27 ottobre 2010

SSN e me

Per fortunate coincidenze, mi trovo ad avere a che fare con il Servizio Sanitario Nazionale. Ora: sappiate che a Roma, non tutte le prestazioni si pagano in cassa alla ASL. Il test di Mantoux (per scoprire la TBC) si paga alla posta.
Se telefonate al CUP laziale, vi faranno prima un conto alla rovescia: il tempo di attesa è di due minuti e quindici secondi - La primavera di Vivaldi - il tempo di attesa è di due minuti - La primavera di Vivaldi - il tempo di attesa è di un minuto e quindici secondi - La primavera di Vivaldi - ecc.
Quando il tempo finisce: Lei è in attesa di essere collegato al primo operatore disponibile - La primavera di Vivaldi - Ad lib.

Ma soprattutto, per ECG e visita cardiologica, oggi 27 ottobre un appuntamento a Roma si prende per gennaio. Se la vuoi con libera professione in ospedale, anche domani, e scegli dove, e costa tre volte tanto. Ma lo stesso certificato, fatto dallo stesso medico, nello stesso studio, con lo stesso macchinario, fatto la mattina vale per la certificazione legale; fatto il pomeriggio è ontologicamente diverso (come il tempo dell'attesa telefonica), e non è valido.

Update: bastava andare a chiedere direttamente all'ambulatorio di cardiologia, e farsi forzare nelle prenotazioni. In un'ora ho risolto, pagando anche meno di quanto pensassi.

12 ottobre 2010

1974

Libro di David Peace (e mio anno di nascita). Nero, ma un po' più scuro del nero perché immerso nel grigio inglese pre-thatcher, con i sindacati in rivolta, le bombe dell'IRA, l'inverno di Leeds, la moquette sintetica e muffosa che sembra uscire dalle pagine del libro. Un infanticidio che finisce per portare il lettore in una storia di corruzione, torture, perversioni paurose, sangue piscio e merda che colano ovunque. Da leggere, ma non per anime candide.

La nostra vita

Film di Daniele Luchetti. Tristezza infinita per un film ben recitato, che rimane un po' appeso tra il voler mostrare le orrende viscere della società italiana e il lieto fine della famiglia come unico rifugio e aiuto nei momenti difficili. Buoni sentimenti a go go, lacrimoso in alcune parti, si può dire un film veltroniano.

18 settembre 2010

La Sapienza sotto terra

Nella piu' grande universita' d'Europa, hanno appena aperto, dopo anni di lavori, un parcheggio interrato. Grande, con molti posti auto. Sopra hanno fatto un bel piazzale bianco di travertino, con qualche olivo, un po' d'ombra, panchine. Non male, se non per il fatto che l'estate il candore e' abbacinante, e devi avere gli occhiali da sole per sopravvivere.
Comunque, c'e' il parcheggio interrato. Ma alla Sapienza c'e' anche il parcheggio all'aperto. Infatti la citta' universitaria e' letteralmente invasa da automobili, nonostante sia una delle zone meglio servite dai mezzi pubblici.
Quindi il ragionamento e' stato: facciamo un parcheggio interrato, cosi' almeno liberiamo un po' di posto all'aperto, e tutto diventa almeno piu' bello, se non sostenibile. Tutto giusto (a parte il fatto che le iniziative per la mobilita' ciclabile e sostenibile sono piu' o meno pari a zero).
Bene, hanno fatto i regolamenti d'accesso: la sosta all'esterno e' gratuita, per quella interrata il permesso costa 30 euro. Al mese.

P.s. Per il parcheggio interrato, il personale docente e di ricerca deve essere in regola con la rendicontazione della produttivita' accademica dell'ultimo triennio.

La storia si ripete

Mio nonno, anzi nostro nonno, era nato nel 1898, era comunista iscritto al partito. Dall'età di 25 anni non si trovò proprio a suo completo agio in questo paese. Nell'Archivio Centrale dello Stato avevo trovato un po' di cose a suo carico: quando il Re andò a Reggio Calabria a visitare la città, le forze dell'ordine lo cercarono, per assicurarsi che non facesse nulla. Poi quando Hitler veniva a Roma, o prima del primo maggio, veniva messo in galera con i suoi compagni riconosciuti: questione di sicurezza e ordine.
Tutto ciò per dire che oggi a Londra hanno arrestato sei persone per la visita del papa Benedetto XVI, sulla base di una conversazione orecchiata da qualcuno, e basta.

