30 settembre 2007

In questo mondo libero

Un film di Ken Loach: ormai un genere a sé. Bello, bello che fa male (cit.) nel mostrare la natura criminale innata nel capitalismo neoliberista: il padrone è criminale e solo diventando criminali si riesce a riavere indietro un minimo di dignità, e di denaro.

Fa paura

Mi fa paura quest'articolo di Ronchey sui Rom. Un articolo agghiacciante per razzismo, fascista nei modi e nei contenuti. Citare a sostegno delle proprie tesi un articolo di Montanelli del 1939 (quando Montanelli era pienamente e consapevolmente interno al regime fascista), è assurdo, oltre che stupido. Indicare un soggetto sociale arbitrario come un'emergenza sociale, attribuirgli qualità intrinseche impossibili da eliminare, chiudergli le porte per appartenenza etnica: già visto, già sentito.


(via Cronologia - clicca sull'immagine per vederla più grande)

E anche adesso è rimasta una scritta nera,
sopra il muro davanti a casa mia.
Dice che il movimento vincerà;
il gran capo ha la faccia serena,
la cravatta intonata alla camicia.

29 settembre 2007

Quando meno te lo aspetti

In una puntata della seconda serie del dr.House spunta il capoccione, ormai non più biondo ma ancora riccio, di Ralph Supermaxieroe.

Placebo, placebi, pillole inutili

Da Bad Science, un'interessantima storia. Se non vi va di leggerla in inglese, segue riassuntino.
Pazienti con mal di schiena persistente e resistente a ogni trattamento, divisi in tre gruppi. il primo aumentava i normali farmaci. Il secondo agopuntura. Il terzo una finta agopuntura. Risultati: miglioramenti nel 27% del primo gruppo; nel 47% nel secondo; nel 44% del terzo.
Brutalmente, la morale è che infilarti aghi a caso nel corpo è efficace quanto seguire meridiani della saggezza cinese. Un placebo più complesso che una semplice pillola, probabilmente. O forse un po' placebo, un po' qualche meccanismo fisiologico innescato dalle punture.
Ci sono poi considerazioni più interessanti, sulla medicalizzazione della nostra società. Ma li fa direttamente Ben Goldacre, quindi andate a leggere lì, che è molto interessante e vi dà pure i riferimenti precisi.

28 settembre 2007

Le ore

Romanzo di Michael Cunningham, giocato su tre storie legate in qualche modo a Virginia Woolf. Non avendo mai letto la Woolf, né avendo mai visto il film che da questo libro è stato tratto, probabilmente ho perso molto. Ma nonostante questo, è un bel libro. Cunningham, anche attraverso la traduzione che in alcune frasi fa sorgere qualche dubbio, sa scrivere.

Mary lingers a moment behind Julia, allowing herself a view of Julia's broad, graceful back, the twin moons of her ass. Mary is almost overwhelmed by desire and by something else, a subtler and more exquisitely painful nerve that branches through her desire. Julia inspires in her an erotic patriotism, as if Julia were the distant country in which Mary was born and from which she has been expelled.

Mary esita un momento dietro a Julia, e si concede uno sguardo alla sua schiena larga e aggraziata, alle lune gemelle del suo culo. Mary è quasi sopraffatta dal desiderio e da qualcos'altro, un nervo più sottile e più squisitamente doloroso che si ramifica nel suo desiderio. Julia le ispira un desiderio patriottico, come se fosse la terra lontana in cui Mary è nata e da cui è stata esiliata.

