05 febbraio 2007

Niente di Personale

Un po' di TV ieri sera, e mi è capitata tra capo e collo la visione di Niente di Personale, su La7. La puntata prende il via con un triangolo formato da: Roberto Freak Antoni, Remo Remotti e Giovanni Lindo Ferretti. Dopo il primo intervento di Ferretti, mi arriva un sms: "Ti prego, dimmi che Ferretti sta recitando".

04 febbraio 2007

Two cents

Visto che tanto si era davanti al computer per lavorare a una lezione per domani, ho deciso di dire anche la mia su alcuni aspetti della vicenda catanese che ha finalmente fermato per un po' il calcio, rispondendo a un post di Sir Squonk.

03 febbraio 2007

Sul Settantasette

Tra le cose che si leggono in rete sul Settantasette (come il museale speciale di Repubblica), segnalo questo intervento di Sifossifoco.

Osservatorio

Dopo quello che e' successo a Catania per la partita con il Palermo, a Roma le ormai proverbiali radio dei tifosi si dividono come sempre tra destra e destra estrema. Nella prima istanza, si invoca la repressione (soprattutto nelle telefonate degli ascoltatori). Nella seconda, la scena e' quasi surreale: un ignorante che sparla di Pasolini (dicendo tra l'altro che quando Pasolini parlò contro i manifestanti, si sparava contro la polizia e si uccidevano le guardie...) e lo usa come pretesto per chiedersi "perche' allora solo Pasolini parlava contro chi sparava alla polizia (sbagliato dal punto di vista storico, ndr) e ora invece lo fanno tutti, compresi quelli che allora erano dalla parte dei manifestanti?". E prosegue affermando che il problema è che ora ci sarà una vera repressione contro tutti i veri tifosi, quelli come lui. Come tutti i "veri tifosi", il mondo gira intorno a lui, nel bene e nel male.

02 febbraio 2007

Hanno la faccia come il culo

Lo so, non e' niente di originale, pero' disegna bene la realtà. Questo clero deve smetterla, basta. Fuori il clero cattolico dall'Italia.
Tre anni di esilio, nessun prete può mettere piede in questo paese, il Vaticano lo trasferiamo all'Isola di Capraia, e si stabilisca il blocco mediatico totale su ciò che avviene in quello staterello teocratico (= un luogo dove esportare la democrazia). Poi dopo tre anni ne riparliamo. Se non pervengono a più miti consigli, si toglie il tappo dall'isola e li si fa affondare.

01 febbraio 2007

Un paese degno di Shakespeare

Dopo la pubblica tragedia della gelosia, apprendiamo anche che c'e' del marcio in Italia.

Quasi un frullatore

LastFM è una grande invenzione. Se vuoi passare 24h ad ascoltare jazz dal be-bop in poi, lo puoi fare tranquillamente, senza rimanere deluso.
Stamane, in cerca di parole, ho inserito come nume guida "De Gregori", e LastFM sta facendo accostamenti un po' surreali, per noi italiani: partita da Capossela, continuata con una straziante Malafemmena fatta da Dalla, un Battisti, poi l'Agnello Remix di Elio e le Storie Tese, e i Subsonica. Mentre scrivo, parte Zucchero (Wonderful world).

p.s.
Ingenuamente, mi aspettavo Billy Bragg o Bob Dylan.

31 gennaio 2007

Love Marketing

Mi arriva per posta la nuova pubblicità di una compagnia aerea. Mentre di solito pubblicizza 777777 biglietti a un euro, questa volta l'offerta è:
a San Valentino, biglietti a 14,2 euro.
Due piccion(cin)i con una fava.

30 gennaio 2007

L'anno del maiale

E' iniziato il campionato, una squallida terza divisione. Abbiamo sonoramente vinto, 3-0, senza mai faticare. In compenso il mio ginocchio ha deciso che non dovevo giocare. Non è per niente bello. L'anno del maiale.
Pero' American Pastoral, di Philip Roth, al momento sembra un capolavoro. Ma sto andando lentissimo, ci vorra' un po' prima di finirlo.

Tutti i buchi vengono al pettine

Wolfowitz si presenta live in Ankara con gli alluci fuori dai calzini (tutti e due....). Di Wolfowitz, è memorabile la scena - ripresa in Fahreneit 9/11 - in cui prima sputa sul pettine, poi si pettina, poi lecca il pettine.

29 gennaio 2007

Lunedì

Svegliarsi alle settemmezza dopo essere andati a dormire all'unaemmezza. Ricevere una telefonata del capo alle otto e un quarto non lascia presagire nulla di buono, e infatti la giornata passa dietro a traduzioni (da cattivo italiano) e taglia&cuci. Alle 18.30, di nuovo il capo annuncia che tra poco manda altra roba da rivedere e tradurre. Io alle settemmezza p.m. devo essere in palestra, fino alle nove. Alle dieci p.m. riunione di lavoro per altre questioni, dall'altra parte della città (25km, solo andata). Prima che esca, tra dieci minuti, inizio a mettere giù la presentazione per una lezione da tenere lunedì prossimo.
Quando bestemmierò, sarà per ricordo al presunto-esistente dio che è appena iniziato l'anno del maiale, sempre sia lodato.

27 gennaio 2007

Fight Club/2

Stavolta si parla del film. Che è bello, anche se le sorprese non sono più tali se la mattina stessa hai finito il libro. Nel film è vagamente più evidente la componente sociale, e c'e' un'atmosfera meno "malata", anche la storia con Marla sembra quasi normale. Brad Pitt e Ed Norton sono bravissimi, comunque.

Fight Club

Dopo aver letto l'ultimo Gorilla, un altro disturbo della personalità.
Inchioda il lettore con angoscia, l'idea della malattia mentale e fisica pervade le pagine, esce e prende alla gola, allo stomaco e al cervello.
Douglas Coupland mise in pagina la generazione X che aveva paura della bomba. Qui i personaggi hanno paura del cancro e sbroccano nei loro lavori. Aspettative disilluse (il lavoro) e paura del futuro per la devastazione invisibile e incontrollabile del proprio corpo.
Nichilismo, disagio personale che mette in scena la lotta di classe. Tutto è costruito, finzione. Tutto, tranne le trippe e la pajata. Carne e merda, l'unica realtà se la mente vacilla.

26 gennaio 2007

Il Karma del Gorilla

Complice una fottuta insonnia che mi ha tenuto sveglio dalle 3.30 alle 7, stanotte da queste parti ci siamo letti l'ultimo volume della saga del Gorilla, di Sandrone Dazieri. Non è per nulla male, e se alcuni personaggi sono un po' banali, altri non lo sono affatto. Anche nella figura ormai ben delineata del Gorilla + Socio, ci sono piccole sorprese. O forse dipende solo dal fatto che non mi ricordo gli altri romanzi della serie...

Ecco perché

Mi chiedevo del perché non mi suscitasse interesse e/o indignazione la storia. La risposta e' arrivata dalla preside del liceo: forse non e' successo niente.

La neve era sporca

Georges Simenon, ma non il suo commissario, né un vero giallo. Piuttosto, noir. Nero come l'anima del protagonista, nero come i vestiti degli occupanti nazisti (dove? In Olanda? In Belgio? In Francia?). Un po' moralista per alcuni versi, ma comunque lettura appassionante.

