

Consigli per l'ascolto

Ancora state ascoltando i Nouvelle Vague??? Forse perche' non avete mai sentito le Puppini Sisters...

25 settembre 2006

Gianni Mura

I pochi lettori di questo blog lo sanno: da queste parti il quotidiano che si compra più spesso è Repubblica. Questo, nonostante il vistoso calo qualitativo. Fra i motivi che mi spingono ancora a comprarlo, è la presenza di alcune firme. Gianni Mura è tra questi, soprattutto per la rubrica domenicale "Sette giorni di cattivi pensieri". E ieri, a proposito di partite di riso GM entrate illegalmente in Italia, ha chiuso meravigliosa, IMHO:
Libera, NAS, a malo.

Migrazioni

Alfa e Tony si trasferiscono a Londra (da Roma). Branwen e Johnny si trasferiscono a Londra (da Oxford). Marco e Pasquale si sono trasferiti ad Amsterdam (da Roma). Chiara si trasferisce a Siena (da Roma).
E' finita l'estate e ognuno migra dove può, e dove sa.
Alfa e Tony li abbiamo salutati in un posto arredato Ikea dalle parti di piazza Bologna: posto anche accettabile, con cibo pretenzioso ma economico, ma una fauna consona - ahimé - alla zona.
Su un muro, c'era una poesia di Montale scritta a pennarello:


Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.


E poi ieri era il 24 settembre.

Testimone inconsapevole

Primo romanzo del magistrato barese Gianrico Carofiglio. Sufficienza piena dovuta più che altro al fatto che la buona scrittura ha tenuta sveglia la tensione fino alla fine. Tuttavia, il "colpo di scena" del processo è altamente prevedibile, e ogni tanto la necessità di far vedere di essere al corrente dei dettagli tecnico-giuridici fa uscire dalla finzione. IMHO, fatevelo prestare.

Dall'Indonesia agli USA

Vorrei sentire Pieferdinando Casini dire qualcosa anche contro la pena di morte negli Stati Uniti. Oggi è prevista un'altra esecuzione negli USA, in Texas. Magari una telefonata a Bush lui la può fare, in nome dei valori dell'occidente cristiano che si affanna ad esportare.

23 settembre 2006

Internet è il Diavolo

Estratto da un articolo su Repubblica cartacea, di oggi 23.9.2006, a firma di Attilio Bolzoni.

Se non vi fidate di scrambler o di schede telefoniche straniere, consegnate la vostra sicurezza ad alcuni programmi che sono veramente a prova di intercettazione. "Uno si chiama MSN e l'altro Skype, am ce ne sono tanti altri. Si scaricano gratuitamente dalla Rete, permettono di sviluppare conversazioni e perfino videoconferenze con più persone senza che nessuno possa ascoltare" racconta ancora Genchi (vicequestore della polizia di stato, NdRO). E aggiunge: "Nella loro ultima versione come la 2,5 Beta di Skype, è perfino possibile attribuirsi un numero di telefono straniero e comunicare con cordless bivalenti a computer spento o con comuni GSM". E' un sistema usato in prevalenza da pedopornografi e trafficanti d'armi.

(Per i più pignoli, la versione 2.5 di Skype non è beta, ma l'ultima release stabile.)

21 settembre 2006

Oh my god...

Difficile essere religiosi di questi tempi. Non si ha mai un attimo, si corre da una parte all'altra, e tra lavoro, un insulto nel traffico a quello che ti ha tagliato la strada, la cena sul fuoco e il televoto per Miss Chiappadoro o il MCI festival di Sanremo, non si ha tempo per una bella preghierina prima di andare a dormire. E allora? Una bella telefonata, e passa la paura.

Che poi una notizia del genere, non puo' non far venire in mente "La Dea dell'Amore" di Woody Allen, con il coro greco che invoca gli dei dell'Olimpo: risponde sempre la segreteria telefonica.

"Um, this is Zeus. I'm not home right now. But you can leave a message and I'll get back to you. Please start speaking at the tone."