Geni - III

Il primo che dalla Calabria salì a Roma fu Salvatore S., fratello di mia nonna Rina. Era un muratore, nato il 25 gennaio del 1903. Iscritto alla sezione del Partito Comunista di Reggio Calabria, poi a quella di Tremolini. Infatti la sezione di Reggio, forte di 80 iscritti, si suddivise in gruppi e cellule territoriali per ‭"per sfuggire alla continua ininterrotta vigilanza della locale Questura", secondo le informative che giungevano al Casellario Politico Centrale. A Tremolini, gli iscritti erano undici.
Arrivò a Roma nella seconda metà degli anni Venti, Salvatore S. Abitava in viale Tirreno all'epoca, zona Montesacro, appena al di là dell'Aniene: negli anni Venti un borgo di campagna. Ad esempio, nel 1929 a poche centinaia di metri da lì, più verso il centro, c'era una cava di ghiaia, dove furono ritrovati i crani neandertaliani di Saccopastore.
Salvatore S., come mio nonno che aveva conosciuto giù in Calabria, aveva dei problemi con il lavoro: la sorveglianza, fatta di perquisizioni e continue richieste di presenza in questura, gli faceva perdere gli impieghi. Così nell'agosto del 1929 scrive al Duce e al Ministro dell'Interno un esposto, al fine di essere radiato dall'elenco dei sovversivi. La sintassi è un po' zoppicante: ‭
Da ragazzo, per pura disgrazia fu iscritto per pochi mesi al partito comunista, perché ignoro ciò che significa politica, ma fin dal 1925 non ha appartenuto più a partiti, ma bensì al sindacato Edili Fascisti, ora benché celibe ma maggiore di altri otto fratelli e sorelle, per i quali deve lavorare notte e giorno per poterli aiutare, ma data la segnalazione rimane impossibile trovare lavoro necessario per aderire alle richieste di aiuto della sua famiglia, perché ora si reca a lavorare.
Ahilui, non ottiene alcun risultato, e d'altra parte lui non si iscriverà mai al Partito Nazionale Fascista. Così nel 1941, quando il Casellario Politico Centrale viene ripassato tutto date le circostanze belliche, così chiosano (e anche qui la sintassi lascia a desiderare...) i funzionari:
Non è iscritto al PNF e verso il Regime tiene contegno riservato. ‭Poiché non si sono raccolti elementi comprovanti di essersi ravveduto, quest'Ufficio non riene opportuno radiarlo dal novero dei sovversivi.
Salvatore S. era di ‭Statura 1.70, corporatura media, viso ovale, colorito naturale, bocca larga, barba e baffi radi, capelli castani alla Mascagna, occhi castani. Suo figlio Paolo, cugino di mia madre, gli assomiglia tantissimo.
Salvatore S. fu colui che fece conoscere i miei nonni, combinando il matrimonio da cui nacque mia madre.

il contesto

In altri tempi il titolo "La polizia chiude i monasteri", appena arrivatomi dal servizio Prima pagina di Internazionale, avrebbe titillato il mio anticlericalismo viscerale.
Ora, invece, tocca proprio stare dalla parte dei monaci, ma soprattutto dalla parte della popolazione che sfama quei monaci con le elemosine. Consolazione: questi monaci non portano croci e vestono giallorosso.

Incontri strani

Ho appena visto l'imponente silhouette di Mario Adinolfi entrare nell'internet point qui sotto.

27 settembre 2007

L'impero della carta

L'impero della carta è l'Archivio di Stato, dove sto passando un po' di giorni, con alterne fortune umane e lavorative. Si entra lasciando un documento e ritirando un badge che ti identifica come "studioso", per poi riempire un modulo che non prevede alcun tipo di informativa relativa al trattamento dei dati personali. A richiesta precisa, la direttrice non ha saputo rispondere. Passiamo oltre.
Anche all'archivio di stato, per quanto non sia una biblioteca in senso stretto, esiste la bibliotecaria stronza. Pero' poi esistono anche molte impiegate (solo donne, non si sa perché) che interagiscono con il pubblico, che sono solamente pigre. Quelle che ti rispondono, con aria di rimprovero e un po' scocciata: "no, guardi, la sua richiesta deve aspettare perché c'e' molto da fare", mentre sfogliano Astra o un quotidiano qualsiasi. C'e' anche un custode di sala che legge il Manifesto e libri sui brigatisti: arriva tutte le mattine con un'Harley Davidson blu che ha l'impronta ecologica del Burkina Faso.
Ci sono poi gli obiettori, ora volontari di servizio civile. Normalmente sono tutti dietro all'unico computer connesso a internet: dai rumori che produce il pc, scommetterei su estimatori di youtube. Pero' stamattina gli obiettori lavoravano un po' per portare via i faldoni: ma si urlavano anche i risultati e i commenti alle partite di ieri. Dentro la sala studio. Dove d'altra parte, se ti metti a parlare al cellulare, dopo che ha squillato a massimo volume, sei sommerso dalle occhiatacce degli altri utenti, ma a nessun funzionario verrà in mente di muovere il culo e fare alcunché per chiedere un minimo di silenzio.
E poi, di conseguenza, il capolavoro dell'amministrazione del personale: uno dei custodi di sala ha un problema psichico di qualche tipo. Questo tipo, che sembra tra l'altro sveglio e simpatico, parla da solo, ad alta voce, alta davvero. Ovviamente, ha molti turni nella sala studio, dove un folto pubblico può prestare orecchio alle sue chiacchiere.
Pero' all'Archivio di stato ci sono anche molte persone brave che si impegnano, tra cui la direttrice. Pensate, da loro riesci anche ad ottenere gli inventari dei fondi archivistici, come quello che sto consultando io. Per avere questo inventario, devi chiederlo a lei, la quale apre uno sportello, tira fuori un faldone, estrate un blocco a quadretti formato A4, e ti mostra l'inventario. Scritto a mano, con biro blu. Roma, A.D. 2007.