25 gennaio 2007

Liceo

Io leggo articoli su studenti che fanno sesso al liceo durante un'assemblea, e non riesco a trovare più di un briciolo di interesse/indignazione/ecc. Nell'ultima cosa di San Benedetto del Tronto, qual e' il punto caldo? Il sesso in pubblico? La diffusione del filmato?
Qualcuno mi spiega perche' mi devo interessare/indignare/scandalizzare? E perche' una cosa del genere prende molto piu' spazio sui media piuttosto che le statistiche sulle violenze sessuali all'interno della famiglia, che Ratzinger e Ruini dovrebbero leggere tutte le sere prima di andare a dormire?

24 gennaio 2007

Oscar

Una donna omosessuale* dichiarata presenterà la serata degli Oscar. Quando Bush parla di esportare la democrazia, pensi a Ruini, a Ratzi e al fatto che da noi è rimasto solo Lino Banfi a contrastare l'avvento dello stato confessionale.

* Ellen DeGeneres. come, "Ellen chi?". Ellen, quella che qualche anno fa, quando Rutelli ancora era più vicino a Pannella che alle tonache, era in televisione in orario da casalinghe a fare un bel telefilm su una donna omosessuale. Tornare indietro è possibile, in questo paese.

23 gennaio 2007

Ralph Hinkley

Ogni tanto, anche nelle cose che sembrano più semplici, si perde il libretto di istruzioni. Invochiamo santa Ikea e le sue brugole: nei rapporti di coppia, spesso. Ma di quando in quando anche in altro. Per esempio, ieri dopo due mesi sono tornato su un campo di pallavolo. Due mesi, che volete che siano dopo quasi vent'anni di frequentazione dello sport.
Stavolta però era diverso: c'era stato un infortunio di mezzo, ancora non del tutto risolto. Anche nel fare le cose più semplici e ripetute migliaia di volte, mi son trovato a dover pensare a quello che facevo, e con reazioni del corpo completamente diverse dal solito. Il risultato erano movimenti tremolanti, incerti, comici: come Ralph Hinkley, che in effetti aveva perso il libretto di istruzioni del costume*.
Speriamo la situazione migliori presto, visto che martedì prossimo iniziamo il campionato, e sono otto anni che non faccio una terza divisione....

* In alternativa, si ricorre a Guccini, che scrive "è nostro destino tentare goffi voli d'azione o di parola, volando come vola il tacchino."

22 gennaio 2007

Questioni di titoli

Gondry è probabilmente un po' sfortunato nelle traduzioni dei titoli dei film. O magari semplicemente lo chiamano dalla distribuzione italiana e trovano sempre il telefono occupato, così fanno come gli pare. Il suo penultimo film era stato massacrato: Se mi lasci ti cancello era al posto di Eternal sunshine of the spotless mind, i Vanzina al posto di Alexander Pope.
La traduzione dell'ultimo film è un po' piu' sottile, ma fossi al posto di Gondry mi incazzerei un po'. Si passa da The Science of Sleep a L'Arte del Sogno. Perché?
In francese, tra l'altro, il titolo è a metà: La scienza dei sogni.
Dopo aver visto il film, la Scienza del Sonno mi sembra il titolo più appropriato, perché modifica il normale rapporto tra sonno/sogno e veglia. Nel caso di Stephan (il protagonista), è il sonno/sogno la parte accuratamente pianificata come un esperimento scientifico, mentre l'arte è per la parte di veglia.

L'arte del sogno

Michel Gondry è il regista di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, bel film di 3 anni fa. Questo nuovo lavoro è pieno di invenzioni geniali, e a tratti ci si aspetta l'entrata in scena di Wallace & Gromit. Andate a vederlo, che vale davvero.

Un altro colpo di pedale

Dopo due mesi e una settimana, ho ripreso la bici. Davanti al cinema mi hanno rubato la piccola luce led anteriore. Per altro ormai scarica. Ma fa niente, stasera ho ripreso a pedalare e ho visto un bel film: mi sembra abbastanza.

21 gennaio 2007

L'ascensore al Pincio

Un libriccino, breve e cesellato da una scrittura inusitata nelle lettere italiche. L'ho comprato perche' Gaspare De Caro - l'autore - l'ho conosciuto molti anni fa, una decina ormai, tramite uno dei suoi figli. Un altro suo figlio è stato il tutor del mio primo seminario all'università: esami di logica e logica matematica, tesina sul finzionalismo matematico di Hartry Field (ne ho una copia cartacea, da qualche parte), un'ipotesi interessante che più o meno si basa sull'assunto che dire "2+2=4" è equivalente a dire "Babbo Natale vive al Polo Nord": un'affermazione corretta all'interno di una storia coerente, ma che non ha necessariamente una corrispondenza nella realtà (e poi dite che questo non è un blog di Cultura con la C maiuscola....).
Gaspare De Caro viveva allora (non so se ci vive ancora) in una casa sull'Appennino tra Pistoia e Bologna, sulla Porrettana. Nella casa a fianco, un contadino aveva nel giardino una falce e martello in cemento armato, di un paio di metri d'altezza (o almeno, me la ricordo cosi'). Non era convinto dal nuovo passaggio verso il partito riformista, non si fidava della quercia.
Mercoledì sera, in una libreria-caffé di san lorenzo, ho visto il suo libro. L'ho comprato immediatamente. E' breve, ci si mette poco a leggerlo e farsi prendere dalle parole antiche, dalla Roma della seconda guerra mondiale e da un padre che d'improvviso diventa eroe per il figlio ormai invecchiato.
Un libro bello, che cattura l'attenzione e che richiede attenzione al lettore. Da leggere e regalare, e ricordare.

update: scopro ora che Gaspare De Caro, con un altro figlio, è autore di una serie di articoli su Carmilla.

20 gennaio 2007

Per cosa si uccide

- Aho', ma lo sapete che Gianni Biondillo scrive proprio bene?!
(il pubblico rumoreggia, di fronte alla banalità della scoperta)


Quarto Oggiaro, paese in periferia a Milano. Quattro stagioni, quattro casi da risolvere per l'ispettore Ferraro. Da leggere, da leggere.

Alla scoperta di Murcof

All'Auditorium di Roma, musica elettronica. Murcof ha la faccia da pacioccone, un po' nerd che piace alle mamme. Si mette dietro il suo portatile, gli spettatori tutti seduti per terra in religioso silenzio, lui officia il rito. Melodia e immagini artificiali di geometrie digitali, i primi due pezzi sembrano piu' cinema sperimentale. Poi la musica prende il sopravvento, e fa tre pezzi veramente belli, con ottima fusione rumore-melodia. Murcof non si muove, non suda, non parla. Guarda il portatile, muove qualcosa, ogni tanto guarda anche lui i grandi schermi sulla parete, , alza la mano per salutare alla fine. Ite missa est. Concerto breve, un'oretta, che dopo l'inizio un po' freddo diventa molto immersivo. Alla fine, si esce soddisfatti.

18 gennaio 2007

Notizie varie

Due notizie da Genova, una dalla rete.

- spariscono di nuovo le fantastiche molotov per il processo del G8, quelle che prima c'erano, poi non c'erano, poi eccole qui ma sono etichettate digos, e poi non ci sono più. Probabile che qualcuno in divisa l'abbia riutilizzate. Nero ne scrive, bene come al solito.

- Il Pinocchio d'Egitto, Magdi Allam, non si accontenta di arrivare al fondo della dignità umana, ma continua a scavare. Di buono c'e' che Lia pare essersi accora di che squallido personaggio sia Dacia Valent.

- Viene sequestrato un sito di informazione sulle droghe. Immagino che chiuderanno anche la biblioteca dell'Istituto Superiore di Sanità, e tutte le biblioteche che abbiano testi di botanica e farmacologia.