20 settembre 2006

Papa vs Islam

Da queste parti, l'idea è che il Papa abbia fatto una cazzata. Non in termini ideologici (usare una citazione per poi smontarla è normale retorica), ma molto più terra terra: perché rischiare il fraintendimento quando c'e' tutto questo casino in giro?
Dopodiché, la considerazione di base rimane sempre quella: nel 2006 siamo ancora a discutere di religioni e fondamentalismi. La laicità e la ragione hanno perso spazio pubblico, ovunque nel mondo. Checché ne dica Ratzi (e, a rimorchio, Farfintadiesseresani).
Quindi, si esprime sostegno alla posizione di mr. Livefast:

[...] la questione Javeh vs. Allah è facilmente risolvibile alla radice. Basta accettare che tutti e due sono un’invenzione dei pochi per fottere i molti, and justice for all.

(seguono applausi)

19 settembre 2006

Unità d'Italia

Ieri mi sono arrivate delle bottiglie di vino che avevo ordinato a una cantina di Marsala, le Cantine Mothia. Dovevano arrivare ieri mattina entro le 12: ho aspettato a casa, poi dopo mezzogiorno sono uscito, un po' incazzato.
Ho chiamato il corriere (Artoni Trasporti) che mi aveva dato appuntamento, e ho scoperto che l'autista, visto che aveva letto nell'ordine che nel mio palazzo c'e' il portiere, aveva deciso di passare quando più gli faceva comodo, cioè nel tardo pomeriggio. Con comodo, tanto c'e' il portiere, e il fatto che mi avessero detto che sarebbero passati la mattina non gli è sembrato un dettaglio degno di nota, né degno di una telefonata al sottoscritto.
Mentre al telefono con una simpatica signorina ricostruivamo la storia della spedizione, son venuto a sapere che i pacchi (erano 5 colli) il 6 settembre sono stati registrati a Palermo. E che a Napoli sono arrivati il 13.
Una settimana per arrivare da Palermo a Napoli.
In bici ci si mette di meno: immagino abbiano utilizzato i muli.

Sign o' the times (ma anche: Hanno la faccia come il culo)

Appena sentita su Radio Città del Capo.
Forza Italia di Bologna ha presentato una proposta per cambiare la toponomastica cittadina: via Marx sarebbe sostituita da via Giovanni Paolo II, via Stalingrado da Via Russia Democratica. Palmiro Togliatti, ahilui, lascerebbe il posto a Oriana Fallaci.
Reazione nr 1: Perdona loro, perché non sanno quello che fanno.
Reazione nr 2: Insultali, perché sanno benissimo quello che fanno.
Reazione nr 3: LOL, ROTFL.

18 settembre 2006

La storia siamo noi - update

A proposito del post lungo di qualche giorno fa, mi è capitato oggi di riascoltare dopo anni Radici di Guccini. La canzone contiene questa strofa:
La casa sul confine dei ricordi,
la stessa sempre, come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l'anima che hai.

Calabria nascosta

Per coincidenze dovute al mio calabro-DNA, sono entrato in possesso di una confezione da 6 di bottigliette di Caffé Siesta. Praticamente, caffé allungato con acqua gassata. Capisco la vostra smorfia di disgusto. Ma - probabilmente a causa del calabro-DNA - a me piace. E' anche vero che ho una passione per le bevande di nicchia (spuma e chinotto soprattutto).
Tuttavia, la cosa più bella del Caffé Siesta, è il sito. Non riesco a trovare le parole, dovete vederlo: www.siestaonline.info.
sploratelo bene: consiglio in particolare la "Siesta animazione", che si trova in Home.
Purtroppo per ora non la esportano a nord della Sila.

16 settembre 2006

Ogni tanto gli difetta la logica

Le leggende e i miti non sono - in genere - il massimo della coerenza. Però, un po' di attenzione ci andrebbe messa, quando si tratta di fondare una religione (nonchè quando si decide di credere a queste leggende). Dunque, sono rimasto un po' stupito quando oggi ho letto i primi versi della Genesi, libro fondante del mito cristiano-giudaico.
Qui si trova il famoso passo di Adamo ed Eva che mangiano il frutto dell'albero al centro dell'Eden. Mangiato il frutto proibito, e vestitisi alla buona intrecciando foglie di fico, sentono Dio che fa due passi in giardino. Spaventati (coscienza sporca), i due si nascondono. Dio, che le palle ancora gli girano, infastidito chiama Adamo:

il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?". Rispose: "Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto"

Ora, o Adamo si nascondeva veramente bene (immagino mimetizzandosi dentro un albero di fichi), o forse quel vecchio con la barba bianca è solo un millantatore.