01 settembre 2010

Strage

Romanzo di Loriano Macchiavelli. Uscito nel 1990, ritirato dalle librerie dopo una settimana, e ora uscito con il trentennale della strage della stazione di Bologna. Molto bello, intricato il giusto, una ricostruzione fantasiosa degli anni Settanta italiani, con personaggi più o meno riconoscibili. I protagonisti della finzione sono un po' troppo super-eroi capaci di fare qualsiasi cosa, ma alla fine si perdona questa forzatura. Bello.

Indignazione

Romanzo di Philip Roth. Non c'è Zuckerman, ma c'è sempre un giovane ebreo, nell'America conformista degli anni Cinquanta. L'indignazione è quella del popolo cinese contro i giapponesi nella seconda guerra mondiale, ed è la rabbia del protagonista contro chi vuole controllare la sua vita, il cui punto culminante è un pompino. Racconto lungo o romanzo breve, si legge in poche ore, e rappresenta un ramo possibile della vita di Zuckerman, quello che sarebbe potuto succedere se....Da leggere.

Pandemonium

Romanzo di Christopher Brookmyre. Orrore e raccapriccio nelle highlands scozzesi, dove si scopre cos'e' veramente il diavolo, si prende in giro il Vaticano, e si ride parecchio. Non il suo migliore libro, soprattutto per una soluzione un po' esilina dal punto di vista etno-antropologico, ma comunque bella lettura.

13 luglio 2010

Serpenti di Carta

Romanzo di Alicia Gimenez-Bartlett. Peggio del precedente appena letto. Dovete proprio essere innamorati di Petra se vi è piaciuto. L'assassino è evidente da pag.20 circa, il movente da pag.30, l'esecutore materiale forse da p.31. Poi continua per oltre 200 pagine, con la Delicado che si interroga sulla maternità e la famiglia. Anche no, grazie.

Morti di Carta

Romanzo di Alicia Gimenez-Bartlett. Protagonisti Pedra Delicado e il suo vice Garzon. Si legge soprattutto per vedere se effettivamente l'assassino indovinato a circa un terzo del libro è quello: effettivamente lo è. Qui si tratta di un giornalista di cronaca rosa ucciso e delle varie ramificazioni del caso tra Madrid e Barcellona. Non noioso, ma neanche appassionante.

12 luglio 2010

matusalemme...

Don verzè mette i brividi: dio come un elicottero del mossad, parla con gli animali, con dio, vede il genoma...

06 luglio 2010

Agrycult

Io non farò l'abbonamento perché già faccio acquisti a km zero qui da queste parti, ma il progetto è bello e interessante. Quindi la pubblicità a Agrycult la faccio volentieri, anche se poi la cassetta non me la mandano.

01 luglio 2010

La caccia al tesoro

L'ultimo Montalbano in ordine di apparizione. Sempre piacevole nella lettura, ma da circa metà libro la soluzione al giallo principale mi è apparsa ovvia. Lettura molto breve, quanto un par di telefilm, e ormai con il commissario abbiamo la stessa familiarità che abbiamo con McNulty, Carter, Mackey, Sam Seaborn.

29 giugno 2010

Il nipote del negus

Camilleri ambienta un altro romanzo nel ventennio fascista. Qui siamo alle prese con la (vera) storia di un nipote del negus Selassié che andò in Sicilia come allievo alla scuola delle miniere. Le vicende raccontate sono invece inventate: il principe si tromba praticamente tutto ciò che si muove, chiede sempre soldi ai fascisti - stupidi e meno stupidi, mentre il duce e i gerarchi locali cercano di sfruttare a proprio vantaggio la presenza di questo uomo nero nella provincia di un paese provinciale. Strutturato come La concessione del telefonoe, cioè come se si leggessero i faldoni di un archivio, è soprattutto un romanzo comico, una godibilissima presa in giro del regime fascista.

21 giugno 2010

Forte Movimento

ROmanzo di Jonathan Franzen. Bellissimo sotto alcuni aspetti, potrebbe essere piu' corto di almeno un centinaio di pagine. Inesperienza e mancanza di un buon editor hanno reso questo romanzo di Franzen (scritto nel 1992) un po' barocco. La traduzione forse non aiuta, ma sicuramente ci sono pagine intere che sembrano essere ornamento senza sugo né senso. In generale, pero', il romanzo va letto, soprattutto in questi giorni in cui una compagnia petrolifera sta distruggendo il golfo del Messico: nel romanzo, la Sweeting Aldren combina qualcosa di grosso nel sottosuolo di Boston. Da leggere.