17 gennaio 2007

L'aria salata

E' un film italiano di un giovane regista esordiente (?), quindi poteva andare malissimo (vedi Provincia Meccanica). Invece non e' male. Certo, non e' allegrissimo e c'e' bisogno di una notevole sospensione del giudizio per accettare una storia così inverosimile, pero' e' un film che si guadagna la pagnotta con dignità. Difetti veri: un paio di personaggi sono assolutamente superflui e gli accenti non combaciano troppo.

The Dying Animal

L'ossessione di un professore di letteratura ultra-sessantenne per una sua studentessa. Libro bello, estremamente faticoso per me nell'ultima parte. Roth ha una grandissima capacità di mettere a fuoco emozioni e sensazioni, e non le risparmia, per quanto grottesche, disturbanti, perverse.

15 gennaio 2007

Radiant Cool

L'autore, Dan LLoyd e' uno studioso della coscienza: filosofo, neuroscienziato, robe cosi'. E ha scritto un romanzo su una dottoranda che cerca di comprendere il "brivido della fenomenologia". Il romanzo occupa la prima metà del libro (circa), e parla molto di coscienza e dei suoi modelli, nonché dei tentativi di implementarli in una macchina.
Non e' che sia granché riuscito (un po' ingenuo), questo romanzo neurofilosofico che cita Husserl e Sartre, Nietsche e Dennett, oltre a Wittgenstein (tanto per dire, uno dei protagonisti è il professore Grue).
La seconda parte e' un saggio filosofico sulla coscienza. Non noioso, ma comunque un saggio: devi avere un po' di voglia, non e' coinvolgente.
Per me la cosa piu' bella di questo libro è stato il ritorno a cose che non leggevo da una decina d'anni, dai primi anni d'università.
Pero' c'e' anche da dire che il libro dimostra la possibilità di usare la filosofia in modo non banale né banalizzante. Cioe', non sono le pippe adolescenziali suggerite da Matrix (oddio, esiste il mondo fuori di noi? o c'e' solo il grande complotto della matrice? Ma che davero davero?), ma qualcosa di un po' più serio. Ovviamente, imho.

Crimini del passato

Ieri sera, visione di "Crimes of the future" di David Cronenberg. E' un film del 1970. La cosa realmente positiva è la durata breve, solo un'oretta. Il resto, secondo me se ne vergogna anche lui stesso. Una sorta di fantascienza da incubo, una misteriosa malattia che ha eliminato le donne fertili dal pianeta, e strani istituti di cura. Piu' o meno, volutamente incomprensibile. Non è il mio pane.

13 gennaio 2007

Gerontoevento

Un luogo comune abbastanza diffuso: la società odierna non sa più trattare i vecchi, che prima erano fonte di saggezza e trasmissione di saperi.
Lo ripete anche Paolo Vineis nel suo ultimo libro, molto interessante per altri versi.
Ecco, non e' vero. I vecchi sono all'università a fare i tromboni, e alcuni di loro insegnano pure: saggezza vecchia di trent'anni (quando va bene).
Prima si era vecchi a sessanta anni, quando non si era piu' abili per il lavoro pesante. Allora si stava in casa a chiacchierare, per una decina d'anni, poi al primo infarto, ciao nonno.
Oggi dall'università non ti cacciano neanche dopo morto (che tanto la differenza non si nota, almeno prima che il cadavere inizi a rilasciare liquidi). Anzi, ti prendono solo quando sei abbastanza vecchio. Evidentemente per loro la saggezza conta.
A un concorso cui dovro' partecipare, conosco altri due candidati: rispettivamente di 38 e 44 anni. Per un posto da 1100 euro al mese.

11 gennaio 2007

Targhe alterne

Più gente alla fermata, più persone che guardano i percorsi e le informazioni dei bus, abiti più eleganti e più biglietti timbrati. Vedi persone che non sanno come starci sul bus, che si muovono con circospezione e distanza impaurita. Che loro tutti gli altri giorni sono in auto, difesi e isolati, ricchi perché non devono usare le gambe (né la testa), e solo i poveri usano i mezzi pubblici.
China e distante sugli elementi del disastro, dalle cose che accadono al disopra delle parole, celebrative del nulla.

(e sono otto anni)

10 gennaio 2007

Scoop!

Mentre siete tutti lì con la lingua di fuori di fronte all'invenzione del telefono, la vera notizia è che questo è il mio primo post con Linux.

09 gennaio 2007

I veri comunisti agli embrioni ci tengono...

...perché sono il loro pranzo di domani.

In anteprima, un pezzo che esce oggi (9.1.2007) su Liberazione. E' un post lungo, ma spezzare i post su blogspot mi è sembrata una procedura un po' troppo complicata. Se ne conoscete una semplice, ditemela. Quindi, tutto qui di seguito, a occupare la pagina del blog.