Strade di Sangue

Tornando da Bologna mercoledi, un'ora e mezza di sosta a Campo di Marte. Stavo per finire Manganelli, e l'edicola mi ha offerto un Pelecanos a pochi euro. Si legge, e si dimentica, in tempi brevi.

15 settembre 2006

E canta pure...

Dopo qualche giorno di ascolto (anche se piuttosto distratto), mi accodo agli applausi. Il disco di Dylan, Modern Times, è molto bello. Così a orecchio, siamo dalle parti di Blood on the Tracks. Ma qui, addirittura, nel cantare è volontariamente intonato (stupore e meraviglia).

L'Adalgisa

E' un raccolta di disegni milanesi di Carlo Emilio Gadda. Racconti assolutamente coerenti, che si sovrappongo e si dipartono in tante direzioni.
Tema centrale è l'osservazione della borghesia della prima metà del Novecento, e in particolare quella milanese (e il dialetto è onnipresente), "i salotti dei Cavigioli, dei Caviggioni, dei Biandronni, dei Perego, dei Lattuada, dei Maldifassi, dei Vigoni, dei Gnocchi, dei Gnecchi; e, d’altra parte, dei Borella, dei Ghiringhelli, dei Pessina, dei Trabattoni, dei Recalcati, ecc. ecc. ecc. ecc. [...] i Consonni, i Carugati, i Gadda, i Roncoroni e i Brambilla". La Milano degli ingegneri del Politecnico.
Esilarante in molte parti, e in particolare il title tale, nella metaforizzazione entomologica della Milano bene.
Di Gadda avevo letto solo il grandissimo Pasticciaccio, ormai dieci anni fa (ero a Kobenhavn). Mi ricordo di averlo letto perché era nella biblioteca di quartiere (uno dei pochi libri in lingua italica) e perché leggevo molto e spesso le Lezioni Americane di Calvino. E Calvino a Gadda attribuiva molteplicità, uno dei valori per il prossimo (questo millennio).
L'Adalgisa è molteplice, a partire dalle note esplicative scritte da Gadda stesso, che spesso escono dal testo per diventare autonome, e non sempre sono semplici: si ha bisogno di note sulle note.
Il tutto con una lingua che lascia esterrefatti noi poveri che usiamo il T9. Alcuni brani mi erano più difficili che Tom Robbins in inglese. Trovatelo, un testo abile al locupletar in tal modo la vostra espressione.
Intanto, per chi voglia andare oltre, ho appena scoperto che esiste un Edinburgh Journal of Gadda Studies.

post di cattivo gusto

C'ho messo una mezzora a decidere se postare questo

E' morta Oriana Fallaci. Da queste parti, non dispiace per nulla.

14 settembre 2006

La storia siamo noi (post lungo)