Quesito della settimana XIII

Per uscire dalla piazza, vanno bene entrambe le strade?

26 settembre 2007

Geni - II

Giovanni B.,‭ ‬nato a Limbadi il‭ ‬1°‭ ‬luglio‭ ‬1898.‭ ‬Muratore. Era mio nonno, nonché nonno di quest'individuo, con cui condivide molta fisionomia.
Il primo agosto‭ ‬1925,‭ "‬il comunista B. in un breve alterco per ragioni partito colpiva milite fascista in abito borghese D'agostino Domenico‭".
Pochi anni dopo è a Torino, dove gira diversi indirizzi: per lo più affittacamere. Così la questura di Torino nel 1932: "‬Risulta di cattiva condotta morale,‭ ‬già condannato per furto [accusa incerta, NdR] e lesioni con sfregio.‭ ‬E‭' ‬di intelligenza svegliata,‭ ‬ma di mediocre cultura,‭ ‬avendo frequentato solo le scuole elementari.‭ ‬Non ha mai ricoperto cariche pubbliche,‭ ‬lavora attivamente e dal lavoro ricava i mezzi di sostentamento.‭ ‬In passato professava apertamente idee comuniste e svolgeva attiva propaganda.‭ ‬Nel‭ ‬1925‭ ‬venne arrestato e denunciato perché resosi responsabile di lesioni in danno del Fascista D'agostino Domenico.
Nel‭ ‬1926‭ ‬venne indicato come diffusore di manifestini sovversivi ma non essendosi raccolte prove a suo carico fu soltanto diffidato a munirsi della carta d'identità‭ [‬...‭]
Individuo abbastanza scaltro,‭ ‬è ritenuto pericoloso in caso di disordini o manifestazioni pubbliche.‭ ‬Figurava pertanto nell'elenco‭ ‬2°‭ ‬delle persone da arrestarsi in determinate contingenze.‭ ‬In questi ultimi tempi,‭ ‬sebbene continui a serbare le sue idee,‭ ‬non dà luogo a rilievi e,‭ ‬in linea di esperimento,‭ ‬è stato depennato da detto elenco ed incluso in quello successivo.‭ ‬E‭' ‬oggetto di attenta vigilanza.‭"
Nel 1934 verrà depennato dal 2° elenco, per essere messo nel 3°. Nel 1937 presenta un esposto proprio per far cessare i continui arresti e le perquisizioni, che gli impediscono di lavorare con continuità'. Non se lo filano. In questo periodo prende parte alla costruzione di Cinecittà.

Il‭ ‬4‭ ‬luglio del‭ ‬1940,‭ è "‬tradotto nel campo di concentramento di Manfredonia,‭ ‬siccome elemento pericoloso all'ordine pubblico nelle attuali contingenze.‭"
Un anno dopo‭ ‬viene trasferito ‬a Bisaccia (AV).‭ Dopo il primo periodo a Bisaccia, il rapporto periodico attesta che "ha tenuto dubbia condotta politica senza dar prova di ravvedimento‭".

(continua, se trovo altro...)

La catena di Zoro

Lorenzo ringrazia me, io ringrazio Auro, ma tutti ringraziamo Zoro per questo.

24 settembre 2007

Geni - I

A 19 anni non ancora compiuti, presumibilmente prima di imparare il mestiere di falegname, viene condannato la prima volta per furto semplice, venti giorni. Nove mesi dopo, altri 2 mesi e 27 giorni: non più Reggio Calabria, ma Messina. Il mese dopo, a Scilla si prende altre tre condanne, per un totale di 133 giorni di carcere, tutti per furto semplice.
Poi, tre anni dopo, altri 5 mesi: il furto è continuato, non più semplice, ma la pena viene condonata. Gli verrà condonata anche la pena più grave: un ergastolo, per diserzione qualificata.
Probabilmente, vista la buona sorte, è allora che impara il suo mestiere, e per cinque anni non se ne sente parlare. Ma ecco una nuova condanna: un mese, e pena pecuniaria per contravvenzione alla legge sull'emigrazioone. Aveva tentato di scappare a Parigi.
Poi oltraggio, tre anni dopo, e ancora oltraggio e soldi per contravvenzione alle leggi di Pubblica Sicurezza. La prima truffa gli va bene, e viene assolto per insufficienza di prove.
Ma quando 3 anni dopo spaccia una cambiale falsa, si becca 2 anni, 6 mesi e 5 giorni, a Messina.
Esce di galera, e si fa una condanna di sei mesi per maltrattamente in famiglia.
L'ultima condanna certificata è del 1937: 10 mesi, e 11 giorni, da scontare a Scigliano (CS): tra i vari appelli, ecc ecc, esce dal carcere il 17 maggio del 1941. E torna a vivere nel paese dove si era stabilito già da quindici anni: Santo Stefano d'Aspromonte.