Le inchieste del commissario Collura

Forse le cose piu' inutili scritte da Camilleri: otto raccontini apparsi sulle pagine della Stampa nell'estate 1998, riunite in una raccolta con l'aggiunta di un'intervista all'autore. Se avete tempo da perdere, scegliete altro, che tanto questo si finisce in un'oretta.

03 giugno 2010

Draquila

Film di Sabina Guzzanti. Brutto, girato male, non dice nulla di nuovo per il pubblico che lo andrà a vedere (selezionato in partenza). Propagandistico senza fare inchiesta, ci dice - e graziarcazzo - che berlusconi ha speculato sul terremoto a L'Aquila. Ci dice che Bertolaso e la Protezione Civile hanno militarizzato il territorio e hanno distribuito miliardi agli amici. Poco altro. Gli abruzzesi per la maggior parte sembrano essere dei lobotomizzati. Sono rimasto molto perplesso di fronte a questo tentativo della Guzzanti di far cinema-verità: il risultato è un malriuscito incrocio tra le Iene e Michael Moore, con il peggio di entrambi. Peccato.

01 giugno 2010

Canale Mussolini

Romanzo di Antonio Pennacchi. Un lungo racconto, quasi un montaggio di pomeriggi passati al bar a sentire un vecchio del paese che narra la storia della sua comunità. Dalla bassa padana (riva destra o sinistra, rovigo o ferrara) al basso lazio, l'agro pontino che mascellone fece bonificare negli anni Trenta. E' una storia che Pennacchi scrive da molto tempo, in libri e articoli, qui romanzati sotto l'ombrello di un'enorme famiglia Peruzzi, fascistissimi contadini trasferiti al Podere 517 quando si arriva a "quota 90" e i maladeti Zorzi Vila mandano in rovina i loro mezzadri. Ognuno ha le sue ragioni: questo il ritornello di basso profilo che risuona in continuazione nella microstoria. Mussolini le sue, i tedeschi le loro, gli abissini pure, i comunisti anche, ecc ecc. Miopia, sicuramente: ognuno guarda il proprio orto, mai uno slancio al di fuori della propria famiglia. Buoni e generosi, capaci di ogni carognaggine (contro i vicini, contro i parenti acquisiti, contro i socialisti, contro i preti, contro altri fascisti, contro gli abissini) e del suo contrario, ma assolutamente in balia di ciò che accade intorno a loro. Mai una resistenza, al massimo qualche sotterfugio per salvarsi il culo. Fascistissimi, ma il grano all'ammasso non si manda tutto e si nasconde qualche sacco perché serve. Secondo l'io narrante (Pennacchi stesso, praticamente), è il ritratto dell'italiano, che fosse prima socialista, poi fascista, poi democristo e ora berlusconiano. Nulla cambia: ognuno gà le so razon e via così. Un romanzo non partigiano? Parteggia per la famiglia, nel senso che ne racconta la storia, verosimile se non vera, che è stata raccontata e tramandata.
La lettura è quindi non quella dei tanti libri di storia, ma un'altra, e non ci si deve aspettare una storiografia accurata, che abbia tutte le fonti secondarie e primarie, documenti, ecc ecc. Pericle Peruzzi (aka Antonio Pennacchi) non è né De Felice, né Del Boca, né altri. Ha raccontato la propria famiglia, buona e cattiva, durante il fascismo, non tutto il fascismo. Apologetico? Sicuramente, ma non tanto per il regime quanto per le gesta della propria famiglia, che dal regime ha avuto qualcosa (molto più di altri...) e con cui ha collaborato.
La narrazione storiografica comprenderà anche questo romanzo, ma non è questo romanzo.
Qui trovate anche un po' di discussioni sul romanzo, con Pennacchi che risponde (coloritamente...).
Insomma: libro consigliato, anche se il ritmo narrativo stanca un po'.

18 maggio 2010

Due chiacchiere con steve jobs

Un editor di gawker passa il venerdi' notte a scambiarsi mail con Steve Jobs. Il quale, oltre a non usare l'apostrofo in "it's", ha ormai manie puritane di grandezza, altro che rivoluzione.

13 maggio 2010

PD e Aldo Moro

Visto che il PD ha ben poco da dire, fa i manifesti per ricordare Aldo Moro, il 9 maggio scorso. Chi eravate, l'abbiamo capito. Chi siete e sarete, uhm, sembra che nessuno sia riuscito ad andare al di là delle beghe di cortile WV vs MDA.
Comunque, rilancio ai tre lettori questa vecchia strofa di Gaber.

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.
Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!