La notizia che più mi ha colpito in questa settimana è stata la progettata ristrutturazione che Renzo Piano - con la collaborazione di Carlo Rubbia - ha messo in cantiere per l'area delle ex-fonderie Falck, a Sesto San Giovanni.
Mi ha colpito perché lì ho passato i primi dieci anni della mia vita. Un posto brutto visto da fuori. Un vialone, viale Italia che da Milano porta a Monza, e su uno dei suoi due la Falck, un paio di chilometri di acciaierie.
Dall'altro lato, una manciata di villette, una delle quali abbiamo abitato, al 111. La villetta esiste ancora, o almeno esisteva 5 anni fa, quando la vidi l'ultima volta. Dopo le villette il Piazzale. Con la maiuscola perché così era. Un grande spazio di cemento, dove giocavamo a pallone, praticamente tutti i pomeriggi, inverno innevato compreso. Leandro, Giuliano, Stefano, Massimiliano, io e mio fratello, e altri di cui non ricordo i nomi. Ogni tanto qualche tuta blu, soprattutto quando si andava a giocare presto, e gli operai erano in pausa pranzo. Il Piazzale confinava con il giardino dove era la nostra scuola elementare, la Tonale, un complesso di prefabbricati rossi e blu. Esiste ancora, non è più una scuola.
Lì ricordo le prime siringhe gettate nell'erba alta, fumetti porno trovati (guardati senza capire molto, ma si doveva guardarli), bici da cross fatte sgommare nel fango delle pozzanghere.
La nostra casa esiste ancora, ma non ha più la vite di uva americana che faceva da siepe. Ma quando ci sono andato l'ultima volta, nel 2000, dall'altro lato della strada - un viale grande con ancora le auto parcheggiate nel mezzo (non più le 500 e le Alfasud, ma Mazda e Punto) - la Falck era lì, chiusa e silenziosa, immobile, grigiastra.
Girando l'angolo, verso l'entrata della scuola, una via che diventa un po' più scura, mi ricordo il gommista all'angolo, il portone dove abitavano famiglie di amici e il ciclista Giacchino. si arrivava in un'altra strada, e girando a sinistra, l'edicola, un negozio di scarpe e il forno (prestinaio, in milanese, che se lo dicessi oggi mi guarderebbero strano). E girando di nuovo a sinistra, si torna a casa.
Mi ricorderei anche i nomi delle strade, e google earth potrebbe anche aiutarmi se dovessi non ricordarmi qualcosa. Ma non è l'esattezza che cerco. Non c'e' esattezza possibile, in questi casi. Quando ci sono stato, 16 anni dopo essermene andato, la prima reazione fu: "cazzo quant'e' piccolo tutto". Ci passai in auto, una vecchia punto, dopo essere stato a Malpensa a prendere un amico con cui andavamo a un convegno, e feci il giro dei posti che conoscevo in pochi minuti. Un mondo, esplorato in pochi minuti.
La Falck comunque era lì, e ora non ci sarà più.
A Sesto San Giovanni, c'è ora un monumento all'inizio del paese venendo da Milano che se non ricordo male ricorda alcuni passi della Costituzione sui poteri che gestiscono la nazione. Un monumento chiaramente antiberlusconiano, dall'ex Stalingrado italiana, medaglia d'oro per la Resistenza.
Non riescono a fare della Falck un monumento. E poi un monumento a che? Alla mia infanzia?

Comunque, queste note autobigrafiche vanno a legarsi alla seconda notizia più discussa dell'ultima settimana. Una ricerca - poco rigorosa, a occhio - sulla credenza nell'anima negli Italiani. Se non ricordo male, più della metà dei miei concittadini è disposta a riconoscere l'anima ai cani. E a Bologna ne abbiamo parlato (Bologna per me e' una città di parole per me: ci vado e passo giorni/notti a parlare: questa volta in due giorni non son praticamente uscito da casa), discusso di cosa sia quest'anima. Con la consapevolezza che il discorso è complesso e quindi praticamente inutile da affrontare. Ma è bello sentire il suono delle proprie voci, a notte, con troppo alcol o troppe sigarette e molta voglia di stare insieme, ancora due chiacchiere e poi si va a dormire.
Comunque, Sesto San Giovanni e l'anima. Che c'entrano? C'entrano, perché secondo me è lì l'anima. La nostra storia, ciò che ci ha portato dove siamo. Per questo la storia siamo noi. Anzi, la storia è noi, e noi siamo la nostra storia.
E per questo mi piace leggere (e ogni tanto anche scrivere) storie, e mi piace il lavoro che faccio. Non so se lo faccio bene, ma mi piace. E penso sia importante. Perché la memoria è un ingranaggio collettivo, e la nostra memoria la costruiamo raccontandoci le storie. E condividendole, costruiamo una società di individui, individui con anima per una società con l'anima.
Ché la Falck c'era e non ci sarà più per mano di Renzo Piano e Carlo Rubbia (e sti cazzi, alla milanese), ma per me comunque è lì, l'orizzonte della finestra della sala da pranzo. Non saranno due chilometri (guardate google earth e poi mi dite), ma per me era quasi l'infinito. Che a guardarlo d'inverno, dal giardino, era chiuso dal Resegone innevato. O che magari non si riusciva a vederlo, quel confine infinito, per la nebbia.
Poi sono venuto a Roma, la quinta elementare. Nella scuola di Totti (anche alle medie). Ma quello è tutt'altro infinito...

Videodiario is back!

Aza ha riaperto il videodiario.
Seguitelo, perché il ragazzo ha stoffa.