Questo è il fascicolo di Natale B.,‭ ‬nato il‭ ‬12.4.1896,‭ ‬nato a Limbadi‭ (‬CZ‭), falegname comunista, considerato sovversivo e pericoloso, definito di "espressione antipatica" e di vestiario "indecente" nella scheda del Casellario Politico Centrale. Era il fratello di mio nonno Giovanni, lo zio di mia madre.

Macbethas

In lituano, Macbeth è Macbethas. Eimuntas Nekrosius è lituano, quindi ieri sera sono andatao a vedere non Macbeth, ma Macbethas. In lituano. Con i sovrattitoli in italiano. Du' palle, penserete voi, e pensavo pur'io prima di vederlo. Poi, una volta lì, si rosica di non capire il lituano, ma si rimane affascinati da come venga messa in scena the Scottish play. Io l'avevo vista l'ultima volta in un parco di Oxford: il contrasto è notevole.
Nekrosius fa parlare molto poco i personaggi, che invece si muovono molto: Shakespeare sembra ridotto all'osso, alle materie prime, quasi senza sfumature. Tutto ha una massa, uno spessore forte. E anche in scena c'e' del legno massiccio, travi che oscillano, pietre. Non c'è nulla di etereo, di leggero. Ma d'altra parte Macbeth ha poco di leggero: tradimenti, omicidi, ambizioni e follie. La materia prima della dannazione umana, come il legno e le pietre sono alla base degli edifici che si costruiscono. Imho, molto bello. Per di più, si scopre che anche in Lituania si gioca a campana.

un titolo, non lo trovo

Ci si abbraccia e si piange, si sorride e si ricorda, si piantano manghi in Africa e si beve insieme, si scrivono canzoni e lettere mai spedite, ci si guarda intorno e si maledice il mondo.
Si lucidano le memorie e si accarezzano le cicatrici, si respira a fondo e si vive di presente, si stringono i pugni, gli occhi e i denti e si lascia andare il cuore.
Oggi è il 24 settembre, e il mondo ha un altro colore.

22 settembre 2007

Smisurate Preghiere

Una biografia di Fabrizio De André (pubblicata da Arcana), scritta da un amico che l'ha accompagnato per decenni. Si legge con passione: analizza tutti i dischi legandoli alla vita dietro le canzoni. La lettura viene rovinata solo da due fattori. Il primo: il fatto che l'autore, Cesare G. Romana, scriva per Il Giornale. Il secondo: una scrittura a volte insopportabilmente manierista. Per esempio: "M'accorgo una volta di più, che Dori è rimasta bellissima: il sorriso da meriggio, la biondezza di seta."
Per fortuna, De André va oltre e la bellezza della sua opera non ne esce diminuita.

21 settembre 2007

Il valore della famiglia

ACS SPDCO 500.014/2-4

Agosto XVII

"In occasione della chiusura della contabilità 1937-38 vennero concesse al personale della Cassa del ministero dell'Interno le gratificazioni sottonotate;
Rag. Raffaele Damia £1000
Comm. Angelo Masciotta £1000
Ai 3 uscieri £250
Per il Cassiere, Principe Gerolamo Sersale, fu proposta la concessione di una onorificenza che non gli fu concessa perché celibe."

Post inutile

In Svezia neanche lo sapranno, ma qui si vota Dylan, e in second'ordine Roth.

20 settembre 2007

Ma con che gente ci siamo alleati?

ACS SPDCO 500.014/2 - 1

Giugno 1943 -XXI
Segnalazione dei Reali Carabinieri


Molti degli appartenenti ai reparti delle FF.AA. germaniche dislocate in Pratica di Mare (Roma) prendono giornalmente il bagno alla spiaggia di Tor Vajanica completamente ignudi, svestendosi alla presenza di donne e bambini.


Forse così nacque Capocotta...

Basta che siano giovani e belle

ACS, SPDCO 500.014/10-1

Segnalazione Anonima
Napoli 6 agosto 1941 XIX

Al DUCE: dice che a Napoli in via S. Biagio dei Librai 8 il servizio segreto inglese per il tramite della Svizzera ha installato una casa di tolleranza clandestina ove il servizio segreto funziona con la massima facilità appoggiato, dato che si trovano belle e giovani donne, anche dalle autorità locali.