Sono dentro l'embrione, ma anche intorno al feto: cellule staminali vere e proprie, capaci di dar vita a molti tessuti dell'organismo, sono presenti nel liquido amniotico che circonda il feto. È questo il risultato cui è giunto un gruppo di ricerca angloamericano, e pubblicato da Nature Biotechnology, una delle più importanti riviste scientifiche nell'ambito delle scienze della vita. Si parla dunque di una fonte alternativa per ottenere cellule staminali da utilizzare terapeuticamente per la medicina rigenerativa. Le possibilità finora erano solo due: o si utilizzavano le cellule staminali presenti (in popolazioni molto piccole) nell'organismo adulto, o quelle prelevate da embrioni creati per la fecondazione artificiale ma non utilizzati. Le prime hanno dei problemi importanti: da un lato hanno una limitata potenzialità, perché possono produrre solo pochi tessuti, dall'altro hanno bassi ritmi di riproduzione, ed è quindi difficile produrne una quantità adeguata alle terapie. Si sta tentando di superare questi ostacoli, e i risultati per ora sono incoraggianti, ma non definitivi. Le staminali embrionali hanno invece difficoltà di ordine opposto: possono produrre virtualmente ogni tessuto, ma la loro capacità di proliferare rapidamente le rende difficili da controllare: immesse nell'organismo vivente, possono facilmente andare fuori controllo e produrre tumori.
Questa terza via sarebbe intermedia: nel liquido amniotico si trovano infatti cellule staminali provenienti dal feto che, nel corso dello studio durato sette anni, si sono rivelate estremamente plastiche. Infatti, hanno originato in vitro moltissimi tessuti specializzati (adipe, ossa, muscoli, sangue, nervi, fegato). In più, trapiantate su un organismo vivente, queste cellule hanno dimostrato non solo la capacità di svilupparsi nei diversi tessuti, rispondendo agli stimoli dell'organismo, ma anche di avere un potenziale tumorigenico nullo. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che vengono raccolte in una fase in cui lo sviluppo dell'organismo è già maggiormente “sotto controllo” rispetto alle primissime fasi della crescita embrionale. Tuttavia, esse mantengono una spiccata capacità proliferativa, raddoppiando di numero ogni 36 ore: sarebbero dunque facilmente disponibili le quantità necessarie per un eventuale utilizzo terapeutico.
Sembrerebbe lo scenario perfetto, anche dal punto di vista etico, perché non sarebbe necessario la distruzione di alcun embrione, come invece accade per le staminali embrionali. Comprensibile quindi il giubilo del cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, che in un'intervista rilasciata a La Stampa, afferma che “in questo modo viene rispettato il principio che la Chiesa ha sempre tenuto fermo: si garantisce e tutela sia la vita del ricevente che del donatore”.
Anche da un punto di vista laico, quello ottenuto è sicuramente un risultato positivo. A dispetto dei luoghi comuni, anche i più truci comunisti non mangiano embrioni (tutt'al più, li fanno crescere e ingrassare bene), e non esistono ricercatori che muoiono dalla voglia di disturbarli nei loro congelatori. Da dove comunque usciranno solo per essere distrutti, visto che nessun medico impianterebbe embrioni congelati da anni.
Poter ricorrere al liquido amniotico sarebbe dunque un grande passo avanti, anche perché renderebbe disponibili cellule staminali autologhe, geneticamente identiche al donatore, con molta semplicità. In un futuro ancora lontano, per ogni gravidanza verrebbe estratto del liquido amniotico e conservato, (come si può fare oggi con il sangue del cordone ombelicale): in caso di necessità, si preleverebbero le staminali e si indirizzerebbero verso il tessuto necessario. Per chi è affetto dal morbo di Parkinson, per esempio, le cellule potrebbero essere impiantate nel cervello per supplire alla degenerazione dei neuroni causata dalla malattia.
Tuttavia, mentre il cardinale esulta, va ricordato che ottenere il liquido amniotico non è procedura esente da rischi. Oggi, l'amniocentesi (il prelievo del liquido) è utilizzata per compiere diagnosi prenatali, ma solo nei casi che vi sia un certo grado di rischio nella gravidanza (per esempio, se la madre ha età avanzata, o se i genitori sono portatori di patologie genetiche). Come ha spiegato all'ANSA Roberto Colombo, genetista dell'Università Cattolica di Milano, “è noto da studi multicentrici internazionali che il rischio di danneggiare il feto durante le manovre richieste o di provocarne l'aborto non è trascurabile, e cresce con il diminuire dell'età gestazionale in cui viene eseguito il prelievo del liquido amniotico.” Per un cattolico, si va dalla padella nella brace, anche perché l'amniocentesi è utilizzata da oltre quarant'anni, ed è quindi una tecnologia già pienamente matura, presumibilmente con pochi margini di miglioramento. Quindi, come il cardinal Barragan, anche il capogruppo UDC Luca Volonté dovrebbe tenere a mente anche la salute degli embrioni viventi, oltre a quelli congelati e destinati alla distruzione, prima di dichiarare grottescamente che “Prodi, Mussi e Bonino hanno invece favorito altre vie inefficaci e omicide”.
La vicenda dimostra inoltre quanto sia falsa e artificiosa la contrapposizione tra staminali embrionali e adulte che è stata il leit motiv del dibattito sull'infame legge 40 (che, ricordiamolo, non solo impedisce la ricerca sulle staminali embrionali, ma lede profondamente i diritti delle donne di ogni religione). Infatti, ci ricorda che la ricerca sulle cellule staminali è un campo relativamente giovane, un terreno ancora inesplorato di cui non abbiamo una mappa e dove non sappiamo come muoverci con precisione. È molto probabile che a seconda delle patologie si useranno diverse terapie, come scritto la staminologa Elena Cattaneo sull'inserto domenicale di questo giornale nove giorni fa, e come ha dichiarato a Scientific American lo stesso Anthony Atala, il direttore di questa ricerca sulle staminali amniotiche: “ancora non sappiamo l'utilità di tutte queste cellule – tutte hanno i loro pregi. Dobbiamo continuare a studiare tutti questi tipi differenti di cellule per vedere quale funziona meglio per ogni applicazione finale”. E d'altra parte, non si può certo immaginare che i risultati odierni siano avvenuti in completa autarchia: al contrario, alcuni metodi utilizzati sono stati messi a punto proprio studiando il processo di sviluppo nell'embrione. Basta un minimo di buon senso per comprendere che non sappiamo da dove verranno gli avanzamenti decisivi, e che quindi sarebbe miope e irresponsabile decidere di permettere e finanziare solo una linea di ricerca bloccando il resto.
Ma d'altra parte, il primo nome di questa ricerca – Paolo De Coppi – è quello di uno scienziato italiano di 35 anni che da molti anni lavora all'estero, perché qui non esistevano risorse per fare ricerca, e che spera tra un paio d'anni, alla fine del contratto a Londra, di tornare in Italia: ministro Mussi, sei in ascolto? È la storia esemplare in un paese miope e irresponsabile che non riesce a coltivare i suoi talenti, che se non emigrano vengono lasciati a marcire per anni nel precariato clientelare. Invece, con zelo bipartisan si sfrutta ogni occasione per far fiorire inutili comitati di esperti (ricordate la commissione presieduta da Dulbecco? Che fine ha fatto quel rapporto e la sua brillante soluzione del problema staminali?) ed ecclesiastici divieti.


p.s. piccola cosa che non ci sarà nell'articolo. La pubblicazione su Nature Biotechnology riporta alla fine che gli autori hanno dichiarato dei competing interests, cioè un conflitto di interessi. Tuttavia, rimandano al sito della rivista per sapere quale sia questo conflitto. Io però non l'ho trovato. Se per caso qualcuno sapesse di che si tratta, mi fate sapere?

07 gennaio 2007

Cose che accadono quando si va in campagna

Nella settimana passata sono stato fuori città. Io, nato a Roma, cresciuto con le acciaierie Falck a far da orizzonte, e poi ancora passando ore sugli autobus romani.
Per cui, è bello raccogliere la legna, seminare le fave (lo so, e' un po' tardi, ma incrociamo le dita), dare la caccia ai topi (col veleno, pero'), raccogliere ortica per il pranzo, e andare a comprare il coniglio dal contadino un po' piu' giu' lungo la strada. E trovarsi a dire: speriamo che almeno il pelo ce lo tolga.

Capitolo topi: i topi cagano, e tanto. I topi sono piu' d'uno. Si sperava fosse uno, ma dopo due giorni, di 4 esche, non rimaneva che una cartina vuota. Buon segno, e cazzi loro: chi nasce topo, certe cose se le aspetta. Come chi nasce coniglio, d'altra parte.
Il tipo del negozio di prodotti agricoli dove abbiam comprato le esche ha espresso un notevole abbozzo di teologia naturale: "Ma che l'hanno fatto a fa' er topo? pe' fa' magna' lu miciu? E allora nun fa manco lu micio!". Poi ci ha anche detto che nel 1956, l'anno della mitica nevicata di Baglioni e Fellini, faceva caldo cosi' come ora. Poi iniziò a fioccare a febbraio e finì a marzo.

Gli invisibili

Cazzo.Che botta.Cazzo. Citando Pulp Fiction, il primo commento quando si chiude il libro di Nanni Balestrini che racconta la storia di un giovane studente che alla fine del liceo incontra il Movimento in un paese di provincia. Finisce in galera. Le due storie prima e durante la galera corrono parallele, le assemblee al liceo e le rivolte in carcere, gli spazi occupati e i massacri fatti dalle guardie. Bellissimo.

02 gennaio 2007

plin plon

Si informano lettrici e lettori che il titolare di questo blog si ritira in campagna per qualche giorno. Collegamento molto saltuario. Arrivederci.

01 gennaio 2007

Botti di capodanno

Tornando a casa nella tarda notte di capodanno, intorno alle quattro e mezza, radio24 trasmetteva un programma sulla storia dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), il gruppo neofascista di Giusva Fioravanti. Che in Confindustria abbiano una concezione particolare dei fuochi d'artificio?