13 settembre 2006

L'Isola Pianeta

E' il mio primo incontro con Giorgio Manganelli. Che invece, a leggerne in giro per la rete, sembra essere stato uno dei grandi letterati italiani del secondo dopoguerra.
E' un bel libro, racconti di viaggio nel Nord Europa: Islanda, Scozia, Far Oer, Danimarca, Norvegia, Germania, Finlandia.
Usa una bella lingua, ricercata e colta, complessa e non inutilmente complicata, sfumata e in cerca di approssimazioni. Mi ha riportato a Calvino, al Calvino delle Lezioni Americane e dei giochi teorico-letterari (Se una notte d'inverno, Le Città Invisibili) che contemplano il lettore come varabile possibile nel romanzo.

Di nuovo a casa.

Il ritorno dalla Sicilia e' durato poco. Un giorno a Roma, e poi via verso Forte dei Marmi da dove domenica mattina, con una cena strepitosa la sera prima, io e Flavio siamo partiti per Bologna (colonna sonora in mp3, che non c'entra nulla però...). Due bici da strada riadattate, con guarniture 53-39 e pochi rocchetti, borse da viaggio. La strada ci ha portato prima alla galleria del Cipollaio a 799m. Poi lunga discesa fino a Castelnuovo Garfagnana, dove si è iniziato a fare sul serio, andando al passo delle Radici, 1529m. Altra lunga discesa, per luoghi gucciniani (Sant'anna Pelago...) con il dubbio che forse la traversata sarebbe riuscita in giornata. Ma la salita che ci ha portato ai 1000m di Sestola ci ha definitivamente convinto che non era cosa. Così i tornanti in discesa ci hanno portato a Fanano. Fanano è un posto sotto il Cimone. Scendendo a circa 35-40 km/h, con i freni tirati per la stanchezza, il freddo e l'ombra della montagna, una coppia di sessantenni americani ci ha salutati, urlando "be careful, the road is dangerous". Abbiamo inchiodato, per far due chiacchiere con gli ammmericani. Lui aveva la maglietta del Felix Pedro Day. Allora la lampadina si è accesa. Di Fanano ne ha parlato Rumiz quest'estate. Comunque i due americani ci danno una dritta buona per dormire, e dopo la sistemazione e la doccia, funghi porcini e gnocco fritto: 123 km, media moooolto bassa.
Il giorno dopo, più o meno tutta discesa. Ma nella foga, seguendo le indicazioni stradali siamo finiti su una strada a scorrimento veloce, con spartitraffico, tre corsie, praticamente un'autostrada. L'unica indicazione che non ho visto è stata quella del divieto per motorini e biciclette. Mi sono anche incazzato con uno che mi ha tagliato la strada per uscire allo svincolo. Ma forse mi voleva solo aiutare. Insomma, io davanti che pedalavo, e Flavio dietro che cercava di chiamarmi e fermarmi. Dopo tre km circa, un distributore, dove chiediamo a una signora se c'e' modo di scavalcare la rete e uscire dalla quella strada. La signora ci delude, aggiungendo: Mo ve, che siete proprio matti...
Siamo riusciti a prendere un passaggio da un tipo con camioncino che ci ha portato a Casalecchio: il tipo era di Fanano, andava a Padova e ha allungato di qualche km per portarci fuori di li'. Un compagno.
Arriviamo a Bologna dallo stadio, direttamente in porta Sant'Isaia, dopo aver rischiato di andare verso San Luca e essere entrati in una strada senza uscita. Ora di pranzo, 73 km.

08 settembre 2006

Il ritorno 2

Le riserve naturali della Sicila Occidentali sono molte, piccole e sparse in giro. La riserva dello Zingaro, come detto nel post precedente, è meravigliosa. Con i forestali che ci lavorano bene, informazioni chiare,sentieri ben segnati. Brucia molto spesso, soprattutto nella parte sud verso Scopello. Per arrivarci da Nord, in bici, c'è una salita di 4 km niente male. Il ritorno pure.
E nell'andare si fa caso all'asfalto: nuovo e perfetto fino alla deviazione per un costoso e lussuoso residence (con piscina, chissà perché). Da lì fino al parcheggio della riserva, macadam rovinoso e rovinato. Dal parcheggio all'entrata, sterrato e sassi. Il forestale all'entrata, di fronte a questa notazione, alza gli occhi al cielo e sospira: "ringraziate che almeno qui ci si arriva". La mafia lavora anche così: le cose si fanno (la riserva la istituisce il governo nazionale), ma poi sul territorio i poteri che contano sono altri.