31 dicembre 2006

IP: no, non è Internet Protocol

IP sta per proprietà intellettuale. Sarà che dopo un po' di tempo sono tornato a leggere di queste cose, ma sembra che si stia muovendo qualcosa anche nei quartieri alti, nelle pagine che contano e fanno opinione.
Nelle ultime due settimane per esempio, l'ex direttore del fondo monetario internazionale, e premio Nobel per l'economia, Joseph Stiglitz ha scritto un bell'articolo per il British Medical Journal. Rilancia l'idea di ricerca pubblica di base, soprattutto in ambito medico-farmaceutico.
Poi, questa settimana, Time (mentre i blogger di tutto il mondo son lì a farsi pugnette quanto sia bello essere nominati person of the year) pubblica i risultati di un report del congresso americano relativi alla ricerca all'interno di Big Pharma. Negli ultimi dieci anni, il 60% dei farmaci nuovi sono i cosiddetti me-too: piccole variazioni su farmaci già esistenti. Sostanzialmente inutili per l'innovazione medica, ma poco rischiosi e molto remunerativi per le case farmaceutiche. L'articolo finisce con una proposta interessante, anche se probabilmente miope: aumentare a 25-30 anni il brevetto per i farmaci realmente innovativi, e ridurlo a 10 per gli altri, i me-too. A occhio pero', il risultato sarebbe però che proprio dove c'e' bisogno di innovazione continua ed efficace, si mettono maggiori limiti, aumentando la copertura brevettuale. Così una volta aperto un campo cerchiamo di tenerlo immobile per i più tempo possibile.
Ultima cosa: un tema del genere, Time lo tratta nella sezione Nation. Alla faccia della globalizzazione....

via Against Monopoly.

Ancora Gianni Mura

Tra ieri e oggi, nelle ultime due puntate (di tre) dei 'cento nomi dell'anno', Gianni Mura infila un paio di cose musicali su cui mi trovo completamente d'accordo, e sono le mie personali scoperte musicali di quest'anno: Alessio Lega e Gianmaria Testa. I dischi che hanno fatto nel 2006 non sono perfetti, ma nascono entrambi da progetti molto interessanti che danno a tratti frutti eccezionali. Alessio Lega lo trovate qui e qui, con molte cose da scaricare. Gianmaria Testa non ha bisogno di molte presentazioni (né della mia pubblicità), pero' canzoni come Il passo e l'incanto e Ritals meritano una segnalazione.

Autobiografia di un picchiatore fascista

Dopo gli anni Settanta visti dalla sinistra del Movimento armato, un racconto in prima persona dell'Italia dei primi anni Cinquanta, quelli delle manifestazioni per avere Trieste italiana, di Scelba, della guerra appena finita e dell'adesione italiana all'area atlantica. Giulio Salierno è il segretario della sezione giovanile del MSI di Colle Oppio. Chi è di Roma sa di che si parla: fascisti veri, organizzati e forti sul territorio. La lotta politica è vissuta in ogni suo aspetto, dalla militanza di sezione fino all'attentato (che non è che si distinguessero poi così tanto). Disprezzo per la borghesia e la direzione del partito che vuol far dell'MSI un servo della DC, del capitale; esaltazione delle armi. Mentre Pino Rauti e Julius Evola delirano di nazionalsocialismo spiritualista, di ario-romanità. Salierno finisce in carcere presto, dopo un omicidio e la legione straniera.
In carcere, il suo odio antiborghese lo spinge all'opposto, a combattere contro il carcere e l'oppressione classista. Uscito di galera nel 1968, è diventato uno dei maggiori attivisti della lotta contro l'istituzione carceraria. E' morto pochi mesi fa, nel 2006.
L'autobiografia è carica di violenza alternata all'inizio della riflessione carceraria, della coscienza di un istituto che non ha altro scopo se non quello di far scomparire l'umanità delle persone, per mezzo dell'oppressione e dell'umiliazione. Leggere, leggere.

29 dicembre 2006

Facile, no?

Chiesa cattolica
Pinochet sì, anche i suicidi sì, e Welby no. Voto 2.


Gianni Mura, su Repubblica.

L'ultimo sparo

Romanzo di Cesare Battisti, con molta autobiografia e molta storia vera. Un criminale comune in fuga si trova quasi per caso nel Movimento del Settantasette per finire nella clandestinità totale della lotta armata. Va via tutto d'un fiato, tra la politica, la guerriglia e ciò che passa per la testa di Claudio, il protagonista. Storie d'amore iniziate male e finite peggio, rapine riuscite, omicidi politici, fughe reali e fughe ideologiche. Dal quadro generale, ne escono malissimo le Brigate Rosse, con il loro delirio di sigle e di militarismo esasperato, totalmente incapaci di capire e accettare la sconfitta, per poi sbracare appena arrestati.
E' un libro non solo bello da leggere, ma anche utile.

1.2.3.Stella

- Pero' adesso vieni al sodo perché di cazzi di giochi da fare ne ho fin sopra i capelli.
- Dunque, diciamo che, in via del tutto eccezionale, potrei sistemare l'affare in un paio di giorni. Pero' devi darmi le foto e le generalità.

[Cesare Battisti, L'ultimo sparo]

Gentilmente lanciatomi da Auro, rigiro il gioco di società 2006 ad altri tre: Footblog, Tracert, pwd.

Istruzioni per l'uso: prendete il libro che state leggendo, contate fino a p.123, contate fino alla quinta frase, copiate le tre seguenti, rilanciate ad altri tre blog. We're sooooo viral......

28 dicembre 2006

Ragionevoli dubbi

Ultimo romanzo di Carofiglio, protagonista l'ispettore Guerrieri. Si legge bene, appassiona anche. Pero' lo spunto iniziale poi rimane un po' sospeso, alcune vicende finiscono per essere poco verosimili, altre sono eccessivamente cinematografiche. A tratti, sale la sensazione di mangiare qualcosa di buono, ma troppo elaborato, troppo condito, come alcuni piatti francesi con la salsa troppo dolce.

27 dicembre 2006

Il solito nepotismo

Il senatore Guzzanti, volendo trovare un posto di lavoro ai propri figli di professione comici, ha aperto un blog.

La vita agra

Era metà del regalo per mio fratello. Il quale pero' l'aveva già letto, e mi ha caldamente consigliato di leggerlo (gli è rimasto un Philip K. Dick). Detto, fatto. La vita agra di Luciano Bianciardi è il ritratto del precariato metropolitano. Scritto nel 1961-1962, nella nebbia inquinata di Milano. Rispetto all'oggi, mancano internet e metropolitana. Per il resto c'e' tutto. Davvero bello, in tutti i suoi aspetti.

26 dicembre 2006

Tu hai visto la luce?

E' morto il reverendo Cleophus James.
For the day of the Lord cometh as a thief in the night.

25 dicembre 2006

Ad occhi chiusi

Secondo romanzo di Gianrico Carofiglio. Protagonista l'avvocato Guerrieri. Scritto meglio del primo (meno legalese), anche se continuano a fiorire orpelli a mio giudizio inutili intorno alla storia principale. Si legge bene.

24 dicembre 2006

Le Ali della Sfinge

Un Montalbano di Camilleri. Né più, né meno. Basta, e avanza.

Be my enemy

Ultimo Brookmyre a disposizione. Ora me ne manca solo uno, che pero' deve anora uscire in paperback. Qui il protagonista è il giornalista investigativo Jack Parlabane, insieme a un gruppo di persone chiuse in un castello scozzese. Alcune parti decisamente splatter, ma anche molte risate. L'ultima parte si legge tutta d'un fiato, e non molla la presa fino alla fine.

I diritti fanno male?

Un post molto interessante di Against Monopoly su Windows Vista e il sistema di Digital Rights Management: pare che il nuovo sistema operativo sia stato di proposito reso meno potente per consentire un miglior DRM.

23 dicembre 2006

City of Gods

Via Nero, segnalo City of Gods, bella iniziativa dell'intelligence precaria.
D'altra parte, ieri sera i "compagni" del TG3 hanno mandato in onda un vomitevole servizio sui precari del giornalismo, con due interviste a Roma e in Sicilia, facendo credere che la difesa dei precari sia il vero scopo di questo sciopero.
I giornalisti per gran parte si comportano in modo corporativo, e quindi sono da tutti percepiti come "privilegiati". La reazione tipica è: togliamo loro i privilegi. Imho, il ragionamento andrebbe invertito: i giornalisti hanno diritti che altri non hanno, e allora estendiamoli a tutti, 'sti diritti. Studenti, metalmeccanici, autonomi, contadini, ecc ecc.

22 dicembre 2006

E' Natale, intasiamo le reti

Mentre ai giornalisti veri arrivano regali che fanno sbavare la mia parte piu' nerd, a me arrivano soprattutto email di auguri dagli uffici stampa. Il podio delle cose più brutte per il momento è occupato da (dal bronzo all'oro):
- un video di 7 mega e mezzo con storiella idiota su Babbo Natale e i 3 porcellini;
- una mail con un centinaio di indirizzi in chiaro (e a parimerito, la risposta di uno dei destinatari, che non solo ha lasciato gli indirizzi in chiaro facendo reply to all, ma anche ha lasciato sotto la mail precedente, con tutti gli indirizzi riportati anche nel corpo della mail);
...and the winner is...
- una mail sobria, in arial rosso e blu, con frase di Teresa di Calcutta e auguri per il "Santo Natale": a questi lo scontro di civiltà je fa 'na pippa....

Menzione speciale della giuria: una foto della formazione della Fiorentina con maglia bianca e sovrimpressione artigianale (fucsia) del nome dell'azienda: gli auguri sono solo per il 2007, politically correct.

21 dicembre 2006

E' morto Welby.

Visto che sono in sciopero i maggiori siti di notizie, la notizia che Piergiorgio Welby è morto non circola quanto dovrebbe. Come mi dice Leti, il problema fondamentale è di questo non si parlerà più, visto che non ci sarà piu' nessuno a ricordarcelo.
I Radicali faranno il solito uso mediatico della cosa, assolutamente benemerito ma a pelle fastidioso.
Mentre noi rimarremo a chiederci quando potremo eutanasizzare un centro-sinistra con la Binetti e con Rutelli. Pace all'anima loro.

L'utilità delle religioni

Ora che sta per terminare, pare, segnalo la lunga serie di post di Lia Haramlik sul divorzio islamico di cui sta recitando la parte di protagonista. Estremamente istruttivo, soprattutto sull'inutilità e la dannosità delle religioni, quando interpretate come "collante di clan" (cit. dall'ultimo post, come produzioni identitarie a buon mercato. Da far leggere ai teo-con di ogni religione e latitudine.

18 dicembre 2006

Tra i vicoli di Roma

Raccolta di racconti appena uscita per Giulio Perrone Editore, comprata alla fiera una settimana fa. Un po' deludente. I racconti per gran parte non sono scritti male, ma è la Roma dei turisti e dei fuori sede, non è neanche quella dei miei nonni. Una lapide su un muro di Trastevere. Oleografia, molti luoghi comuni, qualche spunto interessante, nonché un attacco neanche troppo velato ai partigiani autori dell'attentato di via Rasella. IMHO, da lasciare sullo scaffale.

16 dicembre 2006

Brookmyre Reloaded

All Fun and Games Until Somebody Loses an Eye, da tradurre più o meno come "il gioco è bello quando dura poco". Penultimo di Brookmyre. Richiama molto True Lies, il film. Divertente, leggero, meno scozzese e "politico" di altri suoi libri, è estremamente godibile. Porta più o meno verso la conclusione che uno si aspetta, ma lo fa lungo strade verbali complicate e interessanti. Ottimo sotto l'ombrellone.
Meridiano Zero, la casa editrice che lo traduce per noi italiani, ha in preparazione The Sacred Art of Stealing, che forse e' il miglior suo libro letto finora. Nei prossimi giorni, mi aspetta Be My Enemy.

Di ritorno da Trieste

Trieste, sembra che sia una bella città. Ho conosciuto un po' di gente interessante, tra cui Qwerty e un ex-spazzacamino. C'è il mare, che e' sempre un piacere, e giovedi mattina sul mare si vedevano le Dolomiti innevate, bellissime. Molte bici e molto vino.
Ho letto molto, e le ultime ore di viaggio, da Mestre, son state vissute in una sensazione di straniamento: musica dell'ipod, un bel romanzo che uscirà a febbraio in italiano che sposta continuamente registri, personaggi e luoghi, un treno che viaggia nel buio, 4 lingue diverse dei passeggeri intorno, il cellulare che ogni tanto ti dice benvenuto in Slovenia o in Croazia. Rumiz e Capossela erano probabilmente i numi tutelari.
Mi hanno anticipato un invito per giugno da quelle parti, e sembra che un'amica si trasferirà lì a breve. Ci si torna.

La misura del mondo

E' un breve romanzo scientifico-filosofico di Daniel Kehlmann. Parla di Gauss e di Alexander von Humboldt. Mediamente, è noioso. Alcuni dialoghi sono più divertenti. Di scienza c'e' poco, di filosofia pure, ma c'e' lo zeitgeist della fine del Settecento. Vite molto interessanti, raccontate con scenette romanzate e dialoghi brevi. Non vale i 15 euro, secondo me, e non capisco come sia possibile che sia stato acclamato come un capolavoro.

13 dicembre 2006

Trieste e non solo

In partenza verso l'estremo nord-est, destinazione SISSA. Lavoro ma non solo. Il solito problema di quanti libri portarsi, con buona proporzione lavoro/non lavoro. Per ora il Brookmyre che sto leggendo (All is fun and games...) e le bozze di un Instar Libri che uscirà a febbraio: l'ho recuperato alla fiera dei piccoli e medi editori, di cui molti blog hanno parlato in settimana. Tra un califano, un veltroni e un baricco (che ha dato buca), anche cose molto interessanti, dai soliti noti. Qualche faccia nuova, persone che da email diventano carne e ossa, e qualche libro a prezzo molto scontato. Per gli amatori, Eleuthera ha ancora qualche Vonnegut nella prima edizione, quella grigia. Ora lo sta per ristampare Feltrinelli, e quindi quelle son le ultime copie.

12 dicembre 2006

Piazza fontina

Al TG2, stasera, la giornalista che ha fatto il servizio ha detto "tredici dicembre".
Provare per credere: sul sito www.rai.it c'e' il tg2 (forse poi lo tolgono?). Al minuto 11.02, parlando poi degli "sfiduciati" parenti delle vittime.

Pensionato Rai

Biagi torna in Rai. Ok, e' finita la rai berlusconiana, il regime, ecc ecc. Ma ha 86 anni, per dio. Dategli tregua, o volete l'infarto in diretta? Davvero non c'e' nessuno piu' giovane da metterci al posto suo? Perché non Luttazzi? Perché non Ferrazza?
Poi tocca dare ragione a Scalfarotto, perfino a Sofri jr... e non è bello.

11 dicembre 2006

segnalazione

Con colpevole ritardo, e grazie a lui, segnalo questo post di Mucho Maas

Serata a fasi alterne

Prima la buona notizia della morte di Pinochet, ma poi un derby finito malissimo, e un film imbarazzante, In viaggio con Evie.

07 dicembre 2006

Sconsiglio per gli acquisti di natale

Non vi fate ingannare dal prezzo e dal numero di pagine: l'Elogio della Bicicletta di Ivan Illich non vale assolutamente la pena.