La riserva delle saline di Trapani è bella per scoprire il lavoro del sale, ma dei caratteri ambientali delle saline si sa poco o nulla. Pero' vedere i fenicotteri rosa a spasso in mezzo ai mucchi di sale vale la pena.

La riserva dello Stagnone, di Mozia e delle Saline di Marsala è molto bella. Che si sia in una riserva, non sembra, visto che in mezzo c'e' di tutto: scuole surf, porticcioli turistici, residuati agricoli arrugginiti. E poi l'isola di Mozia è privata: se l'è comprata un inglese nell'Ottocento, ed è gestita dalla fondazione Whitaker. Insomma, c'e' un po' di confusione su chi gestisca il tutto.

La riserva della foce del Belice, un bellissimo ambiente di dune costiere e macchia mediterranea, è in completo abbandono. Sporca, senza informazioni di alcun tipo. L'unico che dice qualcosa è il tipo del chiosco di granite all'entrata più interna. Poi dentro c'è un ristorante caro, La Pineta: buono per alcune cose, disonesti sul conto (differenze tra menu' e conto reale), e assolutamente indecenti per tutto ciò che non è pesce fresco (pasta con le melanzane fatta con pomì praticamente crudo, servizio fastidioso tipo carabiniere, sedie e tavoli scomodi): però mangiare la notte, nel buio totale con le fiaccole, sulla spiaggia, con la luna, può far dimenticare i difetti.

...continua...

Il ritorno

Piccole note.
In Sicilia faceva meno caldo che a Roma. E a Roma ci sono molte piu' zanzare tigre. href="brodoprimordiale.net/archives/2006/09/panem_et_circen_1.php" target=_blank>Qualcuno direbbe che è colpa di Veltroni.

In Sicilia, mediamente, si mangia bene. A Palermo con pochi euro si mangia da dio, soprattutto il cibo di strada: panelle e fritti vari, meusa, ma anche pesce grigliato al volo.
Da altre parti, un po' meno. All'antica focacceria san francesco, consigliatissima da tutte le guide, il cibo è buono (e caro), ma ci hanno dato il vino sfuso palesemente annacquato. Il cameriere incaricato dei dolci, piemontese, ci ha di conseguenza offerto un bicchiere di passito a compensazione.

Palermo è bellissima, ma tutto ciò che è in piedi è del Sette-Ottocento. Lo sfacelo è successivo: magnificenza antica, degrado moderno.

I mercati di Palermo sono uno spettacolo. anche perché appena entrati dentro Ballarò, con centinaia di persone attorno, abbiamo dovuto evitare un'auto che usciva contromano che però ci ha fatto scivolare verso il banchetto di fritti: panelle, crocché e melanzane, messi nel pane o da soli, a prezzi che a roma ci compri forse le gomme da masticare (sfuse, che il pacchetto costa di più).

Ciò che colpisce, ovunque, è l'estrema gentilezza in tutti i luoghi, turistici e non: B&B, ristoranti, campeggi, musei.

La riserva dello Zingaro è un posto che vale la pena di visitare, assolutamente. Nel mare si vedono fondali splendidi, e cerniette a pochi metri da riva.

Marettimo è Itaca spostata alla fine del Tirreno. O forse Itaca è Marettimo sotto greche spoglie. A Marettimo si fa il bagno e si cammina in sentieri che se guardi in alto, potresti essere sulle Dolomiti. Se guardi in basso c'è un mare da urlo.

A Marsala la domenica mattina intorno alle dieci e mezza, in centro, in piazza, sul corso, solo uomini. Le donne sono - forse, tiro a indovinare - a casa o alla messa.

A Mazara il cuscus di pesce è meglio di San Vito lo Capo: una zuppa di pesce in un piatto, il cuscus già cotto nella zuppa nell'altro. Unire, e degustare.

A Mazara il Satiro danzante ha un museo tutto per lui, ben fatto, e ne vale veramente la pena.

Da Mazara in giù, fino a Selinunte almeno, l'acqua del mare è fredda. Fredda, veramente, anche se per venti metri non supera il metro di profondità.

...continua...

07 settembre 2006

Ben trovati

431.52 km, piu' un'altra decina abbondante non registrata a Napoli.
Clima splendido, neanche una foratura, nessun incidente tecnico, né stradale. Bestemmie abbondanti sull'ultima salita per Segesta, a bici carica.
/continua...