04 dicembre 2006

fuori dal mondo

Tre giorni in campagna. La tv c'e' ma l'ho usata solo per i risultati del calcio e un tg. Dunque apprendo solo al ritorno che Pinochet sta più di là che di qua. Con un po' di cattivo gusto, si alzerà un calice. In questi casi si spera che ci sia un aldilà, dove venga punito anche per averci esportato (con l'esilio) gli Inti Illimani.

L'esser fuori dalla città ha anche permesso di evitare le orride truppe berlusconiane. Purtroppo il Tevere è rimasto negli argini, e non son caduti fulmini. Qui una delle cose piu' intelligenti scritte sulla manifestazione.

p.s.
a proposito del cile, si consiglia l'ascolto di questo pezzo.

01 dicembre 2006

informazione di servizio

*Plin plon*
Agli occasionali conoscenti che passano di qua: sto andando in campagna, torno lunedì in giornata. La connessione internet sarà rara e traballante (forse via bluetooth, o internet point. Ergo, contatti tramite cellulare.
*Plin plon*

p.s.
ho portato con me tre western di Sergio Leone. Se sparo a qualcuno durante il weekend, e' perche' non mi torna il conto.

oh.my.god

Luca Volonté dell'UDC dichiara ai media che Oviesse è uno strumento per introdurre il relativismo culturale e sradicare l'identità cristiana e cattolica dall'Italia.
Quando avro' finito di ridere, mando una mail a Volonté, facendogli presente l'esistenza di un comploto pluto-giudeo-massonico contro l'identità cattolica italiana. A questo punto, mi sembra evidente: da Oviesse ormai vendono solo cappucci neri e candelabri a sette braccia. Mica palle colorate e stelle comete....

p.s.
oggi è la giornata mondiale contro l'AIDS. Ma i rapporti tra Stato e Chiesa, sono protetti?

30 novembre 2006

traduzioni - blog di servizio

Ieri sera, rivedo la prima puntata del telefilm dr.House. Distrattamente, leggendo nel frattempo un librone di Dawkins. L'attenzione pero' viene stuzzicata quando
1- viene citato il filosofo "Ieger" (così viene pronunciato) che dice "non sempre puoi avere quello che vuoi".
2- vengono citati "Tuskeghe e Mengele" (cosi' pronunciati) facendoli passare per medici nazisti.

Per chi avesse visto quel telefilm:

- "Ieger" è in realtà Mick Jagger, e "You can't always get what you want" è una splendida canzone dei Rolling Stones.

- "Tuskeghe" non è un medico nazista, ma Tuskegee (taskaghii), un paese dell'Alabama dove fu condotto uno studio atroce sulla popolazione nera e l'infezione da sifilide: i maschi neri infetti non venivano curati e si guardava cosa succedeva. Ciò avvenne dal 1932 al 1972: dal 1947 era disponibile la penicillina per il trattamento della sifilide, che non venne però somministrata ai pazienti. Lo studio venne interrotto solo perché ci fu una fuga di notizie. E' considerato uno dei punti di svolta nella storia dell'etica medica.

Copyright del cazzo

Dal blog di un avvocato che si occupa di proprietà intellettuale apprendo che un pisello finto può essere coperto da copyright. La storia:
Un tipo produce cazzi finti modellati su modelli famosi. Dà licenza di vendita a uno, che continua a distribuirli anche dopo la fine della licenza. Il produttore fa causa. L'altro si difende, sostenendo che un pisello finto non ha un'intrinseca utilità funzionale, e quindi non può essere coperto da copyright. Secondo il distributore, infatti, i cazzi finti sono oggetti da collezione, da mettere in salotto sul caminetto per farli vedere agli amici, e basta.
Il giudice (una donna, parrebbe) tuttavia prende in mano la confezione e fa notare che c'e' chiaramente scritto: "resistente alla lavastoviglie" e "compatibile con diversi tipi di lubrificanti". Ciò fa quindi pensare a un uso che non sia solo quello espositivo da collezione, ma che sia esplicitamente previsto un uso sessuale. Inoltre, le loro caratteristiche estetiche - per quanto artistiche - sono pensate per essere eccitanti, e dunque non si può separare l'estetica dal suo possibile utilizzo pratico.
A favore del distributore, tuttavia, il giudice ha sottolineato che le leggere differenze (colore e dimensione) rispetto ai modelli originali (i piselli veri, oggetto di imitazione) non erano abbastanza per rendere originali i piselli finti e quindi per proteggerli con il copyright.

via Against Monopoly

29 novembre 2006

Quite ugly one morning

E' il primo romanzo di Brookmyre, che grazie all'usato di amazon mi son procurato per pochi euri. Ne valeva la pena, decisamente. Ritmo serrato, il declino etico-sociale della fine del thatcherismo come bersaglio, trama ben congegnata. E' stato tradotto in italiano con il titolo "un mattino da cani".

Il mondo di Quark

Volete conoscere la misteriosa vita sessuale delle anaconde?
Sapevatelo, su RadioDD con la Selecta #7.
(e alza quel volume...)

28 novembre 2006

internet è per scemi?

E' un interrogativo che si pone Leonardo (vedi post precedente). Non lo so, pero' direi che alcuni lo pensano, e quindi scrivono articoli che dicono:
l'età media delle pazienti è fra i 26 e i 45 anni
oppure
interventi che si fanno in day hospital con una leggera anestesia e durano dalle 4 alle 8 ore.

Discussioni interessanti

Su Macchianera e sul suo blog, Leonardo fa discutere di fumo (e di arrosto) nella scienza. Filippo Facci dimostra di essere un pessimo discussant, per le cose che dice e per come le dice. La discussione in generale dimostra che leggere articoli scientifici non vuol dire automaticamente comprendere l'impresa scientifica (almeno nelle sue linee generali).

Mafe invece parla delle esperienze di una donna che cresce in questa società. E lo fa con magnifico distacco, come se fossero le istruzioni della lavatrice. Serve anche questo: lo schifo della normalità colpisce di più.

E io? Io ho fatto su e giù da Bologna, che era in una nebbia fascinosa che sapeva di castagne e di brodo (che volete, qui a Roma non si dà...), e ascolto De André.

25 novembre 2006

Hybris giornalistica





Rivoluzionari di tutto il mondo, unitevi.

24 novembre 2006

la TV dell'immobilità

La temporanea difficoltà deambulatoria mi ha portato a molta TV. Ho scoperto che Crozza fa una cosa interessante e discretamente comica. E ho scoperto, con colpevole ritardo, My Name is Earl, un telefilm che va in onda su Italia Uno dopo le 23.30.
Sottoproletariato americano, karma da due soldi. Che, tanto per dire, nella puntata andata in onda ieri sera, i due protagonisti attaccano a cantare questa canzoncina (e io con loro):
"Look at what's happened to me/I can't believe it myself..."
Immagino che sia questo sfondo culturale comune che me lo fa piacere. E per questo non possiamo non dirci americani? Altro che radici cristiane dell'occidente...
Poi stamattina una mail mi segnala questo. L'ultima biforcazione che ha portato a quel video, è questa.

p.s.
sto iniziando ad amare Youtube...

23 novembre 2006

ISS pro

Via Sviluppina, anche i calciatori hanno un cervello (a parte Totti, ma ci piace così).

Vauro legge Mauro

Ieri scrivevo questo post.
Oggi Vauro sul Manifesto pubblica questa vignetta:

22 novembre 2006

Beati

Con Raimo ci conosciamo dai primi anni di università, me lo ricordo nel 1994 prima delle elezioni girare con una spilla del GS sul bavero del cappotto: mossa antiberlusconiana, proprietario (all'epoca) della Standa. Ne ho seguito l'evoluzione di scrittore, mi ha fatto scoprire David Foster Wallace, è l'unica persona che conosco che abbia preso parte alle prime "derive psicogeografiche" lutherblissettiane, abbiam parlato di Coupland e di Coe e di tanti altri.
E' quindi con molto piacere che linko questo pezzo da Liberazione.

...beati i rumeni morti sul colpo scivolando dal tetto alle 14 e 30 del primo giorno di lavoro mentre stavano operando in un capannone da mettere in sicurezza nella frazione dei Quercioli a Massa, che sarebbero rimasti a lavorare nella provincia apuana per circa due anni, per mandare soldi alla famiglia, moglie e tre figli, moglie e figli ancora in attesa dei risultati dell’inchiesta della magistratura.

Gioco all'alba

Il mio primo Schnitzler, regalo di compleanno. Racconto lungo di illusione e vendetta. Un breve capolavoro.

Il caffé del bar

La forzata immobilità impedisce di adempiere al rito pluriquotidiano dell'espresso al bar. Quindi, ci si riduce a discuterne con blogstar del calibro di sir Squonk e herr Herzog.
Da queste parti, si è convinti che il caffé possa essere - e sia al di sotto di certe latitudini - esperienza sincronica, eminemente relazionale, molteplicità orizzontale.

c'e' sempre qualcosa da imparare

Pare che i preservativi fossero utilizzati già qualche millennio prima di Cristo. Ora due millenni dopo Cristo, un papa chiede un dossier sul preservativo. Pare che il foglietto di istruzioni non fosse sufficiente.

20 novembre 2006

Da questa parte del mare

Grande disco di Gian Maria Testa. Dedicato alle migrazioni, porta alla mente il miglior Fossati e in un paio di pezzi almeno, anche l'immenso De André.

19 novembre 2006

Nessuna cortesia all'uscita

Terzo romanzo dell'Alligatore, di Massimo Carlotto. Letto ieri sera tra le undici e le tre: mafia del Brenta e la disgregazione del microcosmo della criminalità organizzata veneta. A tratti moralista, ma offre scorci di realtà dietro gli articoli di giornale. Imho, to be read.

18 novembre 2006

Spese di spedizione

Ho comprato tre libri di brookmyre che mi mancavano (il quarto assente c'è solo in hardback: aspettero'), su amazon.co.uk. Tutti e tre usati, per cifre irrisorie comprese tra 0.54 e 1.67 pounds. Ognuno di essi porta 3.94 pounds di spese di spedizione (per un totale di circa 23 euro), visto che ognuno di essi viene da una libreria diversa. Su Ibs se ne trova uno solo di quelli che cercavo, e solo nuovo: circa 11 euro di libro, più 3 e mezzo di spedizione.

One Fine Day in the Middle of the Night

Altro libro di Christopher Brookmyre, al momento uno dei miei autori preferiti. Tradotto come "Scusate il Disturbo". Elementi tipici: comicità, satira sociale, plot intricato, Scottish scenario. IMHO, da leggere.

La prima volta

Dopo vari incidenti a caviglie, mani e polsi, e' arrivato il momento del ginocchio. Nulla di grave, ma essere costretti all'immobilità la sera prima di un convegno per cui hai lavorato dieci giorni, e dove il tuo nome era a fianco di quello di Evelyn Fox Keller e di Michel Morange, fa schizzare verso l'alto il quoziente bestemmia.

16 novembre 2006

Note concidenze a pedali

In bici per garbatella, tornando a casa alle due di notte. Camionetta della polizia che mi si mette dietro, la strada e' stretta. Sta li' per tutta la durata della canzone, e anche per l'inizio di quella dopo. Lo shuffle mandava, nell'ordine: Police on My back, dei Clash, e Police on my back, nella versione Asian Dub Foundation/Zebda.

15 novembre 2006

Ministro della comunicazione

Ora, qualcuno riesce a spiegarmi perche' Padoa Schioppa e Mussi si debbano parlare con lettere sul corriere della sera, piuttosto che farsi una telefonata?
Il prossimo passo qual è, una tenzone in rima a piazza del popolo? un duello all'alba al gianicolo?
Ma chi gli fa le strategie comunicative a questo governo, Funari?

La smorfia dei treni

Si legge sui giornali la notizia che trenitalia sia sull'orlo del fallimento.
Peccato, perche' sui treni che ho preso negli ultimi mesi (su e giu' tra roma e bologna, ma anche roba da pendolari tipo roma-cassino) davvero non avevo recriminazioni da fare, a parte qualche minuto di ritardo. Mi rimane comunque un dubbio: la numerazione dei posti. C'e' un segreto motivo cabalistico che spiega perche' il 31 sia vicino al 33 ma al fianco del 32 ci sia il 38?
36 34 38 32
35 37 33 31

12 novembre 2006

Con le peggiori intenzioni

il fenomeno editoriale italiano del 2005. Inizia anche benino, scritto in maniera accattivante, woody allen e philip roth piu' un cecio della commedia all'italiana, gassman e sordi. Poi sbraca in maniera indecente. le ultime 100 pagine (su trecento) si leggono per dovere pensando "che palle".
Sembra fatto apposta per rivalutare Baricco.

11 novembre 2006

Legna per l'inverno

In questi giorni si va a riempir la legnaia per l'inverno. E non è solo una metafora.
La colonna sonora è varia: Liscia e Piatta di Loy & Altomare, Science Fiction/Double Feature, Billy 1 di Dylan, e quindi Time of your life dei Green Day.

08 novembre 2006

Esordi

Prima lezione di un master, prima amichevole di stagione.

Ottimismo internazionalista

Abbiamo perso il Molise, ma abbiamo conquistato il Montana.

07 novembre 2006

Microfisica del disagio

entrare nella metro e mettersi a leggere un libro dal titolo "Il Fascismo Razionale".

06 novembre 2006

Il Re di Girgenti

Camilleri, affabulazione, storia e narrazione. Mescoli il tutto e viene fuori la rivoluzione di Girgenti (aka Montelusa), dove un viddrano diventa re, legge le stelle, fabbrica acquiloni, e incide le leggi su un albero.

The Departed

Scorsese minore, molto manieristico, con qualche autocitazione. Jack Nicholson regge il film da solo, un paio di sue facce valgono il biglietto. Insomma, in due ore e mezza anche all'ultimo spettacolo non ci si addormenta, però non è certo un capolavoro. Manca anche la capacità di Scorsese di fare dei "quadri" con la macchina da presa. Effettacci splatter, altri effetti di montaggio che non aggiungono molto, storia complicata il giusto, tra talpe e informatori che si cambiano di posto, che nella seconda parte si smoscia un po'. Alla fine, la sufficienza la prende (stiracchiata), non foss'altro per il grande mestiere che c'e' dietro.

04 novembre 2006

Delusioni

Sempre a proposito di credenze:


(da wulffmorgenthaler)

02 novembre 2006

Espatriare il Vaticano

Vediamo se ora - dopo ciò che è successo in Turchia - qualcuno in Italia decide di far presente che la Repubblica non c'entra nulla con quel regno teocratico che occupa un quartiere di Roma.
Tra l'altro, spostare il Vaticano da qualche altra parte (Capraia, Ponza, Polonia, Siberia) sarebbe una grandissima occasione di rilancio dell'economia italiana: i palazzinari romani si fregano le mani solo all'idea....